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  • Dalla crisi un'umanità più consapevole

    Dalla crisi un'umanità più consapevole

    Alcuni risultati raccolti a Treviso tra commercianti e consumatori

    Il tunnel della crisi economica è ancora lungo, ma sul fondo si scorge ormai una pallida luce. Sono i primi segnali rassicuranti, raccolti dall’Osservatorio di Unascom-Confcommercio nel periodo gennaio-marzo 2009. E sono anche la conferma che qualcosa è cambiato per sempre in questi mesi di crisi, soprattutto nei consumatori, oggi meno attenti al fascino della pubblicità e più interessati a prodotti etici, pratici, soprattutto locali e tradizionali, che permettono risparmi e rispetto dell’ambiente. Come a dire che l’altra faccia della medaglia dei momenti più bui porta sempre maggiore consapevolezza e attenzione alla propria vita.

    “Questa volta – ha dichiarato il presidente Unascom-Confcommercio, Guido Pomini -, dopo tanti dati sconfortanti, un terzo delle imprese ci ha detto di aver toccato il fondo e di essere sulla strada della risalita. Cominciamo a vedere la luce nel fondo. Il merito è anche delle imprese del terziario che oserei definire ‘resilienti’, cioè in grado di adattarsi ai cambiamenti dei consumatori, riducendo i propri margini e rimboccandosi le maniche. Sono sempre state così, perché fa parte della cultura imprenditoriale”.

    Seppure, dunque, non si tratta di un netto cambiamento, di certo ci sono indicatori che mostrano una ‘frenata in freno’.

    Spulciando tra i dati sembrerebbe che nulla sia cambiato: quasi quattro operatori su dieci parlano di vendite calate in quantità su base annua, con analogo fatturato; l’occupazione da segni di smottamento, essendo calata per il 16% degli intervistati a cui si aggiunge un 31% che ritiene comunque che vi sia una fetta di lavoro dipendente a rischio di futura contrazione. Nella ripartizione merceologica adottata, invece, moda e carburanti per veicoli segnano i dati peggiori, mentre l’alimentare è in minore sofferenza.

    In realtà, a osservare bene si scopre che “gli stessi consumi di carburante mese dopo mese si fanno meno negativi – ha spiegato il sociologo Vittorio Filippi – mentre un terzo del campione rilevato dice che ‘qualcosa si muove’. A questo si aggiunge un consumatore divenuto più maturo e prudente nelle sue scelte, che stanno creando a Treviso abitudini di acquisto improntate all’intelligenza e alla selezione. La frenata sta frenando, è evidente. Ciò che forse preoccupa di più è la capacità che questo settore terziario, da sempre un po’ salvagente per tutti i settori occupazionali, alla fine della crisi riesca a esserlo ancora”.

    Paola Fantin

    (21/05/2009 Tg0-positivo)