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  • Al diploma e alla laurea con la dislessia Autore: AAVV

  • Il giardino, un luogo della libertà

    Il giardino, un luogo della libertà

    Presentato da Fondazione Benetton l'Atlante dei Giardini di Italia

    Un luogo della libertà dove l’individuo rappresenta se stesso ed è responsabile di ciò che accade. Il giardino è dunque molto di più di un semplice luogo inserito in un contesto o in paesaggio e proprio a esso, alla sua storia e a quanti hanno contribuito a idearlo Fondazione Benetton Studi Ricerche di Treviso ha deciso di dedicare “L’Atlante del giardino italiano”, a cura di Vincenzo Cazzato (docente dell’Università del Salento, Lecce), promosso dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali-Ufficio Studi, dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato e dalla Libreria dello Stato (Roma 2009).

    La ricerca abbraccia il periodo storico che va dal 1750 al 1940, più o meno dalla realizzazione del Parco della Reggia di Caserta - “canto del cigno” del giardino barocco italiano -, fino alla II guerra mondiale. Il risultato è un repertorio di circa 1.500 voci, utile sia agli studiosi sia agli appassionati di giardini. I due preziosi tomi, scritti da circa 200 autori, sono una sorta di viaggio nei giardini di tutte le regioni d’Italia, per raccontare i personaggi “illustri” e anche, e soprattutto, le figure “minori” che hanno operato a vari livelli nella loro ideazione e costruzione. Le professionalità verso le quali si è indirizzata la ricerca sono le più varie coinvolte nella realizzazione di un giardino: architetti e paesaggisti, giardinieri e botanici, fontanieri e idraulici, scultori e autori di altri elementi decorativi, committenti “illuminati” e letterati, comprendendo anche alcuni “stranieri” che hanno operato in Italia. In appendice sono presentate le figure di alcuni poeti, scrittori e romanzieri che nelle loro opere non solo hanno offerto significative descrizioni di giardini, ma hanno espresso anche una loro “idea di giardino”.

    “Si tratta di un lavoro enorme per il quale non saremo mai grati abbastanza verso chi lo ha reso possibile – ha commentato Domenico Luciani della Fondazione Benetton – È un grande deposito di informazioni da cui partire per un lavoro di ricerca successivo, un mondo senza limiti, una sorta di antologia di arti e mestieri, tecniche e scienze, uomini di lettere e umanisti. Il giardino è un pezzo di terra di cui si è responsabili, un vero luogo della libertà. Qui la soggettività è assoluta. Lo vediamo ovunque, ma non è un luogo, è il giardino e ha bisogno di qualcuno che se ne occupi”.

    Un lavoro certosino, dunque, che getta le basi future per nuovi studi e arricchisce i materiali già esistenti, con nuove informazioni e metodologie di lavoro: “L’ultimo libro importante sul giardino veneto risale al 1982 – ha aggiunto Mariapia Cunico (Università Iuav Venezia), nel corso della presentazione a Palazzo Bomben – ed era dunque necessaria una rilettura. Il Veneto è ricco di acque e paesaggi e proprio qui nasce il modello, per eccellenza, che è alla base del giardino: la Villa Veneta. Pensiamo che nella nostra Regione sono state catalogate almeno 3.500 ville e quasi tutte con giardino, un giardino inteso come coagulo di sapienze culturali e centro di cenacoli intellettuali. Ma il giardino diventa anche il laboratorio di sperimentazione di conoscenze botaniche, importate dall’Oriente. Attorno al giardino ruotano idraulici e apparati idraulici, fino al sistema idraulico dei giardini settecenteschi”.

    A partire dalla fine della Repubblica Serenissima che si era occupata del paesaggio veneto, la nuova classe dirigente del tempo chiede un nuovo giardino, opposto a quello storico realizzato fino ad allora, arricchito da sistemi idraulici e collezioni botaniche importanti che si coniugheranno a sperimentazioni florovivaistiche e architettoniche.

    Per info 0422 5121.

    Paola Fantin

    (21/09/2009 Tg0-positivo)