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  • Ogni sintomo è un messaggio Autore: Claudia Rainville. Editore: Amrita Edizioni

  • Non più guerre

    Non più guerre

    Una rievocazione a Treviso in occasione del 90° anniversario della fine della Grande Guerra

    E’ difficile immaginarci oggi che, solo 90 anni fa, tra il 1917 e il 1918, la Marca trevigiana venne divisa da uno dei fronti più combattuti e sanguinari della Prima Guerra Mondiale, che ebbe proprio il fiume Piave come linea di demarcazione tra i due eserciti: la Destra Piave al regio esercito italiano, la Sinistra Piave all’esercito austro-ungarico. Dopo la disfatta di Caporetto, l’esercito italiano si giocò le sue ultime carte per difendere il territorio, con tre battaglie decisive, quella di ‘arresto’ che fermò gli Austriaci, quella del ‘solstizio’e la ‘vittoria finale’ con l’armistizio, firmato a Vittorio Veneto. La Guerra costò all’Italia mezzo milione di morti, mentre altri 100 mila non fecero più ritorno dai campi di prigionia.

    Sebbene tutta la Marca Trevigiana – che da quella che fu definita la prima grande guerra tecnologica ebbe ben 150 mila sfollati – conservi tracce e monumenti evidenti di questo terribile evento, vedere e provare con i propri occhi è tutt’altra cosa e, forse, proprio per questo la civiltà umana continua a ricadere, ciclicamente, nella stessa folle spirale di violenza.

    Con l’obiettivo di rivivere per imparare, la Provincia di Treviso ha proposto il 25 ottobre 2008 la rievocazione “Il Piave”, avvenuta sul greto del fiume sacro alla patria, a Nervesa della Battaglia. Nata da un’idea dello stesso presidente della Provincia, Leonardo Muraro, ben 200 figuranti, in abiti d’epoca inviati direttamente da Cinecittà e utilizzati nel film di Mario Monicelli “La Grande Guerra”, hanno preso parte alla rievocazione della tragica battaglia avvenuta tra l’esercito italiano e austriaco nell’ottobre 1918. Nel set naturale del fiume Piave, sono state allestite tende da campo per ospitare i partecipanti, giunti in migliaia da tutta Europa insieme agli studenti delle scuole trevigiane. Un bombardamento simulato, un assalto studiato nei minimi dettagli e aerei d’epoca che hanno sfrecciato sopra le teste degli spettatori con il Barone Rosso preda e predatore hanno rievocato in modo commovente e profondo quelli che furono sì momenti vittoriosi ma anche tragici e sanguinari.

    Nel corso della mattinata Nicola Stefani, già speaker dell’adunata nazionale degli alpini di aprile, ha rappresentato la voce narrante, affiancata dal colonnello Lorenzo Cadeddu, responsabile del Centro Studi Storici “Piero Pieri” di Vittorio Veneto, che ha fornito un inquadramento topografico e storico per gli spettatori. Durante la rievocazione il Coro Ana “Giulio Tedeschi” ha proposto un repertorio che ha ricostruito l’atmosfera del tempo e gli inni che si levavano dalle truppe. L’evento si concluderà verso le 11.30 con l’esecuzione de “Il Silenzio”.

    “Si è trattato di una ricostruzione il più possibile fedele ai fatti – ha spiegato il presidente della Provincia Leonardo Muraro, nel corso della presentazione - , per ricordare tutti quei giovani che hanno vissuto la guerra, sono morti o hanno subito menomazioni. L’obiettivo, in seguito, è di arrivare al C Anniversario, nel 2018, proponendo ogni anno delle iniziative che tengano desta la memoria su quella che fu definita, non a torto, la ‘grande guerra’”.

    La manifestazione, promossa dalla Provincia di Treviso, è stata resa possibile dalla collaborazione con la Regione Veneto, con i Comuni di Nervesa e di Susegana, con le Pro Loco di Nervesa e di Susegana, l’Associazione Sentinelle del Lagazuoui, le Associazioni combattentistiche e d’Arma della marca, l’Associazione Borgo Malanotte, l’Esercito Italiano e l’Ana.

    Alcuni luoghi significativi della Grande Guerra nel Trevigiano:

    a)     Il Monte Grappa fu uno dei più noti scenari della I Guerra Mondiale e sulle sue cime morirono 23 mila soldati. Qui si trovano il sacrario, un museo, un fortilizio sotterraneo e resti di teleferica.

    b)    Il Sacrario militare francese di Pederobba che raccoglie le salme di un migliaio di francesi. La Francia inviò in aiuto all’Italia ben 130 mila militari.

    c)     Il Cimitero britannico di Giavera che accoglie le salme degli inglesi, che intervennero in favore dell’Italia.

    d)    Il sacello di Francesco Baracca, asso della futura Aeronautica Militare Italiana, a Nervesa.

    e)     Il sacrario militare a Nervesa, con oltre 9 mila salme.

    f)      La barca da ponte a Nervesa, che andava a formare i ponti in periodo di guerra.

    g)     L’Isola dei morti di Moriago e il ricordo dei Ragazzi del ’99.

    h)     Il Museo della Battaglia di Vittorio Veneto, ricco di materiale bellico, armi, cimeli, carte topografiche e fotografie.

    Paola Fantin

    (05/11/2008 Tg0-positivo)