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    Un ecoprestito per recuperare le case di edilizia sociale

    Una proposta di legge di Simonetta Rubinato

    In un periodo di crisi economica e di poche possibilità finanziarie per molti cittadini, è necessario pensare a provvedimenti di rapida esecuzione che da una parte diano nuovi slanci al mercato e dall’altra aiutino le famiglie a investire, in modo lungimirante, su beni durevoli.

    È quanto suggerisce Simonetta Rubinato, deputato del Partito Democratico, con la proposta di legge presentata il 20 maggio scorso alla Camera dei Deputati che riguarda proprio un ecoprestito per ristrutturare gli alloggi di edilizia sociale.

    Paradossalmente, se esistono infatti da tempo agevolazioni del 36% e 55% sull’edilizia privata, le stesse non sono applicabili al patrimonio pubblico di edilizia sociale, cioè ai beni dello Stato. Col risultato che dal milione di alloggi del 1991, si è passati nel 2007 a 800 mila immobili, per lo più degradati e bisognosi di manutenzioni troppo onerose per gli Enti proprietari, in primis per i Comuni che, alle prese quotidiane con il patto di stabilità, preferiscono spesso metterli in vendita. Questa politica di dismissione, però, si scontra con l’allungamento delle liste di attesa per l’assegnazione di alloggi popolari al punto che, oggi, la domanda supera di gran lunga l’offerta, come è successo in Veneto dove, nel 2007, a fronte di 15.686 richieste sono stati assegnati soltanto 882 alloggi.

    In questo modo, l’estensione delle detrazioni fiscali del 36% e del 55% agli alloggi sociali e la possibilità anche per i privati di cumulare le stesse con un ‘ecoprestito’ fino a 30 mila euro a tasso zero, attinto da un Fondo apposito presso la Cassa Depositi e Prestiti, potrebbe essere una risposta significativa a questa domanda crescente e, allo stesso tempo, un concreto investimento sull’efficienza energetica e sul rilancio dell’economia di casa nostra. L’ecoprestito consentirebbe di ristrutturare sia gli immobili privati adibiti a prima casa, sia gli alloggi di edilizia sociale, prestito che il proprietario, il conduttore, il comodatario può restituire in dieci anni mentre nel caso degli alloggi sociali le anticipazioni sarebbero rimborsate dagli Istituti che hanno tali immobili in proprietà o in gestione.

    “Per effetto della crisi economica in atto – ci ha spiegato l’onorevole Rubinato -, la domanda di alloggi pubblici è destinata ad aumentare ancora, insieme alla crescita delle fasce sociali più deboli. Ecco, perché si rende urgente un intervento in questo settore. Nella vicina Francia, il presidente Nicolas Sarkozy ha introdotto lo stesso provvedimento e si è dimostrata la manovra più efficace in assoluto, con un favorevole accoglimento del mercato, una movimentazione dell’indotto economico e una spesa contenuta dello Stato. È un fatto che c’è chi vorrebbe investire, ma in questo momento può non averne la disponibilità. Ecco che l’ecoprestito viene incontro e aiuta anche i consumi delle famiglie disagiate. Per quello che prospetta, dovremmo dunque essere sulla linea economica del Ministro Tremonti”.

    Invece, l’emendamento presentato dalla Rubinato con ci si chiedeva di incentivare il recupero del patrimonio edilizio sociale non ha trovato accoglimento nel decreto incentivi, approvato di recente dalla Camera. Una buona occasione che, però, forse non è ancora del tutto sfumata: la Camera dei Deputati, infatti, ha impegnato il Governo almeno a valutare l’opportunità di costituire un «Fondo per l'ecoprestito».

    “Questo parere favorevole ottenuto sull’ordine del giorno – conclude la Rubinato – è un piccolo spiraglio che ci fa pensare a una qualche apertura sulla questione, un primo passo, forse, verso l’approvazione del disegno di legge. Per questo bisogna continuare a lavorarci, per rendere possibile una crescita economica e sociale sostenibile”.

    Paola Fantin

    (16/07/2010 Tg0-positivo)