Condividi: Ok Notizie Technorati Virgilio Facebook
Mail Tg0+Scrivi alla redazione di Tg0-positivo

Macrolibrarsi.it presenta il cofanetto: Warology - Mt0

Dice il saggio ...
Chi entra in casa nostra ammiri noi, piuttosto che le nostre suppellettili (Seneca)

Altri link utili nelle seguenti categorie di Tg0-positivo:
Tu sei unico » Libri & co. » Sociale

La libreria di Tg0-positivo - Cerca tutti i libri che vuoi e altri prodotti originali a prezzi speciali su Macrolibrarsi
  • Sfera da Massaggio in Sale Himalayano

  • Io, madre di mia suocera

    Io, madre di mia suocera

    Per tutti quelli che si dedicano all'assistenza dei malati e per chi vuole vivere la vita con tutta l'intensità possibile

    Una vita serena, conquistata con fatica dopo molte vicissitudini che si compongono, finalmente, intorno a una coppia giovane e vivace.

    A quel punto, ci si rilassa anche un po' perché quando la sofferenza e il senso di precarietà ci accompagnano a lungo pensiamo di aver dato a sufficienza e di meritarci per un po' un'esistenza come tutti gli altri. Ma spesso è proprio chi si è forgiato in tanta difficoltà e sofferenza a essere la persona più adatta a sopportare certe situazioni. Monica Follador, l'Autrice di "Io, madre di mia suocera. Vivere accanto a un malato di Alzheimer" (Edizioni Paoline, 2010, € 10) è una di queste persone. Nelle pagine di un libro scritto in modo scorrevole e coinvolgente, racconta i suoi 15 anni trascorsi accanto a una persona malata di Alzhemeir, la madre di suo marito. Delusioni, sacrifici, sofferenze sono inevitabili ma ogni giorno è ricco anche di coraggio, fantasia, spirito di intraprendenza e fiducia. "Perché tutto serve per vivere meglio - racconta -, per imparare a cogliere il buono ch esiste in ogni circostanza anche la più assurda, perché senza la speranza non si va da nessuna parte".

    La sua esperienza riassume l'essenza della vita: essere pronti a tutto, pronti a qualsiasi cambiamento e a non dare niente per scontato... "Inutile continuare a sbraitare perché mangiano la minestra con la forchetta... - scrive Monica, che ha la capacità di lasciare in chi la conosce una grande carica di energia e di saggezza - Siamo noi che dobbiamo mettere in tavola solo il cucchiaio in questi casi... Con questa malattia bisogna soddisfare i bisogni primari e tra questi c'è il bisogno di sentirsi amati, anche se loro apparentemente ci odiano perché invadiamo il loro territorio, decidiamo per loro e... gli salviamo la vita che, benché sembri senza senso, è sempre vita, sulla quale non abbiamo alcuna facoltà di decidere. Garantiamogli quel minimo di dignità che la malattia gli ha tolto... Loro ne hanno il diritto e noi ne abbiamo il dovere".

    A spulciare nel suo decalogo, pratico e redatto con una buona dose di humour che impreziosisce la vita nei momenti di maggior difficoltà e sofferenza, se ne ricavano delle perle di preziosa saggezza che dovremmo leggere ogni mattino, al nostro risveglio, quando diciamo 'grazie' per il nuovo giorno che avremo: dire sempre di sì; imparare a ridere di più; accettare che certe cose non si possono cambiare; convincersi che non ce l'hanno con noi; appena si può, cambiare aria; imparare a chiedere aiuto; imparare a essere invisibili; diventare più disponibili ai cambiamenti; parlarne, parlarne, parlarne...; bisogna crederci!!!

    Consigliato a tutti.

    Giudizio della redazione: ottimo

    (04/08/2010 Tg0-positivo)