Condividi: Ok Notizie Technorati Virgilio Facebook
Mail Tg0+Scrivi alla redazione di Tg0-positivo

Macrolibrarsi.it presenta il libro: La Pillola

Dice il saggio ...
Voi dite sui vecchi le stesse cose che dicevamo noi da ragazzi. E' giusto. Ma un giorno altri ragazzi diranno lo stesso di voi (Giovanni XXIII)

Altri link utili nelle seguenti categorie di Tg0-positivo:
Tu sei unico » Riflessioni » Sociale

La libreria di Tg0-positivo - Cerca tutti i libri che vuoi e altri prodotti originali a prezzi speciali su Macrolibrarsi
  • La medicina sottosopra Autore: Mambretti - Seraphin. Editore: Amrita Edizioni.

  • Un'abilità tutta speciale

    Un'abilità tutta speciale

    Trionfa ancora una volta nello sci il giovane Matteo Giomo

    Ha vinto l'oro nello Slalom Gigante e l'argento nello Slalom Speciale ai Campionati Italiani di Sci Alpino che si sono tenuti a Pontedilegno l’8-10 marzo scorsi.

    Matteo Giomo, atleta diversamente abile di Biancade (Tv) di 29 anni, però, non è nuovo a questi risultati visto che da anni porta a casa di mamma Maria Pia e papà Domenico medaglie, coppe, riconoscimenti e anche grandi soddisfazioni, come quella ottenuta nel 2006 quando fu il teodoforo ufficiale della Provincia di Treviso alle Olimpiadi Invernali di Torino 2006.

    Ma la vera passione di Matteo, nata un po’ per gioco, è in realtà il tennistavolo. Si racconta, infatti, che un giorno, nei ritagli di tempo tra una manifestazione di sci e un’altra Matteo fece una partitella con un tecnico e vinse. Accortisi anche di questo suo talento sportivo, i tecnici lo invitarono a partecipare agli Special Olimpics estivi per il Tennistavolo. Dopo allenamenti e tanto impegno, il grande risultato: medaglia d’argento, secondo solo all’atleta della Repubblica Ceca.

    Niente, però, arriva senza impegno e dura fatica: Matteo, come ogni atleta che si rispetti, si allena tutti i giorni e ha un prezioso sogno nel cassetto: diventare un maestro di tennistavolo e di sci per insegnare ai ragazzi come lui. Nel frattempo, mentre continua a confermarsi come uno dei migliori atleti ‘speciali’ del mondo, prosegue la sua vita quotidiana fatta di lavoro, formazione e sport: “Matteo è un ragazzo assolutamente autonomo – ci raccontano i genitori Maria Pia e Domenico, un amore che dura da sessant’anni e che è nato quando erano ancora bambini, contribuendo a formare una famiglia solida e unita che ha accolto prima Stefano e poi Matteo – Lavora alla Cereria Ermini di Treviso, a una macchina che serve a recuperare le candele votive ormai consumate e a farne, per esempio ,delle citronelle. È molto ben voluto dai suoi compagni ed è utile, contribuendo a riciclare qualcosa che altrimenti verrebbe buttato via come un rifiuto. Poi, prende da solo i mezzi pubblici che gli servono per raggiungere il Tempo Libero dell’Anfass a Treviso dove continua a imparare cose nuove. Gli scienziati dicono che un ragazzo down apprende solo fino a 12 anni. Non è così. Matteo sa anche ricamare adesso e impara costantemente. La sera, poi, coltiva la sua grande passione, il tennistavolo, allenandosi col Duomofolgore”.

    I signori Giomo non hanno dubbi e non fanno sconti neppure al loro figlio: “Matteo ha avuto tutte le fortune di questo mondo – ci dicono – e abbiamo sempre voluto che stesse in mezzo agli altri. Un genitore, però, teme sempre di non saper capire bene il proprio figlio, di non stimolarlo abbastanza o di stimolarlo troppo. Ma qualche tempo fa, Matteo mi ha detto: mamma, ti ringrazio tanto perché è merito tuo se adesso mi so comportare così bene con gli altri. Io gli ho risposto che per far questo, qualche volta, abbiamo dovuto essere anche duri e lui mi ha detto che se sapevo che questi sarebbero stati i risultati avrei dovuto esserlo ancora più. Sono cose che una mamma non può più dimenticare”.

    Viviamo in un periodo storico molto complesso, ma molto ricco di esperienze che aiutano l’essere umano a evolvere e a conoscere meglio se stesso. Ma non è sempre facile per chi è ‘diverso’ e con questo non intendiamo solo sotto l’aspetto fisico.

    Si è diversi anche quando si coltiva un’idea che non è quella degli altri, quando si persegue un obiettivo tutto proprio, quando si è controcorrente. Mamma Maria Pia ricorda bene quando, 18enne, Matteo le chiese perché fosse diverso da tutti gli altri e lei, così come suggerito dai genetisti, gli rispose che la differenza stava tutta in quel cromosoma in più che lui aveva rispetto agli altri. Matteo allora le gridò che non lo voleva, che voleva invece essere come tutti gli altri. “Ci sono voluti anni, ma un giorno mi ha detto che aveva deciso di tenerselo quel cromosoma in più e che ogni 21 del mese lo avrebbe festeggiato come un compleanno, Poi, ha aggiunto: mamma, ti ringrazio molto per avermi messo al mondo e per avermi voluto. Sono tanto tanto contento di vivere...”.

    Parole che fanno bene al cuore di ognuno e che dimostrano che, per fortuna, la vita ha sempre molta più fantasia di noi.

    Paola Fantin

    (25/03/2010 Tg0-positivo)