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    Storia di una famiglia di librai: i Lovat

    Aperta anche la terza sede, a Trieste

    A Mareno il 7 settembre 1931, 78 anni fa, nasce Adamo Lovat, terzo di otto fratelli.

    E’ un Veneto povero, nel destino dei Lovat c’è l’emigrazione: appena maggiorenni se ne andranno in sei a cercare fortuna e lavoro all’estero

    Nel 1957 Adamo parte per Lucerna, Svizzera tedesca. L’ambiente non è favorevole agli italiani, frequenta la scuola serale per diventare meccanico specializzato, studia il tedesco e lo impara molto bene. Subito trova lavoro in una fabbrica di meccanica di precisione a La Chaux de Fonds, nella regione di Neuchatel, terra di fabbriche di orologi di precisione.

    E’ conosce Franca, emigrata da Asiago, impiegata in fabbrica. Nascono i figli Loris e Dominique e intanto Adamo frequenta con impegno il “Technicum” e vi si diploma.

    Franca ama la Svizzera, le piace l’ordine, la non improvvisazione: La Chaux de Fonds le ricorda il suo paese di montagna. Ma Adamo è pronto a tornare in Italia: ha un buon lavoro, è capofficina, impiego non comune per un emigrante italiano. Eppure rifiuta avanzamenti di carriera e di stipendio perché ha un solo obiettivo: rientrare nel Veneto e ricominciare. Ha letto tanto in quegli anni, ogni genere di libri… e pensa che il suo futuro possa essere soltanto dove ci sono libri da leggere, da consigliare, da vendere.

    Forse non è il momento più adatto per l’avventura; il boom economico si è consumato, la contestazione minaccia autunni caldi, ma la famiglia Lovat ritorna in Italia.

    Gli italiani tra “Non è mai troppo tardi” e la scuola media unica, sono cresciuti e c’è il clima giusto per quello che Adamo vuole fare: vendere i libri a rate. Siamo ancora un’Italia delle cambiali, si può avere tutto a rate, anche un buon libro.

    C’è in Adamo lo spirito di quello che viene definito “modello veneto”: una spinta all’individualismo, il coraggio di rischiare, una grande passione, la voglia di farcela, di dimostrare a se stessi e agli altri che c’è sempre un sogno più grande da realizzare.

    L’ambizione in lui non è mai velleità. Adamo va avanti: Inizia all’agenzia Einaudi e vende enciclopedie in provincia di Treviso, in seguito dalla Libreria Canova di Conegliano (a proposito: il fratello Dino è proprietario di una libreria a Conegliano), alla direzione della Canova di Treviso. Ma non può bastare, Adamo ama il rischio, vuole creare qualcosa di suo. E s’inventa, con la moglie e con un socio, il Centro servizio biblioteche, una struttura commerciale dedicata alle esigenze delle biblioteche comunali e scuole di ogni ordine e grado. Non esiste una cosa simile: sembra un’idea facile, ma nessuno ci ha pensato.

    Le cose vanno bene: prima un capannone alla periferia di Treviso, poi qualcosa di più a Villorba.

    Nel 1988, vent’anni fa, l’azienda diventa solo Lovat. E Adamo coinvolge i figli nella gestione: l’ingrosso comincia ad accogliere anche qualche cliente che si era affezionato ai modi di fare di Adamo (già nell’88 offre l’aperitivo o il caffè in libreria), il passa parola è veloce e il magazzino si trasforma sempre più in libreria vera e propria, non è più solo un fornitore per biblioteche e scuole. Comprano il capannone di fronte alla vecchia sede e inizia l’epoca del Centro Biblioteche Adamo Lovat in Via Newton. Adamo per una volta fa anche l’editore: stampa a sue spese “L’abbecedario dei villani” di Ulderico Bernardi.

    Adamo se ne va nel 2001, quando deve ancora compiere 70 anni. Nonostante il dolore, la passione e l’entusiasmo di Franca, Loris e Dominique per la libreria non si ferma. Anzi: contagia anche il giovane Nicolò, terza generazione di Lovat che decide di dedicarsi ai libri, ed entra in azienda.

    Un anno fa, nel 2008, la Libreria Lovat è tornata dall’altra parte di Via Newton, in un luminoso e accogliente capannone di 1500 metri quadri: mille metri su due piani per accogliere 60.000 titoli, una sala conferenze per duecento e più persone, un ampio spazio “cafè” per sfogliare libri e incontrare amici, tanti coloratissimi scaffali per le letture dei più giovani, comodi divani e simpatici sgabelli per guardare i libri da vicino, tenerli un po’ tra le mani, cominciare a capirli e poi riporli, oppure decidere di tenerli con sé.

    E adesso inizia la nuova avventura a Padova Est, mentre prende già corpo un nuovo, analogo, progetto anche a Trieste. Sempre con la stessa formula, lo stesso entusiasmo, la stessa determinazione a far vivere e crescere, attraverso i suoi eredi, il sogno di Adamo.

    Marina Grasso, Ufficio Stampa

    (02/12/2009 Tg0-positivo)