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  • URANIO. PADRE BENJAMIN: "C'E' DIETRO UNA LOBBY ENORME... LO

    URANIO. PADRE BENJAMIN: "C'E' DIETRO UNA LOBBY ENORME... LO UTILIZZANO 44 PAESI NEL MONDO ED E' IL VERO MOTIVO EMBARGO ALL'IRAQ ..."

    L'uranio impoverito e' un affare da milioni di dollari per una ''lobby enorme'' che alimenta gli eserciti di 44 Paesi nel mondo. La denuncia di padre Jean Marie Benjamin, segretario generale della fondazione Beato Angelico e promotore di una campagna per l'abolizione dell'embargo all'Iraq, scuote la platea di parlamentari ed operatori del volontariato che partecipa alla conferenza per la messa al bando delle armi all'uranio impoverito. L'Iraq ''e' ancora sotto 400 tonnellate di uranio impoverito. Il problema e' che in dieci anni nessun esperto e' andato li' a vedere cosa e' accaduto''.

    ''Si vuole mantenere l'embargo - sottolinea padre Benjamin- per non dare modo a nessuno di fare analisi sul campo, di vedere cosa e' realmente accaduto in Iraq. C'e' una lobby enorme, multinazionali muovono milioni di dollari. Non possiamo pensare che in tre settimane si trasformino gli armamenti dei 44 Paesi che nel mondo utilizzano munizioni all'uranio''.

    Quanto agli effetti dell'uranio impoverito, ''ci sono rapporti americani risalenti alla fine della seconda guerra mondiale e dal '95 circolano videoclip dell'esercito Usa che informano sui pericoli dell'uranio e sulle emissioni di particelle tossiche''. E proprio della costituzione di un cartello unitario per la messa al bando di questo tipo di munizioni si e' discusso questo pomeriggio a Roma. La moratoria, infatti, viene considerata ''insufficiente. L'Italia - dicono i promotori- non deve dare in futuro la propria disponibilita' a prendere parte a missioni all'estero se qualche nazione partecipante utilizza munizioni all'uranio''.

    Per Vittorio Agnoletto, presidente della Lila, il caso uranio ''dimostra la vera natura delle guerre sbandierate come umanitarie. Quale giustificazione puo' esserci nell'utilizzo di armi che colpiscono in maniera indiscriminata tutta la popolazione ed hanno effetti per anni?''. C'e' il rischio, avverte il presidente dell'Associazione Obiettori Nonviolenti, Massimo Paolicelli, ''che tutta la vicenda si sgonfi e venga a messa a tacere in vista della prossima campagna elettorale. Da Ustica in poi, ogni volta che sono coinvolti dei militari, quasi mai si e' arrivati all'individuazione di una responsabilita' individuale. Con questa vicenda e' caduta l'ultima foglia di fico della vergogna delle cosiddette missioni umanitarie''.

    Per il senatore dei Verdi Stefano Semenzato ''il caso dell'uranio e' la fine di ogni discorso sulle guerre pulite, tecnologiche, chirurgiche. Il governo deve chiedere alla Nato il quadro completo delle attivita' militari degli ultimi dieci anni per quanto riguarda i rischi sanitari ed ambientali''

    (Mac/Pn/Adnkronos 22-GEN-01 19:01)

    (21/02/2001 Tg0-positivo)