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Dice il saggio ...
Gli sciocchi, da Adamo in poi, sono la maggioranza (C.Delavigne)

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  • La PAC e i pomodori di Anguillara

    La PAC e i pomodori di Anguillara

    di Giuseppe Tomassetti

    Vedo spesso citato il tema relativo al “freddo prelevato dall’ambiente”. Può essere visto come un possibile incentivo a consumare energia per il condizionamento invece di stare al caldo come facevano un tempo i nostri padri ed anche noi fino agli anni 60.

    Indubbiamente si tratta di un condizionamento psicologico da intellettuale italiano che si sente così depresso nel vedere cosa fanno i sui connazionali, da sentirsi in colpa anche per i suoi desideri di ascetica purezza energetica. Certo che penso alle pubblicità televisive, molto più ben fatte e studiate dei beceri programmi di intrattenimento, di stimolazione di consumi di raffrescamento finora inesistenti; l’incentivo sarebbe però solo verso gli impegni con la U.E. mentre i singoli consumatori pagheranno la futura tariffa di picco.

    Non dimentico però che la U.E. non è il regno dell’utopia ma la cassa di compensazione degli interessi e se le persone che mandiamo a Bruxelles sono inefficienti o non vanno alle riunioni, i documenti che ci arrivano non sono il distillato della cultura illuminista, ma tengono conto degli interessi e delle legittime aspirazioni dei paesi più attivi, anche dei loro poveri e non dei nostri, del loro popolo bue televisivo e non del nostro.

    Faccio un solo esempio, dai fruttaroli di Anguillara trovo, come pomodori da riso, prodotti belgi; sono il risultato di quelle serre, illuminate tutta la notte per compensare la mancanza di luce solare e

    scaldate tutto l’anno, che hanno fatto ricche le regioni fiamminghe rispetto alla vecchie industrie della Wallonia. Non mi scandalizzo, so bene che è la PAC ( politica agricola comunitaria) che paga il tutto. Quando l’aveva pensata Sicco Mansholt aveva in mente di proteggere i cittadini europei dalla fame dei tempi della guerra ed aveva individuato che il mezzo più efficiente era quello di proteggere i redditi degli agricoltori con contributi alla produzione; all’epoca in Italia eravamo alla occupazione delle terre ed ai dazi all’ingresso delle città, chi si sarà preoccupato della PAC?

    Così oggi possiamo ritenere che la nostra incapacità di vendere ed esportare pomodori cresciuti al sole sia colpa non solo della mafia, della mancanza di capitali, della ignavia degli ispettorati agrari, della ignoranza ed anarchia degli agricoltori ma anche della PAC che illumina le serre del nord. Tornando al tema, penso che sia un nostro diritto valorizzare il fabbisogno di raffrescamento estivo, nei limiti di una normativa tutta da fare (?), come sia un nostro dovere valorizzare la quota di rinnovabile per non trasferire penalità e risorse ai paesi che ci vendono i pomodori delle nebbiose Fiandre.

    Fonte: Fire (Federazione nazionale per l’uso razionale dell’energia, 30 luglio 2010)

    (19/08/2010 Tg0-positivo)