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Macrolibrarsi.it presenta Argital: Cosmetici naturali senza conservanti

Dice il saggio ...
Uno dei mali più comuni della nostra società è la 'sindrome del tempo', un senso di urgenza e di fretta incalzante che provoca ansietà e tensione (L.Dossey)

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  • Lo zen e l'arte del cucinare. Come ricostruire il piacere di una cucina consapevole Autore: Anna Fata

  • Il caso Trevisi

    Il caso Trevisi

    Tutto è già accaduto, basta ri-scoprirlo

    Non c’è niente di nuovo sotto il sole. Tutto è scritto in modo ciclico e nessuno inventa nulla. Lo ri-scopre.

    Gli antichi sapevano bene, per esempio, che non tutti i terreni erano adatti per abitarvi. Prima di erigere un edificio o fondare una città vi facevano pascolare un gregge. Un anno dopo studiavano il fegato degli animali per capire dal suo stato se quel luogo era salutare o meno.

    Negli anni Trenta, Ernst Hartmann scoprì (anzi ri-scoprì) che il Pianeta è attraversato da una griglia di linee energetiche elettromagnetiche che si origina al centro della Terra e arriva fino a quasi un chilometro e mezzo di altezza. Secondo la sua teoria, i lati della griglia misurano circa due metri verso N-S e poco più di due metri verso E-O. Dove i lati si incrociano, si crea un nodo di energia che può essere nocivo per la salute.

    Dalla sua ri-scoperta è nata la denominazione ‘rete di Hartmann’. Il comportamento degli animali a riguardo è decisamente curioso: i gatti preferiscono fare le fusa proprio sul nodo energetico, mentre mucche e polli evitano questi luoghi per non ammalarsi. Anche le piante, se poste in luoghi perturbati, possono non dar frutto o addirittura produrre escrescenze che assomigliano a veri e propri tumori.

    Ma questa stessa energia tellurica – che gli antichi convogliavano attraverso i monumenti che tanto ammiriamo oggi e di cui non siamo ancora riusciti a capirne la funzione, come i nuraghe, i dolmen, i menhir e molto probabilmente anche le piramidi – può essere utilizzata a fin di bene. Quei nodi possono diventare infatti ‘punti luce’ da utilizzare e mettere a disposizione delle persone. Per rilevare le variazioni e le concentrazioni di energia, un tempo, si usavano soprattutto pendoli e bacchette il cui successo dipendeva dalla sensibilità dell’esecutore. Oggi, si utilizzano anche il contatore Geiger, il geomagnetometro, il rayometer e soprattutto il biometro, inventato dal fisico francese Alfred Bovis.

    Luoghi ricchi di energia, luoghi sacri

    Il biometro ha una misurazione che varia da 0 a 10 mila unità Bovis. Per l’uomo e la sua salute, il valore più adeguato sarebbe circa 6.500 bovis. Sotto questa scala, l’uomo viene privato della sua energia esponendosi a rischi e pericoli per la salute. Oltre le 9 mila unità, la carica di energia è eccessiva se l’esposizione è costante e già con 10 mila unità ci si spinge verso una coscienza superiore. Alcuni esperimenti effettuati in luoghi sacri come la chiesa di Foen, vicino a Feltre (Bl) hanno rilevato che proprio qui vi sarebbero due punti molto carichi di energia: secondo il rilievo geobiologico realizzato dall’architetto Dario Bonomo, che da anni si dedica a questi studi, uno di questi sarebbe localizzato nell’altare dell’Immacolata e il secondo nell’altare maggiore.

    Non solo: nella chiesa sarebbero presenti diversi punti luce generati con le geometrie sacre, secondo uno schema probabilmente di origine templare.

    Dalla teoria alla pratica: il caso Trevisi

    Un gatto persiano di 21 anni in fin di vita che, improvvisamente, si riprende e gioca e miagola ancora come un cucciolo; piante che in pieno gennaio crescono per dispetto e sono verdi e rigogliose; parassiti e mosche che all’improvviso scompaiono liberando le pianticelle; zanzare che si tengono alla larga dalla zona su cui insiste la sperimentazione; trattamenti ridotti a 1 rispetto al valore 10 delle normali aziende agricole. Lorenzo Trevisi, produttore di piante da orto e da fiore di Breda di Piave (Tv), racconta per l’ennesima volta la sua storia e di come una fortunata coincidenza lo abbia messo in contatto con l’architetto Dario Bonomo e la sua invenzione. Si ritiene fortunato e quasi incredulo per quello che sta vivendo con la famiglia, ma nella sua umiltà non si rende conto che senza il suo coraggio di tentare una via nuova ancora pionieristica niente sarebbe avvenuto: grazie a un bioerogatore territoriale (detto BET), da cinque anni collocato nelle sue serre, Trevisi riesce infatti a ‘caricare’ l’aria e la terra, elevando le scarse energie ambientali fino a 20 mila unità bovis.

    Ovviamente, si tratta di una testimonianza alla quale decidiamo di dare fiducia, soprattutto in base alla nostra preparazione personale fatta di anni di studi e di incontri. Due sono comunque le cose da dire: primo, gli effetti finali consentono al sig. Trevisi di continuare la sua attività in tutta pace, aiutato solo dai familiari e senza più bisogno di alcun dipendente; secondo, abbiamo sperimentato di persona come la vicinanza al BET fosse per noi quasi insostenibile, una sorta di scarica elettrica che ci scuoteva dentro facendo vibrare la muscolatura e che si è interrotta allontanandoci di alcuni metri. Alcuni, che erano con noi, hanno provato la stessa intensa sensazione, altri invece non hanno avvertito alcunché.

    Secondo Bonomo, tecnicamente, “quando il potenziale elettro-magnetico della terra aumenta assumendo un valore superiore alle 20 mila unità Bovis, i nodi di Hartmann si trasformano automaticamente in altrettanti Punti Luce. La terra viene così rinnovata e può ritornare a diventare matrice di vita, come al tempo del Paradiso Terrestre, quando il miracolo era di norma. I risultati fotografati e documentati sono sotto gli occhi di tutti: germinazioni, germogli e fioriture in qualsiasi periodo dell’anno, anche sotto la neve, inoltre incremento della produzione agricola senza l’uso di additivi chimici o manipolazioni varie”.

    Piante che crescono per dispetto, in pieno gennaio

    Teoria sperimentata sul campo, è proprio il caso di dirlo, dal sig. Trevisi: “Cinque anni fa, ho fatto installare dal dottor Bonomo prima una piramide di cristallo (detta ‘Stella del Mattino’ ndr) che si trova ora in casa e poi un BET vicino a un punto luce da lui stesso individuato. Dopo 40 giorni, ho letteralmente chiesto aiuto: le piante nascevano in pieno gennaio e crescevano a dismisura, quasi per dispetto. Neanche il mio agronomo non riusciva a spiegarsi la cosa e ha rinunciato all’incarico. Così ho toccato subito con mano come questa invenzione sia in grado di captare i raggi cosmici, elaborarli e inviarli a dieci catalizzatori, che poi ritornano l’energia, caricata, alla macchina. In questo modo si alza il potenziale che va sul terreno. Poi, ho fatto installare anche una macchina che eroga l’acqua alle piante e funziona senza corrente. Quando l’acqua è in movimento – spiega Trevisi – è carica di ioni positivi. Questa macchina ne inverte la polarità e poi la manda alla pianta che la utilizza subito, senza residui e asciugandosi quasi immediatamente. Questa stessa acqua noi la utilizziamo anche in casa per la doccia e non serve neppure asciugarsi, mentre le mani non si screpolano più. Gli ioni positivi infatti succhiano energia. Per questo, bisognerebbe invertirne la polarità nelle abitazioni costruite col cemento armato ricco di ferro e negli abitacoli ferrosi delle automobili. Lo stesso problema lo da l’acqua sotterranea”.

    Varie ricerche effettuate nell’ambito dei problemi respiratori hanno dimostrato del resto che, mentre gli ioni positivi rendono difficile la respirazione, gli ioni negativi aiutano a respirare meglio e migliorano l’assorbimento di ossigeno. Esistono per altro in commercio delle macchine detti ‘ionizzatori’ che convertono gli ioni positivi dell’aria in negativi, accrescendo il benessere di chi si trova negli ambienti in cui vengono posti. Uno lo abbiamo visto e sperimentato di persona, con successo, al Centro Estrada di Treviso, dove è stato messo a disposizione da Paolo Martignago che ben ne conosce gli effetti.

    Una soluzione per l’abbattimento delle polveri sottili delle città?

    Ma le sorprese non finiscono qui: “Quando l’acqua viene espulsa nebulizzata dalle serre – aggiunge Trevisi –, l’aria esterna si carica ovviamente di ioni negativi e la temperatura si abbassa di circa 5 gradi. D’estate, nonostante il pavimento in cemento, qui si sta davvero bene”. È stato calcolato che dopo un temporale ci sono 2 mila ioni negativi al cm3. L’aria infatti è frizzante, come lo è in montagna. In campagna, generalmente, troviamo 500-600 ioni negativi al cm3, in città 50 e in auto 10. Se gli ioni sono troppo bassi, è evidente che il corpo ne risenta. Queste macchine aiutano a ripristinare l’equilibrio ottimale per gli esseri viventi. “Questo strumento potrebbe ripulire l’aria delle città, abbattendo le polveri sottili. Ma bisogna trovare degli amministratori lungimiranti. Qualche tempo fa, l’ho proposto al Comune di Treviso ma non ho ancora ricevuto alcuna risposta”.

    Ma non di sole macchine vive l’uomo. “Oggi, si sta ritornando all’utilizzo dei simboli e delle forme per ricreare le stesse condizioni – spiega Trevisi – e le religioni di tutto il mondo, anche se poi si sono organizzate in sistemi ideologici, lo sanno da sempre. Il che spiegherebbe appunto come mai vi siano luoghi di grande energia come la chiesa di Foen a Feltre”.

    Sorride Trevisi, mentre accarezza la sua vecchia gatta di 26 anni. Grazie a questo esperimento, che in tanti vanno a vedere con i propri occhi, le piante di Trevisi sono più vitali, più forti e lui, come afferma pacioso, ne ha guadagnato in pace, salute e portafogli: “Grazie a questo sistema, ho potuto abbassare la temperatura interna di 4°C, risparmiando in due mesi ben 145 hl di gasolio. Quando la piantina è piccola viene attaccata da un piccolo fungo che bisogna sconfiggere con un trattamento specifico. Le bottiglie di quel trattamento sono lì da cinque anni. E il bello è che questo sistema si arrangia da solo, non c’è manutenzione e non si è sommersi dalle carte come nel caso di coltivazione biologica e biodinamica. Basta solo di tanto in tanto lavarne la superficie, perché le polveri possono alterarne il funzionamento ottimale”.

    Gli antichi possedevano dunque conoscenze che farebbero impallidire le ri-conquiste odierne della scienza. Per quello che ci è dato sapere, non possedevano la tecnologia che possediamo noi oggi ma ottenevano risultati stupefacenti, semplicemente rispettando le leggi della Terra e del Cielo e obbedendo loro.

    Paola Fantin

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    (29/12/2010 Tg0-positivo)