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  • I viaggi di Tg0-Positivo: S. Severina a Crotone

    I viaggi di Tg0-Positivo: S. Severina a Crotone

    Una visita imperdibile nella bella e ospitale Calabria

    S. Severina appare all’improvviso, all’orizzonte, dopo aver attraversato la verde e boscosa Sila. Devi per forza fermarti per ammirarla e coglierla nella sua interezza.

    Posta su di uno zoccolo naturale che sorge in verticale, è così suggestiva da esser definita “la nave di pietra” e inserita, de iure, nel gruppo prestigioso dei più bei borghi di Italia.

    Il merito va di sicuro alla gente del luogo e, in primis, alla lungimiranza dell’amministrazione comunale retta dal sindaco Bruno Cortese, ben aiutato dalle associazioni locali come la vivace Pro Loco Siberene, presieduta dal prof. Antonino Pala e animata, con professionalità ed energia, dalla prof.ssa Teresa Gallo, vicepresidente.

    Qui la Calabria si mostra nella sua bellezza e nella sua storia, così antica da far impallidire qualsiasi altra parte di Italia. A S. Severina, in provincia di Crotone, ogni pietra canta il suo passato.

    Ci racconta Teresa Gallo, in una breve ricerca che ha preparato per far conoscere meglio una città nella quale vive e per la quale si adopera da anni, affinché essa viva e parli di sé: “Santa Severina vanta origini remote e la sua fondazione sembra risalire agli Enotri, un popolo primitivo che con i Choni e i Pelasgi abitavano questi territori dal 3000 a.C. fino alla colonizzazione ellenica. La più antica notizia sulla città ci viene data da Ecate di Mileto, storico e geografo vissuto dal 560 al 490 a.C. che enumera tra le città dell’Enotria, l’antico nome dato alla Calabria, una Siberene... Le notizie certe sull’abitato risalgono tuttavia al secolo IX, quando S. Severina fu occupata dagli Arabi che la detennero, come emirato, dall’840 alll’866, quando fu riconquistata da Niceforo Foca e riconsegnata all’Impero di Bisanzio. Leone VI, il filosofo, elevò poi la città a sede di metropolita’, dipendente dal patriarcato di Costantinopoli, assegnandole congiuntamente quattro diocesi suffraganee. Essa conobbe il suo maggior splendore tra il IX all’XI secolo, quando vennero eretti gli edifici più importanti: il Battistero, la vecchia Cattedrale, la chiesa di S. Filomena”.

    Sul finire dell’XI secolo, la città fu presa di mira dai Normanni, conquistata e sottomessa alle volontà politiche dei nuovi dominatori e a quelle religiose della Chiesa Romana. Col trascorrere del tempo, si succedettero gli Svevi, gli Angioini e gli Aragonesi, con i quali arrivarono i Carafa, una famiglia nobile che aveva reso importanti servigi alla casa reale. Nel 1691 passò in mano ai Grutther e il 2 aprile del 1806, Napoleone ne abolì la feudalità. Poi, le sorti della città seguirono quelle del Regno di Napoli, fino ai nostri giorni.

    La città è ricca di manifestazioni e, in particolar modo, proprio a maggio si anima di eventi e appuntamenti dedicati a grandi e piccini. Tra di essi, ricordiamo il prestigioso Premio Letterario Castelfiaba.

    Per info www.castelfiaba.it

    Cosa c’è da vedere

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    Il Castello

    Eretto nel 1076 dai Normanni sui resti di una precedente fortificazione bizantina, il castello è composto oggi da un mastio quadrato del ‘400, con quattro torrioni angolari in corrispondenza dei quali si trovano quattro bastioni sporgenti. Circondato da possenti mura merlate e da tre lati da un fossato, il Castello contiene intricati labirinti sotterranei e scuderie con resti di affreschi medievali, con magnifiche decorazioni a stucco e dipinti barocchi di Francesco Giordano, che ornano i grandi saloni. Si dice che l'area dove sorse il Castello rappresentasse l'acropoli dell'antica Siberene, come emerse da alcuni scavi condotti durante il restauro dove sono emersi materiali risalenti all'età greca, oltre che i resti di una chiesa bizantina e di una necropoli dello stesso periodo storico, e oggi visitabili nel museo ospitato nel castello. Nel 1905, il Castello fu acquistato dal Comune che, di recente, lo ha riportato all’antico splendore.

    E’ un’opera imperdibile se si passa per la Calabria, alla cui visita si viene accompagnati prima dalla visione di un filmato molto gradevole e suggestivo, poi da guide esperte e molto preparate.

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    Il Battistero

    E’ l'unico battistero bizantino pervenuto ai nostri giorni ancora sostanzialmente integro ed è il più antico della Regione. Realizzato tra l’VIII e il IX secolo, a base circolare, con una croce greca inserita, era ab originis un martyrium e solo più tardi fu adibito a battistero. L'architettura di questo gioiello deriva dagli edifici a pianta centrale che trovano riferimento nel mausoleo di Santa Costanza a Roma. Il battistero bizantino ha, infatti, una forma circolare con quattro appendici.

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    La cattedrale

    La cattedrale ha un impianto a croce latina a tre navate. Risalente al XIII secolo, anch'essa ha subito vari cambiamenti nel corso della sua storia, tant'è che dell'antica struttura è rimasto solo il portale, ma la più sostanziale è stata quella del XVII secolo. Merita senz'altro una visita anche il Museo Diocesano, ricco di tesori d'arte e di arredi.

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    Il Liceo Ginnasio “Diodato Borrelli” di Santa Severina

    E’ una delle più antiche realtà didattiche della Provincia di Crotone, attivo da oltre un secolo. Inizialmente istituto privato, nell'anno scolastico 2004-05 è stato festeggiato il quarantennio del liceo come istituzione pubblica. Oggi rientra nell'Istituto Comprensivo "Diodato Borrelli" di Santa Severina.

    È intitolato a Diodato Borrelli (Santa Severina, 1837 - Napoli, 1881), patriota nella seconda guerra di indipendenza e ordinario di Clinica e Patologia medica nelle facoltà di Medicina di Napoli e Torino.

    L’Istituto in origine era un Ginnasio Pareggiato, uno dei pochissimi esistenti nell'intera Calabria. Dai primi registri, risalenti al 1891/92, si desume che a quei tempi si chiamava "Principe di Piemonte". Dalla data della sua nascita e fino al 1962/63, anno scolastico in cui si fuse col Liceo, diventando Istituto Statale, risultano essere stati iscritti 834 giovani di Santa Severina, 243 di Petilia Policastro, 225 di San Giovanni in Fiore, 151 di Crotone, 120 di Roccabernarda, 115 di San Mauro Marchesato; sotto i 100, moltissimi altri paesi, fra i quali Catanzaro con 53 iscritti.

    La sede dell'Istituto, in un primo tempo ospitata nei locali del Seminario Arcivescovile, passa, con l'avvento del preside Paolo Rizza, nelle sale del Castello. Tale trasferimento non solo conferì nuovo prestigio, ma permise di migliorare e conservare le strutture del Castello che, senza la nuova destinazione, avrebbe conosciuto un inevitabile degrado. Al pian terreno erano collocati gli uffici, le aule scolastiche, la cucina ed il refettorio, mentre le sale del piano nobile erano adibite a dormitori. La sede attuale dell'Istituto è sorta ai piedi del paese; la statalizzazione della scuola e la costruzione dell’edificio, sono da ascriversi al compianto prof. Antonio Cortese, sindaco dell'epoca, che riuscì nell'impresa con appassionato impegno.

    L'edificio ha la forma di un semicerchio. Al piano terra si trovano l'auditorium "Paolo Rizza" e la palestra. Al primo piano gli uffici della segreteria, l'ufficio del preside e le aule del Liceo; al secondo piano, si trovano le aule del Ginnasio, i laboratori d'informatica e linguistico, la Biblioteca d'Istituto e la sala per le proiezioni cinematografiche.

    Il giornalino del Borrelli si chiama "Ottusangolo" e viene pubblicato ogni mese, con una cadenza più o meno puntuale. Dall'anno scolastico 2008-09 è stato rinominato "Il Caffè".

    Il gruppo teatrale del liceo, fondato nel 1974 dal decano di latino e greco prof. Antonino Pala, ha messo in scena tragedie e commedie della letteratura classica (e non solo) nella Piazzetta delle Muse di Santa Severina e nei più importanti teatri greci e romani del territorio italiano (Taormina, Tindari, Siracusa).

    Commedie rappresentate:

    * San Giovanni decullatu (in vernacolo)

    * Lazzaretti e lazzariati

    Recital e musical rappresentati:

    * Cristo 2000

    * Storie di periferia I

    * Storie di periferia II

    Tragedie rappresentate:

    * Ippolito

    * Eumenidi

    * Le Troiane

    * Medea

    * Eneide

    * L'abbandonata

    * Ifigenia tra i Tauri

    Dove mangiare

    Accanto a un castello c’è sempre un ... re e la sua corte! Alla "Locanda del Re", dalla quale si gode la vista del castello, si potranno gustare i piatti tipici calabresi, preparati con raffinatezza ma semplice genuinità. Lo chef Ciccio, dopo una trentennale esperienza nella città di Milano, ha deciso infatti di ritornare nella sua terra dove, insieme alla moglie Eva, accoglie ogni giorno i numerosi ospiti con calore e con la regalità genuina dell’animo.Tra le sue specialità covatelli alla marchesato, carne mista cotta al forno a legna con funghi porcini e spaghetti alla saredella di Schiavonea.

    Per info www.ciccioguzzi.splinder.com

    Dove dormire

    Immersa nel verde della campagna del Marchesato e del parco naturale del “Monte Fuscaldo”, l’agriturismo “Le Puzelle” è il luogo ideale per riposare o per farne meta di partenza per alcune visite. Prende il nome da una chiesetta di cui rimangono i ruderi, dedicata a S. Maria delle Puzelle. Equidistante dai monti della Sila e dal mare (30 minuti di auto circa), sorge a 2 chilometri dal centro storico di S. Severina e dai suoi tesori bizantini. L’azienda è dotata di otto camere, di cui tre camere con quattro posti letto e cinque matrimoniali. Tutte le stanze hanno un servizio privato.

    Una bella piscina con vista sulla vallata ricca di uliveti corona i più bei sogni di chi vuole riposare o conoscere più a fondo questa bella zona della Calabria.

    La cucina propone piatti tipici calabresi, nelle due ampie sale da pranzo ricavate da antichi fienili e, nelle giornate di sole, nella suggestiva terrazza esterna.

    I terreni dell’azienda, inoltre, producono ortaggi, olive, agrumi, uva e frutta varia. L’agriturismo è stato citato in molte guide specializzate, per i prezzi accessibili e la qualità del servizuio, non ultima ‘Locande di Italia 2007/2008’.

    Per info www.lepuzelle.it

    Alcuni itinerari a partire da S. Severina

    La zona della riserva naturale marina di Capo Rizzato offre suggestive scogliere e distese di sabbie che preparano al fascino del mare calabrese. Da non perdere, oltre alle varie località interne e costiere, il castello de Le Castella, che si erge letteralmente dal mare ed è anche meta di passeggiate a piedi. L’Altopiano della Sila, invece, fruibile in ogni stagione, è ideale per le escursioni sia di chi ama raccogliere i funghi e godere della bellezza dei boschi, sia per gli appassionati di sport invernali.

    Paola Fantin

    (10/06/2009 Tg0-positivo)