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  • Qabbalah, simbolismo e tradizione

    Qabbalah, simbolismo e tradizione

    Se n’è parlato il 6 ottobre scorso presso il Centro Estrada di Treviso

    di Paola Fantin

    La cabala o Qabbaláh o cabbala è parte della tradizione esoterica della mistica ebraica, in particolare il pensiero mistico sviluppatosi in Europa a partire dal VII-VIII secolo. In Wikipedia si legge che in ebraico, Qabbaláh è l'atto di ricevere, la tradizione (la parola ebraica designa anche la ricevuta, ad esempio in una transazione commerciale, e la funzione di ingresso del sabato, la maggiore festa ebraica). Se n’è parlato il 6 ottobre scorso presso il Centro Estrada di Treviso con la studiosa di Qabbalah Marina Busetto, che ha aperto così il ciclo di conferenze a ingresso libero per il 2010/2011.

    Qabbalah e pensiero analogico

    “Della realtà sappiamo poco, perché siamo abituati a usare il pensiero logico e razionale, che va da un punto a un altro punto. Il pensiero analogico mi permette di sperimentare qualcosa in più. Noi siamo più predisposti a questo sistema, perché percepiamo con i cinque sensi. La Qabbalah è la possibilità di ricevere numerosi input e riassumerli per farne esperienza. Può essere usata per migliorare la memoria, per esempio, perché si creano nuove sinapsi e dunque nuovi collegamenti cerebrali. Ma nella Qabbalh ci sono anche arte, pittura, musica, divinazione, astrologia ed è anche una meditazione e postura”.

    Base del pensiero cabalistico è la Bibbia ebraica o Tanakh (acronimo per "Torah, Profeti, Scritti"). La secolare esegesi del Tanakh, già contenuta nella halakháh (presentazione della casistica giuridica), nella haggadáh (sotto forma narrativa), nei due Talmudím, il babilonese e il gerosolimitano, e nei molti midrashím, aveva ormai da secoli posto l'interpretazione del testo sacro al centro della vita dell'Israelita. Si fa risalire la nascita della visione cabbalistica alla pubblicazione del libro Zohar (splendore), pubblicato intorno al XIII secolo e, secondo la tradizione ebraica, scritto da Rabbi Shimon bar Yochay, o al precedente Sépher Yetziràh (Libro della formazione), che però è, secondo alcuni, un'opera più esegetica che filosofica (Wikipedia).

    Secondo Marina Busetto, la Qabbalah può concentrare il proprio studio su qualsiasi testo, anche una poesia o una canzone di Jovanotti, perché riesce a trarre insegnamento da qualsiasi cosa.

    Qabbalah e conoscenza di noi stessi

    “La Qabbalah mi ha fatto riappropriare di quello che volevo essere. Fortificando la mia consapevolezza di essere, ha fatto sì che io prendessi la strada che volevo, non dove gli eventi mi portavano – si è raccontata la studiosa – La Qabbalah va risvegliata, ognuno di noi la possiede e non è puro nozionismo”. La cabala ebraica non va confusa con la cabala o le cabale di tradizione occidentale, che comunque sono ad essa direttamente ispirate. Ma secondo la Busetto, non esiste solo la Qabbalah ebraica. “Esiste quella egizia, quella cinese, quella assiro-babilonese e quella ebrea. Dove c’è una tradizione esoterica importante c’è anche una tradizione cabalistica che serve a vedere la realtà per quello che è e non per quel piccolo frammento che è in evoluzione”. La Qabbalah dunque non solo come disciplina di studio per osservare il mondo ma anche come stile di vita che accompagna l’Uomo nella sua evoluzione: “Per la Qabbalah la cosa principale è l’ascolto e l’osservazione. È la vita e la costante presenza della propria vita. Quindi ognuno di fatto ha la sua Qabbalah. Non può avere dogmi, ma diventare un’esperienza profonda di sé. Quella di cui parlo io e che insegno è una Qabbalah iniziatica”.

    La Qabbalah e la magia

    Ma accanto alla Qabbalah più nota esiste anche la Kabbalah con la ‘k’, quella magica, quella che usa gli archetipi per plasmare la realtà e che è molto pericolosa se usata da mani sbagliate. E il sospetto che oggi alcune forze oscure utilizzino questi archetipi per condizionare la vita e la sopravvivenza dell’Umanità è più che un sospetto, come sembrano avallare alcune teorie del complotto. Le lettere di un alfabeto hanno infatti poteri antichi di cui ormai si sa poco o nulla. I Tarocchi stessi, per esempio, sono una rappresentazione delle lettere ebraiche, come le rune sono strumento divinatorio ma anche lettere celtiche. “Anche l’alfabeto latino possedeva questo doppio uso – spiega Marina Busetto – ma se n’è perduta la conoscenza, così come per i geroglifici egizi”.

    La Qabbalah e un mondo migliore

    “La Qabbalah insegna la relazione tra esseri spirituali e vi è un profondo riconoscimento della dignità di ogni essere. Non c’è distinzione tra me e il divino. La Qabbalah, infine, ti aiuta a diventare consapevole e dove c’è consapevolezza non c’è guerra. È più che una possibilità per non autodistruggersi”. Numeri e lettere compongono quotidianamente la nostra vita e seppure usati senza che abbiamo consapevolezza della loro reale ed antica natura nondimeno essi influenzano il nostro agire. A cominciare dal nostro nome personale. “Anche il nome che abbiamo ha una frequenza particolare che ci guida verso determinate esperienze e che ci rappresenta. Le lettere che lo compongono hanno un valore che varia da lettera a lettera, dalla posizione che occupano, dal modo in cui sono combinate. Qabbalah è anche in questo, anche se non lo sappiamo”.

    Per info Centro Estrada di Treviso

    (12/10/2010 Tg0-positivo)