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  • Gli ordini religiosi a Venezia

    Gli ordini religiosi a Venezia

    Una serie di incontri col coordinamento del prof. Franco Tonon

    Venezia non fu solo la culla di una civiltà che ancor oggi influisce profondamente sulla nostra cultura. Da Venezia hanno avuto anche origine molti ordini religiosi cattolici che poi si sono diffusi nell’entroterra.

    Se n’è parlato il mese scorso in un ciclo di incontri organizzato dal Coordinamento delle Attività Comuni delle Scuole e dedicato alla vita di questi ordini religiosi durante il Rinascimento e l’epoca moderna, seconda tappa dopo lo studio delle loro origini tenutosi sempre a Scuola Grande di Giovanni Evangelista, lo scorso anno.

    Grazie al coordinamento di Franco Tonon, per anni docente di storia e filosofia nei licei, numerosi relatori si sono alternati per portare la propria testimonianza. Vi hanno partecipato i Cappuccini con fra Lorenzo Tel; le Dorotee con suor Fernanda Barbiero; i Cavanis con padre Giuseppe Moni e padre Fabio Sandri; le Figlie di S. Giuseppe del Caburlotto con suor Roberta Balduit; i Redentoristi con padre Ezio Marcelli e padre Serafino Fiore; le Canossiane con suor Maria Laura Venturi e suor Miriam Campisi. “Questo ciclo di incontri – ha dichiarato Franco Tonon, ormai a chiusura dell’evento – ha avuto un successo superiore a quello che pensavamo. E questo è importante, perché significa che c’è un’esigenza di informazione vera, che ci incoraggia”.

    Tra le tante testimonianze raccontate, è ancora vivo a Venezia il ricordo di una giovane di buona famiglia, Elena Silvestri che volle integrare e accompagnare la crescita delle giovani donne del suo tempo con scuole di lavoro e laboratori alternativi alle condizioni di sfruttamento nelle fabbriche di metà ‘800. Per questo Elena Silvestri (Bassano 1839 – Venezia 1907) decise di fondare a Venezia, nel 1884, l’Istituto delle Ancelle di Gesù Bambino, un progetto rivoluzionario per quei tempi e poi diffusosi in tutto il mondo. “ A Venezia ci conoscono ancora come le Sorelle Silvestri – ha raccontato suor Maria Emanuela Marino, Ancella e docente di teologia morale sociale – La sua esperienza umana ci pone quell’interrogativo che trova una risposta solo nella fede: come nasce una vocazione? E come mai una giovane fine e avvenente come Elena, di buona famiglia, decise di dedicarsi alle giovani del suo tempo? Le risposte sono infinite, perché le strade di Dio sono infinite. Possiamo dire solo che fu un piano della Provvidenza a portare Elena da Bassano a Venezia dove si sarebbe compiuto il suo destino”.

    Dietro a un singolo destino, dunque, si nasconde tante volte quello di molte persone che proprio da quell’incontro cambieranno la propria vita e la cambieranno ad altri. “Lei portava nel cuore il desiderio di aiutare le giovani – continua suor Emanuela - Decise così di fondare un istituto sotto certi aspetti ‘strano’ e ‘originale’. Le suore non erano tali esternamente, facevano i voti ma venivano chiamate ‘signore’. Aprì scuole di lavoro e laboratori per le ragazze che pagava per i loro lavori, divenendo una piccola impresa economica in cui furono coinvolti i laici”. Alla sua morte, l’Istituto si aprì anche al mondo dell’educazione e fondò nel 1915 la prima scuola materna femminile a Venezia, cui seguì nel 1917 quella maschile. Poi negli anni, l’attività vivace e presente delle Ancelle si estese anche alle parrocchie e vennero aperte una quindicina di Case, soprattutto in Friuli, in seguito in Veneto e in tutta Italia.

    Oggi, la sua lunga storia ha radici profonde anche in Brasile, Africa e Svizzera.

    Paola Fantin

    (17/05/2010 Tg0-positivo)