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  • Terapie non farmacologiche e Pet Terapy

    Terapie non farmacologiche e Pet Terapy

    A Treviso, un incontro informativo all’Ulss 9

    Il 12 giugno scorso si è tenuta a Treviso una giornata dedicata ai farmaci e alle terapie non farmacologiche per il decadimento cognitivo, l'ultimo appuntamento del Corso sulla Memoria, realizzato dall'Unità Operativa per i Disturbi Cognitivi e della Memoria dell'Azienda Ulss 9 di Treviso, diretta dal dott. Gallucci. Se al momento, infatti, non esiste una terapia che permetta di guarire l'Alzheimer, sono state però predisposte diverse strategie terapeutiche farmacologiche per rallentare la progressione della malattia. E si parlerà anche di Pet Terapy, la terapia affidata ad un rapporto affettivo, fisico, di comunicazione non verbale con gli animali domestici.

    "Per la cura dell'Alzheimer, vengono proposte diverse strategie terapeutiche farmacologiche per rallentare la progressione della malattia - spiega il dr. Maurizio Gallucci -. Le linee di ricerca più promettenti si propongono di arrestare o diminuire la produzione di beta amiloide, la proteina responsabile della malattia, e di impedirne la costituzione di placche nel cervello, argomenti di cui parlerà il prof. Giusti farmacologo dell'Università di Padova e il dott. Giometto, responsabile della Neurologia del Ca' Foncello".

    "Ma proprio perché i farmaci possono al massimo rallentare la progressione della malattia di Alzheimer senza guarirla o bloccarla - prosegue Gallucci - molto si cerca di fare da altri punti di vista. E' oggi possibile, integrare le terapie farmacologiche con interventi riabilitativi sulla sfera cognitiva, comportamentale e funzionale del soggetto demente per ritardare la progressione della malattia, stimolandone le abilità cognitive residue e riducendo l'impatto della malattia sul livello di autosufficienza. Si stanno moltiplicando le dimostrazioni scientifiche degli effetti positivi di vari interventi psicosociali sui malati di Alzheimer. Dati recenti hanno evidenziato come interventi di stimolazione cognitiva di gruppo in soggetti affetti da demenza migliorino sia le funzioni cognitive che la qualità di vita dei pazienti. Domani presenteremo i primi risultati della attività di stimolazione cognitiva condotta presso la nostra Unità Operativa per i Disturbi Cognitivi e della Memoria del Presidio Ospedaliero di Treviso".

    "Grande apporto è dato anche dalla Pet Terapy -- conclude Gallucci -. Nasce dal verbo inglese to pet che significa accarezzare, coccolare. Da questo termine hanno preso il nome gli animali da affezione. La pet terapy si basa su un rapporto affettivo, fisico, di comunicazione non verbale che appartiene alla medicina dolce. Gli obbiettivi prefissati nell'utilizzo della pet terapy nella persona affetta da demenza senile, illustrati dal veterinario dott. D'Arsiè, sono diversi, tra i quali far nascere tra paziente e cane una relazione appagante sul piano emozionale, stimolare la capacità di concentrazione attraverso il tatto, l'espressione verbale e la comunicazione non verbale, stimolare le capacità motorie, migliorare l'autostima attraverso il rapporto con l'animale, stimolare ricordi e abilità residue".

    *Ufficio Stampa *

    Ulss 9

    0422 323248

    (08/10/2009 Tg0-positivo)