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Dice il saggio ...
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  • Gentilini, il sindaco sceriffo

    Gentilini, il sindaco sceriffo

    Un libro scritto dal giornalista trevigiano Paolo Calia

    È balzato agli onori delle cronache per delle banalissime panchine tolte da un parco pubblico. È diventato famoso in Italia e all’estero per la battuta degli immigrati vestiti da leprotti. È stato il sindaco, ora vice, sicuramente più discusso, amato, odiato della storia recente trevigiana.

    L’unico a cui giornali stranieri come il New York Times o El Pais hanno dedicato pagine e articoli. Un’icona per la Lega Nord, il simbolo di un modo di fare politica vecchio e di parte per i suoi avversari. Raccontare la storia di Giancarlo Gentilini, la sua cavalcata come amministratore di Treviso, è un’impresa non da poco. È vero che gli spunti non mancano. Lo Sceriffo, nomignolo di cui va molto fiero – «Io sono lo Sceriffo numero uno in Italia, tu sei il numero due», come disse al ministro dell’Interno Roberto Maroni durante una festa provinciale della Lega –, da quindici anni si distingue per commenti e giudizi a dir poco taglienti. Le sue crociate per la “sicurezza” o contro gli immigrati clandestini, hanno segnato un’epoca. Con le sue esternazioni ha sollevato violentissime polemiche, suscitando spesso l’ira della piazza.

    Ma non se n’è mai curato rimanendo fedele a un convincimento: «La maggioranza silenziosa è sempre con me». Di episodi da raccontare ce ne sono a bizzeffe e in questo libro ne leggerete tantissimi. Ma Gentilini non ha fatto solo polemiche, ha anche cambiato il modo di amministrare una città, ha precorso i tempi. Tornando alle panchine nei parchi, lui le ha tolte nel 1997 per eliminare punti di ritrovo di «sfaccendati e poco di buono», come definì all’epoca i gruppi di stranieri che stazionavano in via Roma. Dieci anni dopo tantissimi altri sindaci, anche di centrosinistra, hanno seguito il suo esempio in varie città d’Italia.

    Ha sempre espresso le sue opinioni in modo schietto, anche usando frasi pesanti e termini molto spesso fuori luogo soprattutto quando sul tappeto c’erano argomenti scottanti come l’integrazione tra italiani e immigrati: «Quando parli – si è però difeso - devi dare un messaggio che sia un pugno nello stomaco. Chi ascolta lo deve sentire, altrimenti non serve». Di pugni ne ha sferrati tanti e in cambio si è beccato l’etichetta di sindaco razzista.

    Ma liquidare Gentilini con un solo aggettivo è troppo semplice: per farlo non basta un libro.

    (dalla quarta di copertina)

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    (ANSA) - TREVISO, 8 OTT - "Il mondo deve sapere come, grazie a me, la città di Treviso ha conosciuto una svolta radicale che è, di fatto, il suo secondo Rinascimento". Giancarlo Gentilini, vice sindaco leghista di Treviso, ha esordito così oggi nel corso della presentazione della sua biografia intitolata 'Gentilini, il sindaco sceriffo', edita da EdizioniAnordest e curata dal giornalista Paolo Calia.

    Il volume, 190 pagine per 14 euro, è stato stampato in 2 mila copie ma presto, assicurano gli editori, sarà riproposto in altre 10 mila in distribuzione nazionale. "Non credevo di passare alla storia - ha aggiunto Gentilini - ma ho capito subito che presto tutti gli altri amministratori che avrebbero dovuto prendere esempio da me si sono nascosti dietro il dito delle convenienze. A me le pappemolli non piacciono; appartengo alla maschia gioventù che va all'attacco, se occorre, con la baionetta in bocca". Poi una doverosa attribuzione al gentil sesso.

    "Il 70% del mio consenso - ha sottolineato - mi arriva dalle donne e questo vuol dire che ho seminato bene". Il libro narra il percorso dello 'sceriffo' da quando fu scelto come candidato sindaco dalla Lega nel 1994 all'episodio delle panchine che lo rese celebre, alle battaglie contro omosessuali, stranieri e proprietari di cani, oltre, naturalmente, la carriera nelle fila della Lega. Nel testo vi sono anche alcune fotografie del giovane Gentilini, come quella della sua tessera di giovane balilla all'età di 10 anni.(ANSA).

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    Paolo Calia è nato a Treviso nel 1970. Giornalista professionista, lavora come free-lance. Dal 1990 in poi ha collaborato con varie testate locali e nazionali, tra cui Ansa, Tuttosport, La Tribuna di Treviso, E polis e Rete Veneta.

    Attualmente scrive per Il Gazzettino e Sole 24 Ore . Si occupa prevalentemente di cronaca cittadina e di politica.

    (08/10/2009 Tg0-positivo)