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  • La laguna illuminata dalle alghe

    La laguna illuminata dalle alghe

    Alimenteranno una centrale elettrica nel porto di Venezia

    Una decina di ettari di terreno nelle aree industriali dismesse di Porto Marghera, trafitti da centinaia di tubi di plastica trasparente alti 8 metri, ripieni di alghe: diatomee monocellulari che grazie alla fotosintesi cresceranno un milione di volte in più di quanto accade in natura. Si presenterà così il serbatoio di materia prima necessaria al funzionamento del primo impianto per la produzione di energia ricavata dalle alghe in Italia.

    Saranno, infatti, le alghe (dello stesso tipo di quelle che crescono in laguna), ad alimentare una centrale elettrica nel porto di Venezia, che - secondo l'Autorità portuale che ne ha recentemente presentato il progetto - entrerà in funzione entro il 2011. L'innovativo impianto sarà realizzato dalla società eNave, partecipata al 51% dall'Autorità Portuale e al 49% da Enalg, società specializzata in energie rinnovabili che si occupa della progettazione, creazione e gestione di centrali elettriche secondo la tecnologia brevettata da Solena Group Inc. (Washington-Usa).

    La tecnologia dell'impianto si baserà essenzialmente su un processo di gassificazione: la fonte di calore sarà data da una torcia al plasma, tecnologia utilizzata anche nella combustione dei rifiuti, ma originariamente sviluppata dalla Nasa per testare la resistenza alle altissime temperature cui sono sottoposte le navicelle spaziali al rientro nell'atmosfera. Le torce al plasma, riscaldando la biomassa a una temperatura di 5mila gradi Celsius, la trasformeranno in gas di sintesi, o Syngas, contenente monossido di carbonio e idrogeno. Il gas verrà poi trasferito in una turbina che produrrà energia elettrica e i cui gas di scarico, ricchi di carbonio, costituiranno nuovo alimento per le alghe. Durante il processo verrà consumato soltanto un quarto dell'energia prodotta, nonostante le alte temperature necessarie e produrrà un residuo (1%) consistente in silice naturale che potrà essere infine reimpiegato per uso industriale e in edilizia.

    La centrale sarà quindi a emissioni zero e sarà in grado di produrre, 24 ore su 24 per 365 giorni l'anno, 40 MW di energia elettrica, equivalente a metà di quella necessaria agli abitanti del centro storico di Venezia e a un terzo di quella prodotta dalla centrale Enel di Porto Marghera. Ne utilizzerà circa un quinto per alimentarsi e garantirà l'autosufficienza energetica del porto.

    Il progetto, che richiederà un investimento di circa 190-200 milioni di euro, si inserisce nell'ambito della strategia del Porto Verde che prevede la realizzazione di piani energetici da fonti rinnovabili, con il duplice obiettivo di riduzione dei costi energetici e autosufficienza del porto e la riduzione delle emissioni di CO2. Ma non è tutto: è anche stata avviata la progettazione di un parco fotovoltaico per una potenza complessiva di 32MW che, integrando l'energia prodotta dalle alghe, fornirà un quantitativo di energia superiore al fabbisogno attuale del porto, da immettere nella rete.

    Fonte: Autorità Portuale di Venezia

    Segnalazione di Scienza e Governo

    (06/04/2009 Tg0-positivo)