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  • Codice Genesi Autore: Michael Drosnin. Editore: Rizzoli.

  • Le interviste di Tg0-Positivo: Gerardo Motoa

    Le interviste di Tg0-Positivo: Gerardo Motoa

    Nella splendida cornice dell’Ashram Solare di Tarzo (Tv), immersi tra colli e vigneti, dove il vento suona la sua musica tra le foglie e sospinge l’essere umano ad andare oltre tutti gli orizzonti per cercare se stesso, abbiamo incontrato il Gurù Gerardo Motoa.

    Ashram Solare immerso nelle colline e nei vigneti

    L’obiettivo del giornale Tg0-Positivo è quello di dimostrare che, a dispetto di quanto vediamo e sentiamo tutti i giorni, sono molte le persone che lavorano in tutto il mondo per costruire e non distruggere. C’è un grande movimento di esseri umani che opera a tutti i livelli, perché l’uomo evolva e recuperi il suo ordine interno, perché “ciò che è in basso è come ciò che è in alto e ciò che è in alto è come ciò che in basso; con queste cose si fanno i miracoli di una cosa sola. E come tutte le cose sono e provengono da Uno, per mediazione dell’Uno, così tutte le cose sono nate per adattamento di questa cosa Unica” (Ermete Trismegisto, Corpus Hermeticum). Le nostre interviste vogliono rendere per questo la giusta testimonianza.

    Una delle bellissime sale dell'Ashram Solare

    Una prima domanda perché i lettori la conoscano meglio: so che Lei è un ingegnere e che ha esercitato la sua professione per molti anni, ottenendo prestigio e soddisfazioni economiche. Poi, ha deciso di lasciare tutto e seguire altri percorsi. Perché? Cos’è successo lungo il suo cammino per farle prendere questa decisione?

    Ho lavorato nel campo dell’ingegneria per 30 anni e mi piaceva molto, ma parallelamente a questo ho approfondito il tema dello yoga e della meditazione. A un certo punto alcune persone ritennero che ciò che avevo realizzato doveva esser speso per l’umanità e mi invitarono a lasciare quello che avevo fatto, fino a quel momento. Ora sono qui. L’ingegneria mi ha dato molto come modo di pensare, per sua definizione pensa per processi e la vita è un processo. E bisogna imparare a gestire tutto ciò che questo processo comporta. Studiai ingegneria industriale che si occupa di fare in modo che questi processi funzionino nel migliore dei modi. E ho trovato che la spiritualità era un modo per migliorare il processo generale della vita. Mi sono dedicato a questo, a promuovere la spiritualità come un modo per migliorare i processi della vita. Credo profondamente nella spiritualità e penso che non abbiamo capito ancora fino in fondo cos’è. È un compito che dobbiamo affrontare subito, è qualcosa di diverso dalla religione, dobbiamo capirlo. Una persona può essere profondamente spirituale e non religiosa, ma può essere profondamente religiosa e non spirituale. Non mi è stato difficile portare avanti in parallelo l’ingegneria e la spiritualità, perché in fin dei conti la spiritualità completa e migliora tutta la vita umana e solo un individuo che vive la spiritualità sarà migliore in campo professionale: uso la professione non solo per migliorare il mio modo di vivere, ma anche per portare il mio contributo affinché la vita di tutti possa migliorare. Questo si ottiene solo con la spiritualità. Per questo me ne sono dedicato al 100% e non ricevo denaro. Non mi pagano per far questo.

    Che definizione può dare di ‘spiritualità’?

    È un tema che mi appassiona. Ho preso un concetto di Krishnamurti che dice che è la costruzione di un ordine interno e lo fa in contrasto con la scienza. La scienza, secondo lui, si occupa dell’ordine esterno, ma nessuno si occupa dell’ordine interno ed è lì che sorge la spiritualità come una risposta a una necessità umana di questo ordine interno. Se si osserva la società, vediamo che gli esseri umani vivono in uno stato di disordine interno e questo disordine si riflette su ciò che Sartre chiama sofferenza esistenziale. Basta osservare la società, non è una questione di ricchezza o di povertà. In questi Paesi europei sviluppati si vedono molte persone con molte cose ma piene di sofferenza esistenziale. Non sanno dove stanno andando, che significato ha la loro vita e mi piace questa definizione. Questa definizione non ha nulla a che vedere col credere in qualcosa o in qualcuno e voglio anche assicurare che una persona può essere profondamente spirituale, ma atea. C’è qualcosa che permea tutto, ma non ha la necessità che io gli creda. Questo è il grande sgomento della religione, ma alla spiritualità questo non importa. Quando si comincia a porre ordine in questo mondo interno, si comincia a riconoscere un ordine esterno e si può anche sincronizzare questi due ordini. E questo da un significato completamente nuovo alla vita, ti da un senso di pienezza e non di sofferenza esistenziale. Trovo molto utili la meditazione e yoga per lavorare sull’ordine interno. Ma non sono le uniche cose.

    Significa, dunque, che quello che sta fuori è il riflesso di quello che sta dentro di noi, come se ci guardassimo allo specchio?

    Si guarda il mondo secondo quello che abbiamo dentro. L’ambiente nella sua totalità è ciò che sta fuori e ciò che sta dentro; se ciò che sta dentro è disordinato, quel che proietta all’esterno crea disordine. È valido anche il contrario: se ho ordine dentro, collaboro con quello esterno e non entro in conflitto. È un ideale di base.

    Si fa un tanto parlare di ecologia, di rispetto della Madre Terra e delle sue creature, eppure le notizie che ci arrivano parlano di un tal inquinamento, sfruttamento del Pianeta e suo maltrattamento che le notizie buone sembrano essere schiacciate da quelle cattive. Si può dire che fa parte di un piano che l’Umanità deve vivere oppure si sta davvero toccando un punto difficile dell’evoluzione dell’Uomo e cosa lo aspetta nel futuro?

    Io credo che tutto questo faccia parte del processo dell’apprendimento per sviluppare coscienza. È lo stesso che succede a un bambino che, a una certa età, deve sperimentare delle cose, per sviluppare coscienza. Il problema è quando insiste nel restare in questa situazione e non sviluppare coscienza. Penso che gli esseri umani già si rendano conto che abbiamo fatte molte cose e le abbiamo apprese e in un certo senso sono state utili, ma che ci sono anche altre cose inutili e stupide. A cinque anni fare queste cose va bene, a venti è stupido. Dobbiamo lavorare con l’Umanità perché maturi e sviluppi coscienza e ritorno all’idea originaria: non è solo coscienza politica o sociale e nemmeno solo ambientalista, è una coscienza fondamentale della spiritualità e quando la persona la sviluppa capisce che ci sono cose che sono infantili. Per esempio il consumo. Ci trattano come bambini e noi ci comportiamo come bambini, sotto il profilo del consumo. Lo accetto come parte di apprendimento ma non è più tempo, ora è necessario cambiare tutto, ci dovrebbe essere una grande rivoluzione, che non può essere fatta di armi né di sangue né di violenza, ma di spiritualità.

    Da sempre le persone hanno bisogno di guide e di modelli di riferimento. Chi oggi ci guida e si trova ai grandi vertici decide e da l’esempio. Il problema è che chi da cattivo esempio insegna a tutti gli altri...

    Dalle mie parti – e anche in Italia, ndr - si dice: una rondine non fa primavera. Ci credo molto. La soluzione non la daranno i politici, gli economisti, i religiosi, la darà chi impara a vivere spiritualmente e si unirà con altri ai quali interessa vivere spiritualmente, dimostrandolo con la loro vita, non con parole, ma con i fatti. È con la tua stessa vita che devi animare gli altri e motivarli, perché anche queste persone possano fare un cambio della loro vita. Ma politici, religiosi ed economisti sono talmente compromessi con questo tipo di società che non possono far nulla di diverso. Non so se abbiamo proprio bisogno di Maestri, nel senso letterale, ma di molte persone che esercitino la ‘maestria’ sì, senza dire nulla ma solo vivendo. E io penso che ci saranno altri che appariranno e condivideranno questo e così le rondini si uniranno.

    Siamo in un momento storico chiave, perché abbiamo sviluppato certi campi in modo straordinario, come la tecnologia che era impensabile fino a pochi anni fa; i mezzi di comunicazione che hanno una forza tremenda. Una volta si diceva che erano il quarto potere, ora si dice che è il primo. Sono importanti per la formazione, più della stessa scuola, della famiglia. Per un giovane è più importante quello che si dice in televisione che quello che dice la famiglia stessa. Ciò che hanno chiamato globalizzazione – cioè per me universalità – se non sarà orientato sotto un punto di vista umanistico non sappiamo dove ci porterà. È questo che dobbiamo enfatizzare: lo sviluppo dell’umanesimo attraverso la spiritualità. Non temo la tecnologia, mi affascina ma riconosco anche i rischi quando la facciamo a ogni costo. Vedi nell’ambiente. Per questo insisto che siamo in un momento storico fondamentale, dobbiamo passare dalla fase dove si vuol sperimentare tutto a ogni costo alla fase dove si intende affinare la nostra coscienza per sapere dove va. Bisogna approfittare di questo momento e lavorarci al massimo. E penso ci riusciremo. Siamo fortunati a vivere in questo momento: possiamo partecipare alla Storia.

    Cosa possono fare gli esseri umani per ritrovare lo stretto contatto con sé stessi e con la Madre Terra? E che significato ha per Lei la Madre Terra?

    La Madre Terra è la nostra casa. La Terra ha un potere straordinario, non c’è nulla che non valga. Siamo noi in difficoltà verso la Terra e quando lo capiremo ci metteremo nell’ottica di prenderci cura di questa Terra. È l’unica casa che abbiamo, non ne abbiamo altre. Perché ci prendiamo cura di questo spazio? Perché vogliamo sfruttarlo, vogliamo sentirci a nostro agio, cosicché quelli che vengono dopo di noi lo gustino e lo migliorino. Non parlo di ‘povera Madre Terra’, è invece un rispetto naturale nei confronti della Madre, di cura, di attenzione, di miglioramento. È in questo senso che dobbiamo lavorare tutti, rendersi conto che questa casa è la nostra casa e che dobbiamo avere cura di questa casa. Alla fine l’essere umano si adatta a vivere in qualsiasi circostanza, ma ve ne sono migliori di altre: sotto le intemperie o sotto un ponte o in un palazzo. Non vivo allo stesso modo in questi posti. Vale anche con la Terra: possiamo trasformarlo in un disastro o conservare la sua bellezza, la sua intelligenza, la sua bontà, mettendo in atto una presa di coscienza umana. Di fronte alla Natura noi esseri umani siamo appena dei principianti, siamo noi che dobbiamo prenderci cura della casa in cui viviamo.

    Dirigo un giornale nel quale si parla molto dell’acqua. Molti studiosi nel mondo hanno fatto alcuni esperimenti – uno di essi è il giapponese Masaru Emoto – dimostrando che “l’acqua ha memoria” e che le emozioni, i pensieri degli esseri umani ne influenzano i cristalli. Lei cosa ne pensa?

    Gli alchimisti mettevano in relazione le emozioni con l’acqua, molto prima di Emoto. Usavano l’acqua come simbolo del mondo emozionale e affettivo umano. C’è una connessione molto profonda tra acqua ed emozioni ed Emoto ha solo dimostrato che ciò che pensavamo in realtà lo è. E questo ci fornisce elementi molto interessanti per lavorare su di noi, perché se questo succede nell’acqua fuori di noi succede anche in quella dentro di noi, che siamo per ¾ acqua. L’acqua che sta qua dentro viene influenzata dal mio mondo affettivo ed emozionale e devo prendermi cura di essa. Questo è una parte del lavoro che si fa attraverso lo yoga: come gestire il mondo affettivo emozionale e far sì che la sua energia si muova su di un sentiero costruttivo. Bisogna imparare a farlo, diversamente la nostra acqua si contamina. Invece di essere una fonte di acqua viva come diceva Gesù diventiamo un condotto di acqua nera e questo si vede, si osserva. Io credo che tu conosca persone che sono fonti di acqua viva e ne conosca di quelle che sono acqua nera. Tutto ciò che viene da loro è sicuramente acqua inquinata. Lo yoga ci permette di mantenere l’acqua dentro di noi come acqua di fonte viva.

    Chi è l’Uomo e perché si trova qui?

    L’essere umano è una domanda. Chi sono? Noi siamo qui per dare una risposta a questa domanda. E la nostra grande domanda è: chi sono io? Ma la risposta a questa domanda non è una risposta razionale, ma esistenziale perché lo è la domanda stessa. Ma siccome non sappiamo vivere, allora ci poniamo una domanda meno esistenziale e più razionale: cosa sono? Quando me lo chiedo generalmente mi rispondo: sono ingegnere, sono italiano, sono bianco o nero. Ma non siamo questo. È ciò che noi abbiamo, la vita ti ha portato in questa occasione a essere donna, ma nella tua essenza non lo sei, sei semplicemente un essere umano. Per questo dobbiamo rispondere alla domanda: chi sono e non cosa sono. E l’unico modo per capirlo è attraverso la vita, imparando a vivere e non semplicemente a sopravvivere. Nella società umana che abbiamo costruito ciò che facciamo è sopravvivere, è una vita superficiale, che va perseguendo un sacco di illusioni, ma non c’è profondità. Bisogna imparare a vivere. E questo è ciò che un’organizzazione come la nostra chiama iniziazione. L’iniziazione è vivere la vita con intensità. Ma non con intensità sensoriale. Mi piacciono i giovani, per esempio, vivono al margine dei sensi, ma non è questo. È rendersi conto in cosa consiste questo tempo, perché siamo qui, da dove veniamo, dove andiamo e questo comporta godere la vita profondamente. Quando una persona vive la vita con profondità non le interessa la morte. Siamo una grande domanda a cui dare una risposta.

    È possibile arrivare alla fine della propria esistenza e dire che l’abbiamo sprecata oppure dalla vita si impara sempre?

    Pablo Neruda disse che in qualsiasi momento incontri te stesso questo potrà essere il momento più felice della tua vita o il più disgraziato. Dipende da ciò che hai fatto con la tua vita. Per la stragrande maggioranza dell’umanità questo avviene al momento della morte, quando ormai è troppo tardi. Ma quando tu ti poni sul piano di vivere la tua vita, nel momento in cui la vita ti crea emozioni e ti chiedi ‘ma cosa faccio qui?’ e programmi tutto quello che stai facendo, allora ti rendi conto che devi vivere in modo diverso. Io spero che al momento della mia morte accada qualcosa di simile a quello che è successo a Gurdjieff che stava conversando con i suoi discepoli e ha detto: sto per morire. Ed è morto. E nient’altro. Perché aveva sempre vissuto. Se uno vive la vita e non sopravvive solo, al momento della morte si rende conto che è un altro momento, né più né meno importante, un momento.

    Questa vita è l’unica possibilità che ha l’uomo o ne avrà altre?

    Io credo che la vita continui, è un principio della fisica a dirci che l’energia non si distrugge ma semplicemente si trasforma. Ma come si collega con la vita umana? Penso che la vita continua e uno può avere diverse opzioni. Ma non sappiamo nulla di questo. Abbiamo solo credenze. Se mi chiedi in cosa credo, credo nella ‘reincarnazione’, ma uso la parola ‘credo’ e siccome è una ‘credenza’ non mi baso nella mia vita su questo. Mi dedico a vivere ora. Molti vi credono e si dicono: nella prossima vita riparerò! Altri dicono che la vita continua in Cielo e in Paradiso, ma questa è una credenza, nessuno lo hai mai dimostrato. Non puoi basare la tua vita di oggi su di un credo. Vivi l’oggi. Dappertutto vivi il presente, devi stare attenta, porre attenzione non distrarti. Abbiamo una società che ci educa a distrarci, a tenerci distratti e chi è distratto non può vivere. Ora per esempio abbiamo la sensazione che il tempo sia corto. Un giorno vola. Io credo che questo sia dovuto al fatto che è più alto il grado di distrazione che viviamo. Tu come cittadina hai un sacco di cose a cui badare e tocchi tutte queste cose nel modo in cui puoi, finché questo ti porta fuori e allora vai all’ospedale, dallo psichiatra. Devi seguire il processo contrario. Il fatto di vivere il presente ti fa stare attento, all’erta. Osho dice una frase che mi piace molto: bisogna vivere nel mondo, ma il mondo non deve vivere dentro di te. Vivi nel mondo, ma non permettere al mondo che ti determini. Tu sei la persona che sta vivendo. Per chi vive non importa se ci sono paradisi, inferni o reincarnazione, se sta vivendo questo momento.

    Come definirebbe Dio?

    Un potenziale puro, eterno e infinito.

    E riusciamo a percepirlo, qui e ora?

    Sì, ma servono occhi per vedere e orecchi per sentire. Si può scoprire questo potenziale puro, eterno e infinito, sei una particella di questo potenziale, ma per scoprire questo devi andare oltre i limiti imposti dalla coscienza ordinaria. È quello che metaforicamente Gesù dice ‘avere occhi per vedere e orecchie per intendere’. E poiché non ne siamo capaci, inventiamo le religioni. E cosa fanno le religioni? Danno attributi umani a Dio. Osserviamo questo potenziale puro, pieno di attributi umani: rabbia, collera, tristezza... Tutti attributi umani, quando questo potenziale è semplicemente puro, eterno e infinito. Contiene tutto e tutto fa parte di questo potenziale. Commentava il mio Maestro, Josè Marcelli... Disse che l’illuminazione ‘è il momento in cui trovi dentro di te ciò che per sempre hai cercato fuori’. Disse il Maestro che, in quel momento, scoppi a ridere. Ti rendi conto di esser stato stupido a cercare fuori quello che avevi sempre avuto dentro, ma per vederlo dentro e fuori abbiamo bisogno di occhi e orecchi e di una nuova forma di coscienza che non è la coscienza ordinaria.

    2012: un anno di catastrofi, di balzo evolutivo per l’Umanità o semplicemente un anno come tutti gli altri?

    Non è un argomento che mi interessa. Primo, perché nessun Maya ha detto questo, lo dicono degli interpreti della tradizione maya. Secondo, mi viene in mente il fatto che le profezie sono sempre negative e questo è un atteggiamento religioso: se ti comporti male vai all’inferno. Ma è infantile. Come dicevi tu prima, aprire lo spazio alle notizie diverse, non per negare ciò che di negativo facciamo come esseri umani perché lo facciamo ma per rendersi conto che ci sono cose anche nell’altro senso. Così come facciamo stupidaggini, ci sono anche cose sacre nella vita.

    Nostradamus, Maya, quelle profezie lì non mi interessano.

    Come ti dicevo all’inizio, io credo che l’essere umano abbia un potenziale straordinario e che la cosa importante è che si renda conto di questo e la spiritualità è uno dei modi di rendersi conto di questo. E quando ci si rende conto di questo che importanza hanno le profezie?

    La tua vita non è determinata da niente di tutto questo. Sono gli argomenti di una società che ti vuol tenere legata, stimola molto la paura per poterti manipolare. Noi lavoriamo con la coscienza. Questo ashram è un mezzo e un modo perché tu abbia fiducia in te stessa e se hai fiducia in te stessa nessuno ti può manipolare, o minacciare, perché sai che non può farti nulla nessuno. C’è un insegnamento taoista che mi piace molto: quando un essere umano scopre il Tao né la tigre lo può sbranare né il rinoceronte infilzare. Impara a vivere e non c’è modo di minacciarlo o di spaventarlo. Ecco perché non mi interessa il 23 dicembre 2012.

    Invece è interessante nei Maya il concetto dei cicli dei 52 anni. Questo va studiato. Ogni 52 anni c’è una sorta di rigenerazione di tutto. Per esempio nell’essere umano i primi 7 cicli di 7 anni portano ai 49 anni e, secondo la tradizione tibetana, si raggiunge il massimo di espansione, poi ci sono 3 anni dove la cosa sembra essere orizzontale e tu puoi usare questo influsso per continuare a progredire o a scendere. E questa è una cosa interessante da analizzare e da studiare. Quando un essere umano conclude il suo ciclo di 49 anni, dovrebbe avere un livello di maturità tale da approfittare dei tre anni successivi per prepararsi a nuove possibilità cosicché non succeda come capita abitualmente che imbocchi la strada del declino e della vecchiaia decrepita. Guarda gli esseri umani: sono stanchi, pieni di amarezza, non hanno realizzato le loro illusioni, volevano farsi una vacanza alle Hawai e invece no. I Maya avevano sviluppato tutta una filosofia su questi cicli di 52 anni, 7 cicli per 7 e tre anni di passaggio. È molto interessante e bisogna approfondirla.

    Come opera la vostra associazione, la GFU?

    Questa è un’associazione che ha due volti: il primo che mira a un lavoro su se stessi che poggia su alcune scuole di formazione. Ha un sistema scolare. Poi c’è quello esterno, che è la proiezione sociale della parte interna per la costruzione di spiritualità. Questo perché la soluzione della mia vita non termina con la mia pelle, posso migliorare molto. Parlavamo di trovare questo ordine interno e quando l’incontro devo fare in modo che anche gli altri lo incontrino. Con un’avvertenza, però: il mio ordine interno non coincide necessariamente col tuo. Ciascuno è unico e irrepetibile. Non siamo un gruppo chiuso. Viviamo un processo di autoregolamentazione, ma anche di condivisione con chi voglia condividere, senza minacce, senza neanche credere di voler salvare il mondo.

    C’è un motivo particolare per cui si è avvicinato a questa associazione e non a un’altra?

    Ho conosciuto un personaggio molto esotico, è lui il colpevole. Sono nato in Colombia e già molto presto ho sentito nella mia vita questa mia aspirazione. In questi ultimi due anni della mia vita ho viaggiato molto per il mondo, prima vivevo in Colombia anche se comunque mi spostavo molto. Verso i 15 anni, pensai seriamente di mettermi nella guerriglia colombiana, perché non mi piace questa società. È una società con molte disuguaglianze, ingiusta comunque. Mi ero messo davanti a questa possibilità: combattere la borghesia, con tutto questo linguaggio della sinistra. Mi trovavo in questa situazione, quando apparve questo personaggio di cui dicevo. Mi attrasse molto il suo modo di vivere, molto autentico. Mi avvicinai a lui e mi disse che faceva parte di questa associazione e verso i 16 anni cominciai a praticare lo yoga e la meditazione e mi resi conto che questa era la vera rivoluzione e che quella vera e autentica è quella dell’educazione, un’educazione basata sulla spiritualità. E ne sono convinto anche oggi, ma non lo garantisco per domani. Oggi credo profondamente, ma posso trovare qualcosa di migliore domani, non importa. E se lo trovo, mi avvicinerò a questo. Per adesso, quella che vivo è la cosa migliore. È questo che mi ha portato a lasciare una professione, il prestigio, il livello economico e sociale: credo che sia possibile costruire una nuova società e una nuova umanità.

    Paola Fantin

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    Gerardo Motoa è nato a Palmira in Colombia, ha una doppia laurea in Ingegneria Industriale conseguita presso l'Università del Valle di Cali (Colombia) e presso l'Università di Madrid.

    Ha svolto attività di Docente Universitario per quasi 20 anni presso l' Università del Valle, ricoprendo anche l'incarico di Direttore della Scuola di Ingegneria Industriale e Statistica, e facendo parte, come accademico, del comitato nazionale accreditato presso il Ministero della Pubblica Istruzione della Colombia

    Per vocazione personale, ha studiato, insegnato e praticato yoga per oltre 32 anni, tenendo conferenze, seminari e corsi sia in America che in Europa. E' socio fondatore dell'Associazione Internazionale di Yoga e Yoghismo e Presidente della sezione Sud-America di detta Associazione. Ha inoltre una formazione nell'arte marziale cinese Shaolin Tsu Kempo nella quale ha raggiunto il 3° di cintura nera.

    Dal 1976 ha iniziato un processo di formazione personale nella RedGFU e SOA sotto la guida del suo Maestro Josè Marcelli conseguendo il grado di Gurù.

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    La RedGFU Italia fa parte della RedGFU Internazionale e vi aderiscono quanti intendono fare un lavoro di ricerca su se stessi e condividere questo percorso con altri, animati dagli stessi ideali di pace e fratellanza. Fondata il 21 marzo 1948 dal francese Serge Raynaud e la Ferrière (1916-1962), lavora per lo sviluppo della coscienza umana e per superare ogni forma di discriminazione, settarismo, fanatismo dogmatico. Questa associazione culturale cerca quindi di collaborare con i gruppi, le istituzioni, le persone che lavorano per l’elevazione della coscienza umana, senza pregiudizi di razza, credo, sesso, posizione sociale e che sentono l’esigenza di migliorarsi, di modificare il proprio modo di vivere. Ha vari centri culturali in Italia in cui svolge attività nel campo dello yoga, delle arti marziali, della nutrizione, della cosmobiologia, attraverso corsi annuali o a tema, conferenze, tavole rotonde, seminari, centri di studio che spaziano da argomenti attinenti la salute nei suoi vari aspetti, all’arte come momento qualificante della creatività umana, alle vie di autorealizzazione proposte da varie culture. Momento clou dell’Associazione è la realizzazione di vari Coplanet in Sintonia, convegni organizzati in varie città italiane in concomitanza con analoghi eventi in altri Paesi del continente americano o europei, con la partecipazione di personaggi chiave dei vari campi del sapere.

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    Ringraziamo per la disponibilità e la preziosa collaborazione Alberta Boccato, presidente RedGFU Italia, che ci ha messo a disposizione non solo la sede dell’associazione a Tarzo, ma anche le sue abilità linguistiche e la sua sensibilità

    Per info sull’associazione e sulle sue attività

    www.redgfu.it/Ashram/homeAshram.html oppure ashramsolare@infinito.it

    Le foto dell'arcobaleno, delle albe e dei tramonti fanno parte della collezione fotografica realizzata da Paola Fantin

    (22/10/2009 Tg0-positivo)