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  • Gli incendi dei camini e le intossicazioni

    Gli incendi dei camini e le intossicazioni

    a cura dei Fumisti della Confartigianato Marca Trevigiana

    Correlati alla fredda stagione sono i rischi, spesso sottovalutati che non mancano mai di provocare paura e pericoli nelle case, di incendi dei tetti e di intossicazioni.

    Ogni anno purtroppo gli interventi eseguiti dai Vigili del Fuoco sono sempre più numerosi e spesso, per non dire sempre, diventano l’unica salvezza per chi vede il proprio tetto andare a fuoco.

    Considerando che tale tipologia d’incendio rappresenta l’ 8-10 % di tutti gli incendi che si hanno in Italia, la categoria dei Fumisti della Confartigianato della Marca ritiene necessario fornire una maggiore informazione sui possibili eventi e sulle cause per cui l’apparecchio o la canna fumaria possono divenire elementi iniziatori dell'accensione delle fiamme all’interno o all’esterno degli edifici o di intossicazione da monossido di carbonio.

    Di seguito vengono riportati, in forma descrittiva, i sopradetti eventi.

    * Emissione di scintille o di materiali incandescenti nella parte frontale o aperta dell’apparecchio

    * Emissione di scintille o di fumo attraverso la canna fumaria

    * Surriscaldamento dei materiali infiammabili posti in prossimità della canna fumaria

    * Incendio della canna fumaria da fuoco di fuliggine

    Per prevenire questi drammatici incidenti è necessario tenere sempre ben presente due principi fondamentali:

    a) adeguata ventilazione dei locali che ospitano gli apparecchi a combustione (cucina, bagno, box oppure salotto nel caso del camino o della stufa a legna), avendo sempre cura di controllare le apposite bocchette per l'aerazione che non devono mai essere intasate, sporche o chiuse da oggetti lasciati incautamente davanti alle stesse;

    b) massimo rigore nella cura della manutenzione e del corretto funzionamento degli apparecchi a combustione: stufe,caldaie, boiler, cucine, camini aperti, caminetti chiusi a legna o a pellets.

    c) Inoltre per evitare sprechi di combustibile, migliorare l’efficienza del generatore (3 mm. di fuliggine = 16% di minor rendimento, quindi più consumo e più inquinamento) e soprattutto gli incendi interni delle canne fumarie ed eventuali propagazioni al tetto, si dovrebbe far pulire il proprio caminetto o stufa, almeno una volta ogni tre anni come disposto dalle norme vigenti, e se invece vengono consumati tra i 35 -50 quintali di legna all’anno, si consiglia di richiedere subito l'intervento di uno Spazzacamino.

    La prevenzione degli incendi, quindi, costituisce l’elemento più importante per la sicurezza dai rischi del fuoco, giacché anche in questo caso, come in altri settori “prevenire è meglio che reprimere”.

    I caminetti e la stufe sono tra gli apparecchi domestici ad elevato rischio d’incendio ed all'origine di particolari incendi domestici. Oltre la normale diligenza che tutti sono tenuti a osservare al riguardo, il progettista e sopratutto l’installatore, si devono adoperare per porre in opera determinati elementi di protezione passiva nei confronti degli incendi. Per prima cosa si dovrà evitare nel modo più assoluto che il condotto fumario, sia in aderenza di materiale sensibile al calore, delle travi e dei solai in legno o da qualunque altro materiale combustibile. Va’ detto anche che il primo accorgimento da prendere ha carattere preventivo, cioè si dovranno assumere quegli accorgimenti atti ad assicurare una combustione regolare nei caminetti e nelle stufe, affinché la produzione di fuliggine e di fumo nero, sia limitata il più possibile. Per concludere affinché una canna fumaria lavori in sicurezza possiamo adottare con un po’ di buon senso delle soluzioni abbastanza semplici.

    Prevenzione e suggerimenti:

    1) posa in opera della canna fumaria e dell’apparecchio effettuata solo da ditte abilitate secondo il Decreto 37/2008 e regolarmente iscritte in Camera di Commercio. Spesso invece queste installazioni vengono eseguite dagli stessi proprietari o per tramite di qualche amico avvezzo a svolgere questi interventi nel dopolavoro.

    2) uso di materiale da costruzione specifico e certificato per l’impianto fumario

    3) esecuzione dell’impianto fumario a regola d’arte

    4) rispetto delle norme tecniche specifiche del settore

    5) rispetto delle distanze di sicurezza indicate dal fabbricante dei condotti fumari

    6) inserimento di distanziatori-disgiuntori, placche, anelli di sicurezza o materiale isolanti specifici

    7) uso del combustibile indicato dal produttore o costruttore dell’apparecchio (qualità e quantità oraria)

    8) controllo e manutenzione periodica ad opera di personale qualificato

    E' molto importante che chi installa (Fumista) e chi successivamente cura la manutenzione di qualsiasi apparecchio a combustibile solido (Spazzacamino), sia un operatore specializzato e segua tutte quelle procedure necessarie a garantire la massima sicurezza delle famiglie, il controllo dell'inquinamento dell'aria ed il risparmio energetico.

    Fumisti si diventa con l'esperienza sul campo, dopo aver seguito un maestro, aver installato canne fumarie, montato i prefabbricati o costruito caminetti e stufe, aver studiato le norme tecniche, i regolamenti edilizi ed igiene locali, senza dimenticare dedizione,e costanza nel proprio mestiere.

    Sicurezza dell'utente, controllo dell'inquinamento dell'aria e risparmio energetico sono infatti i tre argomenti sui quali si fonda l'attività del Fumista.

    E' fondamentale quindi, coinvolgere un Tecnico Fumista abilitato, sin dalle fasi iniziali dell'opera, il quale saprà dare importanti consigli relativi a dimensioni e posizione dell’impianto fumario, alla corretta installazione e gestione dell’apparecchio e infine alla manutenzione periodica della canna fumaria.

    Luciano Rossi

    Presidente Fumisti Confartigianato della Marca Trevigiana.

    (19/03/2009 Tg0-positivo)