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Macrolibrarsi.it presenta il libro: Utilizza la Tecnica Psych-K

Dice il saggio ...
"E' meglio per l'uomo il riso che il pianto (Seneca (De tranquillitate animi))

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  • Il Quaderno dei Rimedi per la Casa Autore: Paola Fantin. Editore: Kellermann Editore

  • Perdersi per ritrovarsi

    Perdersi per ritrovarsi

    Esperienze creative all'Istituto Penale Minorenni di Treviso

    Ogni giorno su questa Terra è un’esperienza in più per conoscerci meglio, ma per far questo si è costretti a oscillare tra gioie e dolori, tra felicità e disperazione, tra successi ed errori che possono portare anche all’interno di un Istituto Penale per i Minori (Ipm), come quello di Treviso, annesso a un’ala della casa Circondariale e unica realtà nel Triveneto.

    Anche da lì tutto può ricominciare, se c’è chi si pone a servizio e offre le giuste occasioni, perché il tempo della rivincita e della ‘resurrezione’ non si sa mai da dove possa arrivare.

    Storie belle e positive

    Ne hanno parlato, lo scorso 21 maggio a Palazzo Bomben di Treviso, i docenti e i responsabili dei ragazzi che si trovano all’interno dell’Istituto, animando una tavola rotonda alla quale era ospite anche il vescovo di Treviso, mons. Gianfranco Agostino Gardin. “Il nostro è un mestiere di pessimismo – ha commentato Domenico Basso, direttore di Antenna 3 e moderatore della serata – e non raccontiamo mai storie di rivincita, di passioni ritrovate, di giovani che hanno rivisto la loro vita. Questa di oggi è una di quelle storie belle da raccontare”. “La realtà di Treviso non si conosce molto – ha introdotto Paolo Lucchi, dirigente scolastico Ctp 2 di Treviso – ma dopo aver fatto un lavoro con i ragazzi sul Giorno della Memoria, lo scorso 27 gennaio e aver prodotto testi, racconti e poesie abbiamo deciso di andare avanti e farlo conoscere di più”.

    Ed ecco la nascita di un libricino che raccoglie le loro riflessioni, poi divenute una pubblicità e un video, “Inediti legami”, da loro interpretati.

    Il recupero nasce dalla totale fiducia nell’uomo

    Il carcere, dunque, non deve essere un luogo dove si pratica una sorta di vendetta sociale, bisogna avere piuttosto profonda fiducia nella ricuperabilità umana. È il messaggio lanciato dal vescovo di Treviso, mons. Gianfranco Agostino Gardin, nel suo contributo alla tavola rotonda. “Non bisogna perdere questa fiducia. Queste persone hanno spesso alle spalle percorsi molto duri e non sempre attribuibili alla loro libera volontà – ha spiegato di fronte al folto pubblico presente – Anche mons. Mazzocato si era interessato molto alla questione, perché qualcosa si deve e si può fare, con tutte le difficoltà strutturali che ci sono, certo, ma senza dimenticare che al cuore dell’evento cristiano c’è un’esperienza di recupero: Gesù Cristo è venuto a recuperarci, avendo una totale fiducia nell’Uomo”.

    Un Istituto ricco di vita e progetti, ma tra mille difficoltà

    I ragazzi che si trovano all’Ipm, spesso, vengono dall’abbandono di una scuola e talvolta sono del tutto analfabetizzati. Dare loro delle motivazioni, migliorarne l’autostima e far emergere le loro forze positive è l’obiettivo di chi si è assunto la responsabilità di formarli: “Qualche tempo fa – racconta Renzo Trevisin, coordinatore delle attività scolastiche dell’Ipm – un ragazzo al quale non piaceva la scuola ma che aveva deciso di riprovare è venuto da me e mi ha detto: sono preoccupato, professore. E quando gli ho chiesto perché, mi ha risposto: perché la scuola comincia a piacermi. È un buon inizio da cui cominciare”.

    A questi ragazzi l’Ipm propone corsi di alfabetizzazione, corsi per il diploma di scuola media inferiore e superiore, progetti di educazione alla cittadinanza con incontro di ragazzi delle scuole trevigiane, informatica di base, teatro, attività di mediazione linguistico-culturale, calcio ed educazione fisica, giocoleria, patentino motociclo e corsi per divenire arbitri attraverso i quali si insegna l’importanza delle regole.

    È nata anche la Bottega Grafica, dove si creano loghi, disegni, volantini per pubblicizzare iniziative di solidarietà sociale. Ma anche l’Ipm sta vivendo i tempi di crisi e di tagli pubblici che mettono a rischio la formazione interna: “Siamo in sofferenza – ha commentato Franzin – perché non ci sono fondi per le borse lavoro e per i docenti. La formazione professionale che è di competenza della Regione non può non essere erogata anche all’interno dell’Istituto”.

    La parola ai ragazzi

    Parole che fluiscono ognuno a proprio modo, nel rispetto di una cultura che ha radici in almeno un quarto di mondo, ma che tocca profondamente il cuore.

    Dice Randal (Santo Domingo): “Quante ingiustizie, quanti enormi problemi, catastrofi, fame, sete, guerre, sfruttamento di bambini... Troppo volte facciamo finta di niente ed è il nostro più grosso sbaglio... Non dimentichiamo!”. “Perché nel mondo non potremmo vivere tutti in modo normale?” si chiede con angoscioso appello Oussama (Marocco). “Penso che in questo mondo ci siano tante ignoranze che portano a pregiudizi verso le persone diverse, solo in base a quello che si vede e si sente superficialmente. Non dimenticare la colpevole ignoranza” ha aggiunto Lemba (Congo).

    Ricordare per essere migliori, secondo Reggy (Italia): “Non dimenticare per migliorare se stessi. Ogni uomo non dovrebbe dimenticare il male degli anni trascorsi, perché non dimenticare aiuta a sentirsi uomini e aiutare ti fa fare certe esperienze che ti aprono il cuore e tu fanno sentire migliore di quello che tu e gli altri si aspettano”, ma soprattutto “non dimenticare il terzo, il quarto, il quinto mondo che non è solo il tuo mondo, è un mondo di tutti, buoni, cattivi, belli e brutti. Non dimenticare di amare”, afferma Wisdom (Sudan), perché “tante cose non si devono dimenticare per restare uomini” pensa Martin (Italia).

    Paola Fantin

    (21/05/2010 Tg0-positivo)