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Macrolibrarsi.it presenta il libro: Utilizza la Tecnica Psych-K

Dice il saggio ...
E' sempre una sciocchezza dare consigli, ma darne uno buono è sempre fatale (O.Wilde)

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  • Il dottor Max Autore: Dego Giuliano. Editore: Rizzoli. Medicina alternativa

  • L'incertezza del clima

    L'incertezza del clima

    Robert Kandel

    Einaudi nella PBE

    Si parla molto di cambiamenti climatici dovuti all’inquinamento, di buco nell’ozono e di effetto serra, ma raramente con la profondità e la competenza necessarie ad un argomento complesso e delicato come questo. Tale è l’assunto di partenza del libro di Robert Kandel, L’incertezza del clima, edito da Einaudi nella PBE (£. 26.000). Un assunto che spiega perché il meteorologo francese abbia dedicato i primi tre capitoli alla definizione dello stato attuale delle conoscenze circa il "funzionamento" della macchina climatica e dei mezzi che gli studiosi hanno a disposizione per approfondirla. Un bilancio che porta l’autore a trarre due conclusioni importanti: la prima è che il clima del nostro pianeta è di una formidabile complessità. Non tanto nelle sue leggi fondamentali, che sono quelle, ben note, della conservazione dell’energia e della massa nonché le leggi del moto di Newton, ma nell’interazione di una miriade di fattori particolari che neanche i più potenti computers ed i più sofisticati programmi sono oggi in grado di prevedere. L’energia solare, infatti, vero carburante del clima, viene utilizzata, dispersa, ed accumulata in un meccanismo gigantesco nel quale agiscono l’acqua degli oceani, la massa dei continenti e l’azione dell’atmosfera. Quanto si conosce oggi di tutto ciò? Non molto: le osservazioni meteorologiche, le statistiche accumulate e l’utilizzo dei satelliti consentono di cominciare ad intravedere soltanto il modo in cui l’atmosfera, gli oceani e la vita vegetale interagiscono. Gli interrogativi sono assai più numerosi delle certezze, è la seconda conclusione di Kandel. Il modo in cui i prodotti delle attività umane, in particolare l’anidride carbonica, giungono ad influenzare il clima non è così chiaro né così automatico come viene dipinto dai mezzi di informazione e dalle parti impegnate nella lotta politica che accompagna le discussioni sul modo di rimediare agli indubbi rischi di alterazioni del clima. Ricerca di rimedi che costituisce l’ultimo capitolo del libro, il più delicato perché coinvolge direttamente il lettore-cittadino, il più difficile perché cerca di dare una spiegazione del modo in cui la nostra società affronta la questione e, soprattutto, il più spinoso perché alla fin fine, non ci si può non domandare che cosa si possa fare. In proposito, Kandel esprime un giudizio scettico e preoccupato sui media: l’attenzione altalenante, superficiale ed esasperata che dedicano ai problemi climatici non serve davvero a mettere la cittadinanza in grado di formarsi un giudizio. Sospettosa e critica è la sua posizione nei confronti dei politici, che non possono chiedere certezze che non ci sono, né pretendere che gli scienziati si sobbarchino decisioni che non spetta a loro prendere. L’autore sottolinea gli spaventosi contrasti di interessi che la questione del clima solleva, all’interno delle singole nazioni e tra gruppi di paesi, in particolare tra quelli sviluppati e quelli che lo sviluppo lo stanno inseguendo, e che contribuiscono a ritardi, omissioni, indifferenze ed errori nelle politiche adottate. Né manca di criticare quelli che giudica gli eccessi ambientalisti o catastrofisti, così come l’indifferenza predicata da chi sostiene che le cose sono andate ed andranno bene. In conclusione, formula una domanda: saprà l’uomo "pilotare" il proprio pianeta, intervenire consapevolmente ed in modo sufficientemente equilibrato sui meccanismi del proprio sviluppo? Saprà far convivere il benessere, di chi lo cerca e di chi già lo possiede, con la natura? Kandel non dà risposta, non può darla. Ma, afferma, gli strumenti esistono, ciò che occorre sono le politiche, cioè una visione chiara di dove si voglia cercare di arrivare: su di esse si gioca la scommessa del futuro. La sua pacata speranza è che ognuno affronti la questione "a viso aperto".

    (commento a cura di Giorgio Conte)

    (25/02/2002 Tg0-positivo)