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Macrolibrarsi.it presenta il LIBRO: Tesla lampo di genio di Massimo Teodorani

Dice il saggio ...
Vivere è un processo di continua rinascita. Per molti di noi la tragedia sta nel fatto che moriamo prima ancora di essere nati del tutto (E.Fromm)

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  • Il libro delle risposte Autore: Carol Bolt

  • Le nuove sfide dello sviluppo rurale in Italia e in Europa

    Le nuove sfide dello sviluppo rurale in Italia e in Europa

    Una due giorni nel Trevigiano

    E’ competitivo oggi il sistema agroalimentare italiano? E quali sono le sfide che attendono l’Italia e gli altri Stati membri dell’Unione Europea nel settore agricolo dei prossimi decenni?

    A questi e ad altri quesiti ha cercato di dare una risposta la due giorni dedicata all’agricoltura di casa nostra e a quella internazionale, “Le nuove sfide dello sviluppo rurale, tra Health Check e riforma del bilancio Ue”, tenutasi il 6 e il 7 ottobre scorsi nella Marca Trevigiana, al Hotel Villa Fiorita di Monastier e alla Villa Loredan Gasparini di Venegazzù. L’evento - realizzato nell’ambito del programma Rete Rurale Nazionale 2007/2013 e poi proseguito alla Conferenza di Cipro del 16 e 17 ottobre - ha presentato al migliaio di ospiti giunti da tutta Italia i temi più rilevanti e attuali del processo di riforma della Politica Agricola Comune (Pac).

    Il mondo agricolo, in questi ultimi anni, ha subito numerosi cambiamenti e il futuro non prospetta nulla di buono, se si pensa che entro il 2040 in Cina si potrebbero perdere 280 milioni di posti di lavoro nel settore. Eppure, se ben condotta, una corretta politica di sviluppo rurale potrebbe ancora aiutare, per esempio, a decongestionare le aree urbane italiane dal fenomeno della migrazione. In Italia, la superficie agricola rappresenta oggi il 65% dell’intero territorio nazionale ed è pari a 19.6 milioni di ettari. Costruire un’agricoltura più responsabile, dunque, va a vantaggio di tutti ed è per questo che dal 2005 il sistema di concessione dei pagamenti diretti agli agricoltori, per esempio, è strettamente connesso al rispetto dell’ambiente, alla sicurezza sul lavoro, al benessere animale, alla qualità alimentare, alla difesa del territorio e al mantenimento del paesaggio rurale. Le stesse proposte di modifica della Politica Agricola Comune (Pac) della Ue introducono quattro nuove priorità da rispettare: cambiamenti climatici e rispetto del Protocollo di Kyoto; energie rinnovabili; gestione delle risorse idriche; biodiversità. In tal senso, si inserisce allora anche la valorizzazione delle produzioni di qualità italiane: oggi, le Dop e le Igp riconosciute dall’Unione Europea – che a breve presenterà il suo “Libro Verde sulle politiche della qualità” - sono ben 173 e realizzano un fatturato di 8 miliardi di euro al consumo. L’agroalimentare, oggi più che mai, rappresenta dunque un pilastro sia per fornire beni alimentari alla collettività che per investire nello sviluppo sostenibile del territorio. Un pensare globale che ha però inevitabili riflessi sulle azioni locali: “Treviso ha 23 mila aziende agricole – ha precisato il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, Luca Zaia, a chiusura dei lavori – mentre sono 160 mila in tutta la regione, con un paniere di 350 prodotti tipici e, fra questi, anche il primo riconoscimento europeo ad un ortaggio, il radicchio rosso di Treviso. Eppure, la qualità è un problema in Europa, perché non è remunerata nel giusto. Questa Europa ha problemi con le importazioni che arrivano da fuori i 27 Paesi comunitari e l’unica arma di difesa rimangono i dazi. Ci sono Paesi in cui si usa ancora il Ddt nella frutta e nella stessa Ue ci sono Paesi in cui crediamo, ma ancora in fase di arretratezza dove un litro di latte che qui costa 38-42 centesimi lì si paga 23. Non deve essere una guerra tra poveri, ma un perseguire la qualità, perché alla fine paga. L’Italia ha fatto richieste precise: un milione di tonnellate in più di latte, ossia un aumento, rispetto all’attuale quota di 10 milioni e 800 mila tonnellate, pari a circa il 10%, e un fondo straordinario di gestione del “soft lending”, il cosiddetto ‘atterraggio morbido’, prima del 1 aprile 2015 quando vi sarà la mungitura libera in tutta Europa e le nostre stalle potrebbero non farcela a sostenere i costi”. A proposito di agricoltura sostenibile e di Protocollo di Kyoto, il Ministro Zaia ha anche aggiunto che gli agricoltori sanno benissimo che il sequestro dell’anidride carbonica si fa con la fotosintesi, ma è l’Europa a non porre l’agricoltura al primo posto”.

    Paola Fantin

    (05/11/2008 Tg0-positivo)