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  • Fatta la spesa trovato l’inganno

    Fatta la spesa trovato l’inganno

    Un’iniziativa estiva della Coldiretti Treviso

    Coldiretti di Treviso fa la spesa per scoprire gli inganni agroalimentari.

    Nei mesi estivi alcuni dirigenti e funzionari della Coldiretti trevigiana hanno fatto la spesa in alcuni dei più importanti centri commerciali della Provincia di Treviso per dar vita ad un vero e proprio censimento delle insidie al made in Italy agroalimentare. Pummarola senza l’origine indicata (molta viene dalla Cina), prodotti lattiero caseari con bandierine italiane prodotti all’estero, frutta e verdura senza indicata la terra in cui vengono prodotte, pasta tipicamente italiana in cui non si capisce se il grano sia davvero italiano e tante altre notizie da scoprire tra gli scaffali dei supermercati. L’operazione è già cominciata.

    Il primo a fare la spesa con questo scopo è stato il direttore di Coldiretti di Treviso, Enzo Bottos (nell’immagine mentre controlla delle etichette). “Vogliamo costruire un archivio degli orrori – spiega il direttore della Coldiretti trevigiana – Il nostro patto per il Paese è cominciato con l’obiettivo di dar vita ad una filiera agricola tutta italiana. Da qui anche l’ultima mobilitazione con l’operazione verità alle frontiere dei giorni scorsi. Ora è giusto far aprire gli occhi ai nostri consumatori sui mille inganni o quando va bene sui facili fraintendimenti che si possono evitare leggendo bene le etichette”.

    Coldiretti di Treviso, intanto, non lascia nemmeno perdere la via del dialogo con alcune realtà della grande distribuzione: “Una recente indagine tra i direttori dei nostri supermercati veneti rileva come la grande distribuzione vedrebbe di buon occhio la vendita diretta degli agricoltori all’interno dei centri commerciali – aggiunge Bottos – questo perché l’ortofrutta è una importante voce degli introiti degli stessi e soprattutto perché anche la grande distribuzione ha bisogno di dare garanzie di provenienza e di stagionalità ai propri clienti. Ecco che per l’agricoltura nostrana potrebbe aprirsi nel futuro una nuova pagina commerciale. Noi intanto continueremo a fare la spesa…per tutelare il reddito delle nostre imprese agricole e gli acquisti dei consumatori”.

    (20/09/2009 Tg0-positivo)