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Dice il saggio ...
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  • Dedicato a Giusto Pio

    Dedicato a Giusto Pio

    Festa grande per il suo 85° compleanno nella Marca Trevigiana

    Una villa trasformata in una vera e propria casa che, fino al 30 gennaio prossimo, accoglierà tutta la sua vita e le testimonianze dei tanti amici, tra i quali i fedelissimi Franco Battiato e Carla Bissi (in arte Alice).

    “Avete fatto qualcosa di grande grande che non so dire”. Così Giusto Pio, musicista e compositore di fama internazionale nato a Castelfranco Veneto, ha commentato visibilmente commosso la festa per il suo 85° compleanno organizzata l’11 gennaio scorso, nella gremitissima villa Benzi Zecchini a Caerano di San Marco.

    Violinista nell’Orchestra Rai per oltre 30 anni, Giusto Pio ha suonato con i maggiori musicisti e direttori d’orchestra del ’900. Compositore di fama internazionale, sperimentatore costante e silenzioso, è conosciuto per le collaborazioni con alcuni tra gli artisti più importanti della scena musicale italiana, in primis Franco Battiato, con cui ha instaurato un sodalizio artistico e umano che lo ha portato a nuovi traguardi nei campi della musica leggera e d’avanguardia.

    Una festa piena di calore, dunque, e di grandi amici che hanno accompagnato l’artista in questi anni, in un reciproco scambio di amicizia e professionalità. È Mirko Sernagiotto, presidente della Fondazione villa Benzi Zecchini, a ricordare la carriera di Giusto Pio, iniziata prima nella sua Treviso e poi proseguita come violinista nell’orchestra Rai, fino all’incontro con Battiato, alle composizioni di musica sacra, all’utilizzo dell’elettronica e all’apertura verso le arti figurative. Dietro il grande artista c’è però anche un grande uomo che, nonostante una naturale timidezza, non ha mai mancato agli appuntamenti col destino: “Furono i suoi figli a dirgli di accettarmi come allievo per imparare a suonare il violino – racconta sornione Franco Battiato, ridendo al pensiero del loro primo incontro che poi segnò il destino di entrambi - Lui era riluttante, loro gli dissero che ero famoso, di prendermi!”. Un uomo che, paradossalmente, non ama dunque i riflettori ma che i riflettori hanno ostinatamente cercato per comporre la storia della musica italiana: “Lo volli sul palco, credo, nel 1977 – ha ricordato ancora il Maestro Franco Battiato che deve a Giusto Pio le canzoni “L’era del cinghiale bianco”, “Vento caldo dell’estate”, “I treni di Tozeur” e la famosa “Per Elisa” con la quale Alice vinse Sanremo 1981 - e gli chiesi di venire a improvvisare qualcosa sul palco dell’università di Brescia dove tenevo un concerto. Mi disse che avrebbe accettato solo a un patto: che avesse potuto cambiare idea all’ultimo momento e filarsela. Io dovetti accondiscendere. Quando venne quel giorno, non solo salì ma volle proseguire l’esibizione da solo e non c’era verso di farlo scendere!”

    La mostra di villa Benzi Zecchini, che prevede un excursus tra le opere pittoriche dipinte di suo pugno e tra le numerose testimonianze che ricordano la carriera dell’artista e la vita dell’uomo, accoglie anche le opere di Romano Abate, di Milo Bianca, di Angelo Gatto e Bruno Gripari e sarà visitabile fino al 30 gennaio. Tre i concerti previsti, a ingresso libero: sabato 22 gennaio nella Chiesa di Santa Maria in Colle a Montebelluna per scoprire la sua produzione concentrata, negli ultimi anni, attorno ad un’originale sintesi tra musica elettronica e musica sacra; sabato 29 gennaio al Teatro Maffioli di Villa Benzi, musiche “leggere” composte da Giusto Pio e Franco Battiato ed eseguite dall’Orchestra Ritmico Sinfonica Italiana diretta dal Maestro Diego Basso; domenica 30 gennaio concerto di musiche strumentali proposte dall’Ensemble Baroque and Blue, ultimo evento del progetto «Dedicato a Giusto Pio». “Se ripenso alle vicende della mia esistenza, alle persone meravigliose che ho conosciuto non ho che da essere grato a Dio di quanto mi è capitato” scrive Giusto Pio nello splendido volume, realizzato per l’occasione, “Dedicato a Giusto Pio” (Zanetti Editore, 19 €), con allegato l’imperdibile cd musicale e l’inedito Dolomiti Suite, proposto come Inno alle Dolomiti, appena dichiarate Patrimonio dell’Umanità. Per info www.villabenzizecchini.it.

    Paola Fantin

    (17/01/2011 Tg0-positivo)