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Macrolibrarsi.it presenta il libro: La Pillola

Dice il saggio ...
"Né splendida dimora, né abbondanza di oro, né nobiltà di stirpe, né dignità di magistratura, né grazia o abilità di eloquenza offre alla vita tanta serenità e calma, quanta ne offre un'anima pura da azioni e pensieri turpi, la quale abbia la fonte della vita, cioè il costume privo di turbamenti e incontaminato (Plutarco (Sulla tranquillità dell'anima))

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  • Come realizzare i propri sogni Autore: Aldo Mauro Bottura

  • Il quaderno degli alberi antichi e leggendari

    Il quaderno degli alberi antichi e leggendari

    L'ultimo libro di Paola Fantin, edito dalla Kellermann Editore (10 euro)

    °°°°°°°°°°°°°°°°°

    Caro lettore...

    ... cercarli è un po’ come cercare sé stessi.

    Si cerca qualcosa di speciale, ma che appartenga a tutto quello che è.

    Si trova qualcosa che ci faccia sentire speciali, ma che è a disposizione di tutti, solo se si sa bene cosa cercare.

    Nella mia ricerca in giro per l’Italia – e da qualche tempo anche per l’Europa -, ho scoperto che gli alberi più antichi e maestosi sono ovunque e sotto agli occhi di tutti.

    Da secoli. A volte da millenni.

    Eppure, non è facile trovarli.

    A volte penso che essi si celino volutamente agli sguardi di quanti non avrebbero nulla da dir loro, se non vacue parole.

    A chi, invece, si mette in viaggio per incontrarli come vecchi amici, essi si presentano quasi per caso, quali compagni di viaggio inattesi che incontri lungo il tuo cammino e che ti si affiancano per un po’, prima di lasciarti proseguire da solo.

    Ho voluto incontrare i più bei ‘patriarchi verdi’ di Italia, perché ero affascinata dall’idea di poter accarezzare ‘chi’ ha affondato le radici nel suolo prima che lo calpestassero le legioni di Giulio Cesare – i Larici di S. Gertrude a Bolzano -, ‘chi’ è vissuto nell’epoca sfarzosa del Rinascimento – la Farnia delle Streghe di Capannori (Lucca) e il Grande Faggio di Monte Busimo che, dalla sua altitudine, ogni mattino saluta gli abitanti di Erbezzo (Verona) –, ‘chi’ è così longevo da potersi vantare di aver accolto tra i rami ben 100 Bersaglieri – il Platano di Caprino Veronese (Verona), il più antico d’Italia - o di aver veduto passare sotto i suoi rami numerose generazioni di Taormina - il Ficus che si trova in uno dei maggiori alberghi cittadini – o addirittura di aver accolto al suo interno alcuni monaci intenti ai loro studi – il Castagno Miraglia di Camaldoli (Arezzo).

    E’ un viaggio più lungo del previsto, che forse non avrà mai fine, perché quando ti avvii lungo questo cammino, impari dagli alberi un segreto che non puoi più tenere per te: che la vita è ricca di persone e di esperienze che talvolta ‘non riusciamo a vedere’, solo perché non siamo più abituati a farlo.

    Per trovare un vecchio albero, non bastano solo le segnalazioni di un libro o le indicazioni di qualche gentile passante, bisogna tenere occhi e orecchie aperti ma, soprattutto, trattenere il fiato e dare spazio al cuore.

    Solo così, quando cominci a disperare e a non capire più quale direzione prendere, quasi all’improvviso, arrivano un aiuto insperato o un’intuizione improvvisa.

    Proprio come nella vita...

    In questo viaggio, ho conosciuto veri custodi d’alberi di moderna fattura che li proteggono con amore, come Luca, il ragazzino di Stabie (Belluno) che sapeva tutto del suo Tiglio ultracentenario e ha promesso di prendersene cura per sempre; o Gino del Monte Grappa (Treviso) che, quasi in lacrime, mi ha raccontato la storia del Pero ultrasecolare che si trovava sulla sua terra e che era morto l’inverno precedente, consumato lentamente dal bombardamento della I Guerra Mondiale; o Renato di Valdobbiadene (Treviso), incontrato per strada, che mi confessò commosso che il Grande Fagher di Endimione non esisteva più ed era felice di poterne parlare con qualcuno che lo poteva capire. 

    E come nella vita, anche questo viaggio ha portato sulla mia strada persone che non sanno amare e che trattano gli alberi come oggetti di ornamento o, peggio, come fastidiosi ostacoli: fu un imprenditore a impedirmi di avvicinarmi alla bellissima quercia, antica mezzo millennio, che si trovava nel terreno sul quale stava costruendo una piscina. C’era il gelo attorno alla quercia, lo stesso che usciva dallo sguardo dell’uomo, colpito a morte ben molto tempo prima dell’albero.

    Andando ‘per alberi’, infine, ho imparato a ‘vedere’ gli altri.

    Perché ognuno di noi, prima o poi nella sua vita - di grande e piccino -, diventa un albero: isolato, chiuso in sé, impenetrabile, indecifrabile, ma soprattutto senza voce.

    Quante volte avreste voluto gridare agli altri che eravate vivi, implorando in cuor vostro che si accorgessero di voi e vi accettassero per quello che eravate?

    In quel momento eravate alberi.

    Quante volte vi siete trovati senza parole e incapaci di comunicare, quasi paralizzati nelle vostre radici?

    In quel momento eravate come alberi.

    Quante volte avete gridato, con una voce senza suono, che sapevate amare e chiedevate solo un’altra occasione, ma nessuno capiva o sentiva?

    In quel momento eravate ancora alberi.

    E quante volte vi siete sentiti morire dentro, ma nessuno se ne accorgeva?

    Anche in quel momento eravate alberi.

    Cercando la Quercia solitaria ai piedi della Grotta della Maddalena in Francia, imbattendomi per caso nel più antico vegliardo verde dell’Isola di Patmos in Grecia, accarezzando lievemente la corteccia della Farnia nel parco di un castello danese ho compreso che spesso l’uomo è proprio come un albero e che, sotto una dura corteccia e un aspetto apparentemente inanimato, egli ‘è’.

    Ecco.

    Pensavo che questo viaggio mi avrebbe condotta fuori da me stessa, in terre lontane, tra genti sconosciute, ma ora capisco che era solo l’inizio del viaggio più vero, quello per il quale ho messo radici sulla Terra: il viaggio dentro di me.

    Per arrivare a scoprire che non esiste un ‘me’, ma un ‘noi’ dove nessuno è separato, ma unito al Tutto.

    Come alberi in una grande foresta.

    Due pagine del Quaderno, realizzato con una copertina che al tocco sembra fatta d'albero, in un libro progettato come i vecchi quaderni di scuola, realizzato con una elegante scrittura rotondeggiante, adatta a tutte le età. Il Quaderno contiene percorsi 'verdi', culturali ed enogastronomici per raggiungere alcuni tra i più misteriosi e leggendari alberi di Italia. I pregevoli disegni sono stati realizzati dall'artista italiano Roberto Da Re Giustiniani.

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    Ringraziamenti

    Ringrazio di cuore tutte le persone che mi hanno aiutato a scrivere questo libro, in particolare alcuni veri custodi d’alberi di moderna fattura che li proteggono con amore

    Un grazie di cuore va a mio marito Lodovico che mi accompagna ovunque, anche nei luoghi più impervi e sconosciuti, a incontrare nuovi ‘vegliardi verdi’ e non perde mai occasione di piantare sulla sua terra giovani alberi che, tra qualche secolo, avranno nuove storie da raccontare.

    Ai lettori, invece, auguro di iniziare presto questo viaggio che è solo l’inizio del viaggio più vero, quello per il quale abbiamo messo radici sulla Terra: il viaggio dentro di noi.

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    Paola Fantin,

    direttore responsabile del giornale on line Tg0-Positivo Il Veneto nel Web (www.tg0.it) e giornalista per varie testate locali e nazionali, è da anni impegnata nel campo della salvaguardia dell’ambiente attraverso articoli, inchieste e libri.

    Fin da bambina, scrive fiabe e racconti che hanno ricevuto premi e attestazioni in tutta Italia, convinta che l’immaginazione sia il primo passo per creare un mondo dove c’è posto per tutti.

    Le fiabe pù belle sono raccolte nel libro illustrato da Marco Favero, "Fiabe per grandi... Piccini".

    La fiaba "Arcobaleno" è stata gentilmente concessa al sito Homolaicus che l'ha inserita nella sezione Letteratura.

    Per la Collana dei Quaderni della Kellermann Editore, Paola Fantin ha già scritto “Il Quaderno dei Rimedi per la Casa”.

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    (12/01/2010 Tg0-positivo)