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  • Leggere tanto per mantenersi giovani

    Leggere tanto per mantenersi giovani

    Riflessioni da Treviso per la Giornata Mondiale dell'Alzheimer

    Leggere tanto, mangiare sano, fare movimento ogni giorno e avere una soddisfacente rete di relazione con gli altri.

    Arriva direttamente dai vertici dell’Ulss 9 di Treviso un pratico vademecum per prevenire le malattie senili, in particolare l’Alzheimer, proprio in occasione della Giornata Mondiale dell’Alzheimer, celebrata il 21 settembre scorso.

    L’Alzheimer infatti è la forma di demenza più frequente e più diffusa: tra i 60 e i 69 anni, tocca lo 0.3% degli uomini e lo 0.5% delle donne, per arrivare a punte preoccupanti oltre gli 80 anni, con l’8.7% degli uomini e ben il 15.1% delle donne, cioè circa un sesto. L’80% dei pazienti è accudito in famiglia per il 90% della durata della malattia e circa il 40% delle famiglie si fa aiutare da badanti. Nella nostra Ulss, su una popolazione di 415 mila persone, circa 5 mila sono affette da questa demenza ma, secondo alcuni studi realizzati per i Paesi industrializzati, è probabile che nel 2040 i casi raddoppieranno. Un dato assolutamente in linea coi dati mondiali, certo, secondo i quali vi sono ogni anno 4.6 milioni di nuovi malati, uno ogni 7 secondi. Ma che fare per prevenire questa malattia e offrire nuovi servizi ai pazienti e alle loro famiglie? “La rete diagnostica, terapeutica e assistenziale in senso lato che offriamo deve comprendere sempre più anche la rete preventiva – ha asserito il direttore sanitario Pier Paolo Faronato nel corso della presentazione di alcune iniziative – Stiamo acquisendo nozioni per fare prevenzione, partendo precocemente, stimolando iniziative utili e pratiche. Come la lettura, attraverso Book Crossing, per tenere cerebralmente attivi i propri processi, ma anche invitando a una alimentazione sana, a eliminare il fumo e l’alcol, a fare movimento e a rendersi attivi e partecipi. Le giornate mondiali in tal senso diventano un’occasione di riflessione per ampliare l’idea di salute che abbiamo”. Ma su quale rete di aiuto possono contare oggi questi pazienti? “Chi ha bisogno di aiuto – ha spiegato il direttore dei Servizi Sociali Gerardo Favaretto – non è solo chi ha la malattia ma anche chi sta intorno. Esistono nuclei specializzati nelle case di riposo, dove su 2 mila posti letto il 25% è destinato a persone con problemi di maggior gravità. Ci sono ricoveri temporanei della durata di due mesi per alleggerire un po’ le famiglie (Sopa) e c‘è il supporto psico-educazionale a domicilio (Sopad), con un’èquipe dell’Israa convenzionata. La linea Alzheimer invece è ancora sottoutilizzata”.

    Presso l’Ospedale di Treviso sono attive l’Unità operativa per la diagnosi, il monitoraggio ed il trattamento dei disturbi cognitivi e della memoria. Nei quattro distretti sociosanitari si svolge tutta la rete dei servizi territoriali, tra i quali ad Oderzo vi è anche l’Ambulatorio dell’invecchiamento cerebrale. Sono attivi tre centri diurni (presso centri per anziani e l’Israa) per un totale di 42 posti ed una Sezione ad alta Protezione Alzheimer con 15 posti letto. Le famiglie beneficiarie dell’assegno di cura, nel 2009, sono state 278.

    Checché ne dicano i numeri, comunque, non è obbligatorio perdere la memoria invecchiando o invecchiare male. “Si può evitare utilizzando strumenti adeguati – ha aggiunto il direttore del Dipartimento di prevenzione, Giovanni Gallo -, come per esempio il Book Crossing che abbiamo deciso di attivare e per il quale sono già disponibili 392 libri che verranno collocati alla Madonnina e all’Ospedale di Treviso. Chiunque potrà portarli a casa, leggerli e poi rimetterli in circolo nel posto in cui li ha trovati o in uno degli altri siti. E se il libro piace, tenerlo e metterne un altro al suo posto. Secondo lo stesso principio per cui leggere stimola le funzioni cognitive e la memoria e migliora la qualità della vita, abbiamo deciso di incontrare anche le biblioteche comunali per avviare iniziative che facciano leggere di più gli anziani. Le soluzioni le costruiamo insieme”.

    Paola Fantin

    (23/09/2010 Tg0-positivo)