Condividi: Ok Notizie Technorati Virgilio Facebook
Mail Tg0+Scrivi alla redazione di Tg0-positivo

Macrolibrarsi.it presenta il cofanetto: The Quantum Activist - Mt0

Dice il saggio ...
La gioia esiste e aumenta nel condividerla con tutti gli esseri viventi (Torkom Saraydarian)

Altri link utili nelle seguenti categorie di Tg0-positivo:
Tu sei unico Ricerca Misteri

La libreria di Tg0-positivo - Cerca tutti i libri che vuoi e altri prodotti originali a prezzi speciali su Macrolibrarsi
  • Fruttismo e crudismo. La chiave del benessere Autore: Luca Speranza

  • GLI "UMANOIDI VOLANTI"

    GLI "UMANOIDI VOLANTI"

     

     

    Il fenomeno degli "umanoidi volanti" (o, per meglio dire, degli "androidi", in quanto riteniamo si tratti di "entità robotiche") non è frutto, a nostro avviso, di allucinazioni collettive, bensì di un regolare programma di "monitorizzazione" della popolazione terrestre da parte di non meglio identificabili intelligenze aliene.

    L'argomento, tanto intrigante quanto ostico da trattare, ben si inserisce nel tema del 9 Simposio Mondiale di S.Marino, che quest'anno affronta il tema "UFO, informazione ed opinione pubblica". Come vedremo, infatti, la stampa (sia a livello di quotidiani che di pubblicazioni specifiche) ha concesso in questi ultimi tempi ampio risalto alle testimonianze della gente, nonostante l'argomento si presti, come di consueto, a gratuite e malcelate ironie.

    L'ultimo avvistamento (in ordine di tempo), avvenuto il 17 agosto 2000 in località Carozzo (SP), è stato effettuato da diversi abitanti della frazione collinare ed ha riproposto all'attenzione della gente, dopo un periodo di relativa "stasi", la realtà e l'attualità dello strano fenomeno. Raul Borsari, tecnico dell'ENEL in pensione, osserva con la moglie ed una vicina di casa una strana forma dalle sembianze umane che si libra in aria, volteggiando silenziosa nel cielo della vallata e planando senza il supporto di parapendìo né di ali.

    La città ligure è sede di una base NATO ed ovviamente la prima supposizione da parte dei testimoni è ricaduta su eventuali manovre degli "incursori", peraltro smentita in seguito dalla Capitaneria di Porto.

    Ma se oggigiorno non può essere scartata a priori l'ipotesi dell'esercitazione di "reparti speciali" assolutamente terrestri, l'origine del fenomeno è ben retrodatata, in tempi ed in condizioni che nulla avevano a che fare con tecnologie militari.

    Una delle prime segnalazioni proviene da BOBBIO (PC), ove il 19 agosto 1971 (curiosa è la quasi ripetitività della data) Pietro Bongiorni, custode delle Terme della cittadina emiliana ai confini con la provincia di Genova, verso le h.19 osserva con la moglie, i figli ed un amico un "essere volante, di fattezze umane e rivestito d'una tuta color bruno-fulvo", che si avvicina fino a 5 metri dai testimoni, assumendo in volo una posizione simile a quella dei motociclisti. Altri testimoni oculari riferiscono d'aver visto lo stesso essere, riconoscibile per lo strano colore della tuta, raccogliere campioni di pietre sul greto del fiume Trebbia e poi "volare via" (sic !..).

    Nel novembre del 1974 a Castelleale (FO) l'attenzione di Giovanna Sensoli viene attratta dallo strano comportamento degli animali della propria fattoria: i conigli si nascondevano impauriti in ogni angolo del recinto e le galline correvano per il cortile, starnazzando e guardando verso l'alto. Alzando istintivamente lo sguardo, la testimone osserva, sospeso in aria sul tetto della casa, un "uomo" (alto circa due metri e vestito con una "tuta" a bolli bianchi, verdi e rossi) in sella ad una specie di "cassetta" provvista di un "manubrio" centrale. La strana entità attraversa, sempre fluttuando, tutta l'aia (20 metri circa) e si porta sopra il pagliaio, ove staziona per qualche tempo; poi si allontana in direzione del cimitero di S.Clemente.

    A dimostrazione del cosmopolitismo del fenomeno in oggetto, si inserisce nella casistica (per limitarci a quelli europei) anche un caso spagnolo del dicembre 1980, indagato dal noto ricercatore iberico J.J.Benitez.

    Due contadini di Villablanca (Siviglia), Domingo de la Cruz Horta e Fernando Cabaco, verso le tre del mattino osservano allibiti, nei pressi di una stalla distante circa 200 metri, "...un hombre volador, que volaba sin apoyarse en aparato alguno: era un foco blanco que relumbraba como el demonio...".

    I due testimoni lo vedono "scendere" dietro una siepe e, poco dopo, rialzarsi in volo.

    Il 16 dicembre 1991, in pieno centro a Parma (zona Stadio), una studentessa universitaria di 22 anni, M.B., osserva dalla porta-finestra, che si apre sul balcone al 2 piano, un "umanoide avvolto in tuta color verde- scuro, sospeso a mezz'aria", che si muove goffamente a scatti e sembra interessato a registrare le attività della ragazza seduta alla scrivania. Sono le h. 9,10 di una fredda mattina e quando lo strano essere realizza che la ragazza si è accorta di lui e si appresta a fotografarlo, si allontana rapidamente, fino a scomparire fra le nuvole.

     Aeroporto "LIBERI" di Pescara, 15 giugno 1993: il Comandante Vincenzo Nusca, istruttore di volo del Nucleo Elicotteri dei Vigili del Fuoco, si trova a bordo di un "Agusta Bell 412" a 600 m. di quota sul circuito aeroportuale, in volo di addestramento con tre piloti abilitandi ed un tecnico specialista. Per un soffio, subentrato ai comandi, l'istruttore riesce ad evitare la collisione con un "umanoide, alto circa m.1.30, con scafandro ed antenna trapezoidale sulle spalle", che viaggiava in direzione dell'elicottero a circa 300/400 km/h. Come risulta dalla professionalità e dalla serietà dei testimoni, dunque, il fenomeno degli "umanoidi volanti" non può essere relegato tout court al desiderio di evasione dal quotidiano, che anima le leggende metropolitane, magari in un'afosa serata agostana. Tantomeno a scambi di lucciole per lanterne: un deltaplanista od un appassionato di parapendìo non viaggiano a 300 km/h !

    Cinque giorni più tardi, il 20 giugno '93, G.P. e A.G., agenti della Polizia di Stato in vigilanza ai seggi elettorali di Pettorano sul Gizio (AQ), vengono inviati dalla Centrale Operativa in località "Case La Rocca", per raccogliere la deposizione di una famiglia di tre persone (del tutto attendibili e assai stimate in paese) che alle h.17,30 aveva notato scendere dal cielo dietro un filare di pioppi "una forma umana, delle dimensioni di un bambino (altezza cm.100), con una specie di antennina posta sul capo". Temendo che potesse innervosire i cani (i tre sono noti allevatori), un componente della famiglia, Giuseppe Zitella (Maresciallo dell'Aeronautica Militare in congedo), rincorre la sagoma non appena questa si posa al suolo; ma, giunto a circa 10 m., la strana entità saltellando si solleva in verticale fino all'altezza di circa 100 m. e poi scompare dietro la montagna "Catena del Morrone".

    Giugno 1994: due fidanzati, Roberto Bottalini e Barbara Sabella, mentre percorrono la Via Salaria fra Amatrice e Rieti, scorgono una silhouette "umana" che fluttua sospesa in aria, al di sopra delle montagne prospicienti. Accostano l'auto in una piazzola per osservare meglio: la figura umanoide, vestita con una tuta nera, sembrava seduta su di un "seggiolino" (le mani stese sulle gambe rigide) ed ondeggiava dolcemente, senza essere sostentata da paracadute né ali né razzi e senza emettere alcun rumore. Poco dopo scompare dietro le montagne.

    Il 7 gennaio 1995, alle h.19 circa, l'umanoide volante di turno fa visita alla sig.ra "X" (classe 1932, contadina, esige l'anonimato) nelle campagne di Pordenone. Uno strano "essere" (alto circa un metro e mezzo, con tuta, guantoni grigi, una specie di "casco" con stretta visiera, una corta "asta" nella mano dx ed un paio di "contenitori" cilindrici sulle spalle) atterra letteralmente con tanto di tonfo sordo, ondeggiando come fa un paracadutista per ritrovare il baricentro, a poco più d'un metro di fronte alla testimone. Questa riferisce inoltre che l'entità umanoide emetteva un curioso "borbottio", come se respirasse profondamente o tentasse di comunicare con lei. Dopo pochi istanti l'essere volante è "ripartito", staccandosi dal suolo con un ronzio simile a quello prodotto da uno sciame di vespe.

    Chiudiamo la serie con il caso di Ponte a Mensola (FI) del 18 maggio 1997. Il testimone, che esige l'anonimato, è un tipo affidabile: semplice e riservato (ma non "grullo", come si dice da quelle parti), per nulla loquace ed assolutamente nuovo a simili esperienze. Sa bene cos'ha visto: <<...L'uomo che "scendeva" dal cielo (lentamente, senza ciondolare, "diritto come una candela") aveva una tuta nera con cintura rossa, un casco e gli occhialoni. Ho pensato: "voglio vedere dove va a finire questo paracadutista, con tutti questi alberi rischia di farsi male". Ma poi mi sono accorto che il paracadute 'un c'era... Ha toccato terra in mezzo al campo, davanti all'olivo, fra l'erba alta: l'ho visto bene, a mezzo busto, con l'erba che gli arrivava all'altezza del petto; poi è sparito. Ho chiamato allora un mio amico e con lui siamo entrati nel prato: nel punto ove "quello" era atterrato abbiamo trovato due rametti d'olivo spezzati e un cerchio di 50-70 cm. di diametro, in cui l'erba fresca (aveva smesso di piovere da poco) era schiacciata, come se vi fosse stata appoggiata una coperta o qualcuno si fosse sdraiato...>>.

     

    Dr. GIORGIO PATTERA, Biologo (consulente scientifico del C.U.N. per lo studio dei fenomeni celesti anomali e relatore al 9 Simposio mondiale di S.Marino).

    Per ulteriori approfondimenti scrivete a g.pattera@libero.it

    (23/03/2001 Tg0-positivo)