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Dice il saggio ...
Se coloro che si adeguano al progresso sono furbi, e coloro che tentano di adeguare a loro il progresso sono idioti, allora il progresso è nelle mani degli idioti. (Anonimo)

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  • La rivoluzione interiore Autore: Krishnamurti

  • Dimmi come mangi e ti dirò come stai

    Dimmi come mangi e ti dirò come stai

    Jeff Bland, consulente sanitario del presidente Obama, a Treviso

    Non è la vecchiaia a provocare di per sé la malattia, anche se vi è una stretta correlazione, ma l’ambiente a modificare i geni e il modo in cui essi esprimono la loro funzione. Lo sostiene Jeffrey Bland, autorità internazionale nel campo della medicina nutrizionale e consulente dell’amministrazione Obama per la riforma sanitaria, intervenuto a Treviso il 4 ottobre scorso al seminario scientifico “Rivoluzione post genomica”, il primo in Italia organizzato dalla Metagenics Europe, in collaborazione con l’Istituto Ismerian di Treviso, diretto dal dottor Filippo Ongaro.

    “Nel mondo, ci sono delle zone chiamate ‘blu’ – ha spiegato Bland – che si trovano in Sardegna, in Costa Rica, sull’Himalaya, in California, in America Latina. In zone così diverse vivono centenari sani, accomunati però dallo stesso stile di vita: mangiano il 20% in meno del solito, evitano cibi troppo elaborati, camminano molto, giocano con i bambini, hanno un proprio sistema spirituale, gestiscono il proprio tempo per godere di più e con meno stress e fanno parte di un sistema sociale che li protegge e li considera. In sostanza, il loro Dna invecchia, ovviamente, ma rimane integro. Si tratta di una vera e propria rivoluzione nel nostro pensiero. Se il genoma umano, che io chiamo ‘libro della vita’, viene sommerso dagli zuccheri, radiato, bruciato, stressato, arriva un messaggio disturbato che col tempo conduce alla malattia. L’ambiente lo ha mutato.”

    Bland dirige a Seattle il Centro Ricerche per la Medicina Funzionale, il più grande gruppo al mondo con fondi privati, composto da 35 scienziati che lavorano alacremente su questa nuova frontiera della medicina: “Modificare l’ambiente è la prima misura terapeutica, l’intervento di prima linea, allo scopo di combattere la crescente diffusione delle malattie croniche – ha aggiunto Bland a una platea di un centinaio di medici e professionisti provenienti da tutta Italia – Ci sono pazienti che non vogliono cambiare lo stile di vita perché preferiscono essere curati subito con i farmaci, ma altri che vogliono star bene senza dipendere da essi e devono poterlo fare. Per esempio, riducendo l’apporto calorico del 25% ma senza rinunciare a vitamine e minerali: l’aspettativa di vita aumenterà del 25%-40%, perché ciò che è contenuto nei geni è regolato dal nostro stile di vita e dall’ambiente”.

    Una ricetta che vale, dunque, per tutte le patologie, anche per la tanto temuta influenza. Quali i suoi consigli allora? “Bisogna abbassare i livelli di infiammazione che squilibrano il funzionamento del sistema immunitario, impedendogli di reagire alle malattie” dice Bland. “Basta mangiare meno carni rosse: contengono acido arachidonico che ha un effetto benzina sull'infiammazione. Bene, invece, il pesce che con gli acidi grassi Omega 3 allenta l'infiammazione a livello cellulare. E in genere mangiare meno: si è dimostrato che la restrizione calorica accelera la riparazione del DNA”.

    Ottimi inoltre i probiotici. Bland porta a esempio un recente studio pubblicato sull'autorevole bollettino medico Pediatrics realizzato su un gruppo di bambini da 3 a 5 anni. E' bastata una semplice supplementazione con Lactobacillus acidophilus associato a un particolare ceppo di Bifidobacterium animalis lactis Bi-07 per dimezzare l'incidenza di febbri, tosse e ricorso agli antibiotici. “Il risultato si spiega con il fatto che i probiotici di ultima generazione rafforzano la barriera intestinale, punto chiave dell'immunità, troppo spesso compromessa dagli errori dietetici della nostra società”, spiega Bland che dallo storico Istituto di medicina funzionale da lui fondato a Gig Harbor (Washington) combatte da vent'anni per migliorare la dieta americana e prevenire così le malattie degenerative. Una tesi che ha convinto anche le autorità sanitarie statunitensi che, lo scorso febbraio, hanno invitato Bland assieme ad altri esponenti di medicina non convenzionale a una audizione in Senato per riferire su un approccio utile a tagliare i costi della Sanità gravata da troppe malattie croniche.

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    La salute si ottiene prima con la modifica dei comportamenti e poi, se necessario, con i farmaci o gli interventi chirurgici. È quanto hanno affermato i medici dell’Utap di Paderno di Ponzano Veneto, nel corso della presentazione dei dati ottenuti dal “Progetto di prevenzione cardiovascolare primaria”, al quale hanno partecipato anche il sindaco del Comune di Ponzano Veneto, Giorgio Granello, il coordinatore dei direttori di distretto dell’Ulss 9, Nello Spinella, il direttore scientifico del Progetto, Luca Sbrogiò e il coordinatore dell’Utap di Ponzano, Gabriele Massolin.

    “Chi ha provato a smettere di fumare o a mettersi a dieta – ha spiegato il direttore sanitario dell’Azienda Ulss 9, Pier Paolo Faronato – sa bene quanto sia difficile ed è da qui che abbiamo deciso di partire anche noi, dando gli strumenti e l’assistenza per farlo. Questo è un nuovo modo di fare medicina e fare salute”.

    Le malattie cardiovascolari, gruppo di patologie che comprende l’ictus e l’ipertensione arteriosa, rappresentano la prima causa di mortalità nel territorio dell’Ulss 9. Il ‘Progetto di prevenzione cardiovascolare primaria’, avviato nel 2008 a Ponzano Veneto e rivolto ai cittadini dai 50 ai 59 anni, si proponeva così di intervenire efficacemente sui fattori di rischio, proponendo alcune iniziative di educazione alla salute, come corsi per smettere di fumare, gruppi di cammino o corsi nutrizionali. “Su 64 pazienti consultati dopo un anno – ha aggiunto Luca Sbrogiò – ben 35 avevano ridotto l’indice di massa corporea, perdendo in media 3.5 chili. Entrando più in dettaglio, 23 avevano perso da 1 a 4 chili, 10 da 5 a 8 chili, mentre 2 avevano perso oltre 8 chili, davvero incoraggiante! Negli altri corsi, 31 persone hanno accettato di camminare per 30 minuti al giorno per 6 volte la settimana, il 12.5% ha cominciato a consumare pesce 3 volte la settimana e il 46% 5 porzioni di frutta e di verdura al giorno. È stato invece molto più difficile con il corso per smettere di fumare al quale hanno aderito solo 13 persone. Fumo, obesità e sedentarietà spiegano oggi oltre il 50% delle morti per malattie cardiovascolari. Bisogna cambiare lo stile di vita, perché la modifica dei comportamenti potrebbe anche non rendere necessario i farmaci”.

    Al termine dei corsi, è stato individuato un ‘leader guida’, che proseguirà l’attività dei gruppi.

    Paola Fantin

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    Per ulteriori approfondimenti:

    Massimo Pandiani, Trattato di Medicina funzionale, Tecniche Nuove

    Massimo Pandiani, L'invecchiamento, Tecniche Nuove

    www.jeffreybland.com

    www.stopchronicdisease.com

    www.metagenics.eu

    mauriziosalamone.blogspot.com

    (06/10/2009 Tg0-positivo)