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Dice il saggio ...
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  • Idillio trevigiano, omaggio a Comisso

    Idillio trevigiano, omaggio a Comisso

    Dalla Veneto Comunicazione un'opera dedicata al grande scrittore

    Un florilegio dei più bei pensieri di Giovanni Comisso, il cantore della terra trevigiana, della sua gentilezza, della sua tolleranza e del rispetto verso il paesaggio e i monumenti. Nata da un’idea editoriale di Antonio Barzaghi – per il quale i migliori comunicatori della propria terra sono proprio gli scrittori e le loro opere - e Maria Rosaria Nevola (Veneto Comunicazione), “Idillio trevigiano” vuole essere un omaggio al grande scrittore trevigiano, a quasi quarant’anni dalla sua morte (avvenuta nel 1969), perché la memoria ricordi soprattutto alle nuove generazioni quale è la vera natura che contraddistingue le nostre comunità, purtroppo sempre più tentate da un modello nordestino tutto lavoro, rabbia e protesta.

    “Si tratta di un libro davvero significativo per il mondo che rappresento – ha commentato Guido Pomini, presidente Ascom Confcommercio di Treviso, nel corso della presentazione avvenuta presso la sede dell’ente – E credo che oggi, più che mai, al di là dei progetti turistici importanti, si debba rilanciare Treviso e la sua ospitalità”. Giovanni Comisso fu un autore molto importante sotto il profilo culturale, ma non sufficientemente compreso dal mondo editoriale e librario, al punto che per tutta la vita dovette arrabattarsi tra la campagna, la produzione letteraria e il lavoro di giornalista. Il libro si propone dunque di farlo conoscere ai più giovani, grazie anche alla presenza di foto d’epoca e a una impaginazione del testo che si armonizza con le immagini scelte. “Fu l’unico scrittore italiano – ha spiegato Naldini – a fare del popolo un’esperienza diretta, non estetica. E le sue pagine lo dimostrano continuamente”.

    Attraverso foto storiche provenienti dal Fondo Mazzotti e brani di Comisso scelti dallo scrittore friulano Nico Naldini, l’opera si snoda lungo inediti itinerari che sfoderano ritratti e stili di vita tipici della gente trevigiana “pacata, laboriosa, industriosa e serena…” e accompagnano il lettore in un viaggio del tutto nuovo e gradevole: la Treviso gentile, lungo il Piave, tra gli incanti di Asolo, passeggiando per i colli, fino alla Marca Orientale e al fascino da sempre esercitato dalla sua casa in campagna a Zero Branco che ci ricorda con nostalgia quanto, fino a pochi anni fa, fosse bella e incontaminata la terra veneta.

    “Il posto – scriveva Comisso - mi riusciva bellissimo, pure essendo in pianura, isolato nel verde. Vi scorsi subito alcuni riferimenti con i panorami visti nei miei viaggi: le montagne sfumavano lontane, cineree come le coline dell’Occidente viste da Pechino, il fiume Zero fluiva lento e brunastro come i canali d’Olanda, vi erano campi gialli di ravizzone come a primavera attorno a Sciangai, ciliegi in fiore come sulle montagne di Nikko e prati verdi e grassi come nei dintorni di Londra. Perfino una casa di contadini prospiciente alla mia era costruita a tetti sovrapposti come quelle dell’Estremo Oriente”.

    (06/12/2008 Tg0-positivo)