Condividi: Ok Notizie Technorati Virgilio Facebook
Mail Tg0+Scrivi alla redazione di Tg0-positivo

Macrolibrarsi.it presenta il libro: Utilizza la Tecnica Psych-K

Dice il saggio ...
Tutto è difficile prima di essere semplice (T.Fuller)

Altri link utili nelle seguenti categorie di Tg0-positivo:
Tu sei unico » Riflessioni » Sociale

La libreria di Tg0-positivo - Cerca tutti i libri che vuoi e altri prodotti originali a prezzi speciali su Macrolibrarsi
  • Il coraggio di esser unici e creativi Autore: Osho.

  • Quando Prometeo rubò il fuoco agli dei

    Quando Prometeo rubò il fuoco agli dei

    Da sempre storia e mito tramandano che le maggiori tappe umane sono state possibili grazie all’intervento di qualcuno che sta ‘in alto’, ai vertici della piramide

    Dell'amicizia che prova per gli uomini, Prometeo dà testimonianza fin dalla prima volta in cui se ne deve occupare: quando riceve da Atena e dagli altri dei un numero limitato di "buone qualità" da distribuire saggiamente fra tutti gli esseri viventi. Epimeteo («colui che riflette dopo»), senza pensarci troppo, cominciò a distribuire le qualità agli animali ma si dimenticò degli uomini; Prometeo rimediò rubando dalla casa di Atena uno scrigno in cui erano riposte l'intelligenza e la memoria, e le donò alla specie umana.

    Ma Zeus in quel momento non era favorevole al genere umano, anzi aveva deciso di distruggerlo: non approvava la benevolenza di Prometeo per le sue creature e considerava i doni del titano troppo pericolosi, perché gli uomini in tal modo sarebbero divenuti sempre più potenti e capaci.

    Durante un sacrificio agli dei, nella piazza di Mecone, gli uomini si incontrarono e decisero di spartirsi di comune accordo gli animali immolati. Prometeo, convocato in qualità di arbitro per stabilire quali parti di un toro sacrificato spettassero agli dei e quali agli uomini, squartò l'animale, lo tagliò a pezzi e ne fece due parti. Agli uomini riservò i pezzi di carne migliori, nascondendoli però sotto la disgustosa pelle del ventre del toro. Agli dei riservò solo le ossa che celò in un lucido strato di grasso. Fatte le porzioni, invitò Zeus a scegliere la sua parte; il resto doveva andare agli uomini.

    Zeus accettò l'invito e si servì della parte grassa, ma vedendo le ossa abilmente nascoste, si infuriò lanciando una terribile maledizione su costoro: da quel momento gli uomini sacrificheranno agli dei e offriranno loro le parti immangiabili dell'animale sacrificato, consumandone le carni, ma i mangiatori di carne diverranno per questo mortali mentre gli dei rimarranno i soli immortali. Lo sfrontato raggiro doveva comunque essere punito e Zeus, senza colpire direttamente Prometeo, tolse il fuoco agli uomini e lo nascose.

    Prometeo si recò da Atena affinché lo facesse entrare di notte nell'Olimpo e appena giunto, accese una torcia dal carro di Elio e si dileguò senza che nessuno lo vedesse. Secondo altre leggende, egli ritrovò la torcia nella Fucina di Efesto, ne rubò qualche favilla e, incurante delle conseguenze, la riportò agli uomini. Venutolo a sapere, Zeus promise di fargliela pagare. Così ordinò ad Efesto di costruire una donna bellissima, la prima del genere umano, alla quale gli dei del vento infusero lo spirito vitale e tutte le dee dell'Olimpo la dotarono di doni meravigliosi.

    Si racconta che Zeus la inviò da Epimeteo affinché punisse la razza umana, alla quale Prometeo aveva dato il fuoco divino. Epimeteo, avvertito dal fratello di non accettare regali da Zeus, la rifiutò; cosicché Zeus, più indignato che mai per l'affronto subìto prima dall'uno poi dall'altro fratello, decise di punire ferocemente il Titano e tutti gli uomini che egli difendeva. Il padre degli dei fece incatenare Prometeo, nudo, con lacci d'acciaio nella zona più alta e più esposta alle intemperie del Caucaso e gli venne conficcata una colonna nel corpo. Inviò poi un'aquila perché gli squarciasse il petto e gli dilaniasse il fegato, che gli ricresceva durante la notte, giurando di non staccare mai Prometeo dalla roccia.

    Epimeteo, dispiaciuto per la sorte del fratello, si rassegnò a sposare Pandora, ma essa si rivelò tanto stupida quanto bella, perché sventatamente e per pura curiosità aprì un vaso che Epimeteo teneva gelosamente custodito, nel quale Prometeo aveva chiuso tutti i mali che potessero tormentare l'uomo: la fatica, la malattia, la vecchiaia, la pazzia, la passione e la morte. Essi uscirono e immediatamente si sparsero tra gli uomini; solo la speranza, rimasta nel vaso tardivamente richiuso, da quel giorno sostenne gli uomini anche nei momenti di maggior scoraggiamento.

    Come narrato nella tragedia perduta di Eschilo Prometeo liberato, dopo tremila anni, Eracle passò dalla regione del Caucaso, trafisse con una freccia l'aquila che lo tormentava e liberò Prometeo, spezzando le catene.

    Secondo il racconto contenuto nella Biblioteca dello Pseudo-Apollodoro, durante un incontro tra Chirone ed Eracle, alcuni centauri attaccarono l'eroe. Questi per difendersi usò le frecce bagnate con il veleno dell'Idra, da cui non si poteva guarire. Chirone venne inavvertitamente graffiato da una delle frecce. Non potendo morire perché immortale, cominciò per lui una sofferenza atroce. Zeus quindi accettò la vita di Chirone che potè finalmente morire in cambio dell'immortalità di Prometeo.

    L'eroe benefattore dell'umanità godé di un culto molto diffuso ad Atene, tanto che la città gli dedicò delle feste pubbliche, dette «Prometheia», nelle quali si percorrevano le strade correndo con fiaccole accese per celebrare il più grande dono che Prometeo aveva fatto all'umanità: il fuoco.

    Fonte: it.wikipedia.org/wiki/Prometeo_(mitologia)

    ***************************

    21/07/2009

    Da sempre storia e mito tramandano che le maggiori tappe umane sono state possibili grazie all’intervento di qualcuno che sta ‘in alto’, ai vertici della piramide, che ha i mezzi e le conoscenze per rendere possibile l’evoluzione del genere umano e delle civiltà di cui fa parte.

    Prometeo per i Greci o Enki per i Sumeri per citare le narrazioni tramandate, ma anche tutti coloro che, pur potendo condurre una propria vita beata e ricca di ogni che, lontano da guai e complicazioni, curando solo i propri interessi e affari, facendo ciò che conviene e non ciò che è necessariamente giusto, decidono di aiutare chi sta ‘in basso’ e non può vedere oltre, o sognare qualcosa di più e immaginare un futuro diverso. A loro, ovunque siano nel mondo o intorno a noi, grazie.

    Buon compleanno, Beppe Grillo!

    Beppe Grillo a Ponzano Veneto nel maggio 2009

    (20/07/2009 Tg0-positivo)