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  • Laddove natura e spiritualità si incontrano

    Laddove natura e spiritualità si incontrano

    Assegnato alla cappella di Otaniemi a Helsinki il XX Premio Carlo Scarpa di Treviso

    Lo sguardo corre lontano, in mezzo a quegli alberi che manifestano tutta la loro bellezza, alle spalle dell’officiante. L’animo intanto si raccoglie nella meditazione e nella preghiera, avvertendo che il sacro è ovunque, che non c’è più un ‘dentro’ o un ‘fuori’, ma un ‘tutto’ con il creato e la divinità che lo permane. Sentimenti, emozioni e gratitudine scaturiscono alla semplice vista, incantando chi ha la fortuna di vivere questa esperienza.

    Siamo in Finlandia, nel campus universitario del Politecnico di Helsinki dove, in una radura dentro la foresta, nel punto più alto della penisola, si trova la Cappella di Otaniemi, costruita dagli architetti, marito e moglie, Kaija e Heikki Siren. A questo capolavoro di architettura religiosa è andato dunque il sigillo del XX Premio Internazionale Carlo Scarpa per il Giardino, assegnato dalla Giuria alla Federazione delle Parrocchie di Espoo.

    “La Cappella venne acquistata con una colletta raccolta dagli studenti che la volevano nel proprio campus ed è aperta di primo mattino fino a sera tardi. Qui a Espoo – ha dichiarato Domenico Luciani nel corso dell’assegnazione avvenuta alla Triennale di Milano – vi è insomma una comunità che vive letteralmente in mezzo alla natura, come abbiamo potuto constatare. Al posto dell’apparato iconografico a cui siamo abituati nelle nostre chiese c’è una grande parete vetrata che da sulla foresta, mentre una grande croce campeggia nel mezzo quale punto focale. Non poteva essere diversamente in un Paese come la Finlandia dove l’economia si incrocia con la spiritualità e dove solo il 5% del territorio è urbanizzato, laddove nella Provincia di Treviso già abbiamo raggiunto il 60%”. Non sorprende dunque questa particolare sensibilità soprattutto in Finlandia, dove il 70% è ricoperto dalle foreste: “Nella nostra storia – ha aggiunto il professore Tom Simons del Politecnico di Otaniemi – il nostro Paese non è mai stato una potenza e siamo stati governati successivamente da altri popoli. Per questo non abbiamo giardini storici che richiamino un passato glorioso. Ma abbiamo foreste e acqua, che sono la cornice della nostra architettura. Tra gli anni Cinquanta e Sessanta vennero costruite molte città, dette città-giardino. In queste città satelliti è stata abbattuta meno foresta possibile, fin dove non se ne poteva fare a meno. Prova ne è la stessa cappella che si trova in mezzo al bosco. Ora, però si sta progettando di ingrandire il campus stesso, anche a danni della foresta e il Premio Scarpa ci darà più peso per evitarlo”.

    Intitolato non a caso a Carlo Scarpa, uno dei maestri del Novecento nell’arte del paesaggio, il premio è stato istituito da Fondazione Benetton Studi Ricerche e coordinato dall’architetto Domenico Luciano, insieme a una giuria internazionale presieduta dallo storico dell’arte Lionello Puppi, allo scopo di valorizzare un luogo significativo nel mondo.

    Paola Fantin

    (08/04/2009 Tg0-positivo)