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Macrolibrarsi.it presenta il libro: La Pillola

Dice il saggio ...
Quando osserviamo il mutare del giorno e della notte, il sole, la luna e le stelle del cielo e l'avvicendarsi delle stagioni sulla terra... non possiamo non accorgerci che tutto questo opera di qualcuno molto pi potente dell'uomo (Chased-By-Bears)

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  • La meditazione con i Mudra Autore: Andrea Christiansen

  • "Dio malato"

    "Dio è malato"

    (Appunti sull'intervento di Alex Zanotelli a "Fra memoria e futuro", Udine 14 settembre 2000)

    La notte in cui un enorme iceberg sventrò la nave 'eterna', il Titanic, c'era una grandissima festa. Tutti ballavano, cantavano e si divertivano ignari di quanto sarebbe accaduto da lì a poco. E continuarono a ballare, cantare e a divertirsi anche quando si accorsero che la nave era stata colpita nello scafo. A tutti (tranne a pochi che cercavano di avvertire gli altri ma non venivano ascoltati...) pareva impossibile che potesse succedere qualcosa al Titanic, a loro, in quel momento. Certe cose succedono agli altri, non certo a noi... Quella notte però fu una carneficina...

    Anche noi oggi stiamo vivendo su di un Titanic, balliamo, cantiamo e ci divertiamo più di quanto dovremmo, visti i pericoli che ci attendono. Eppure non ce ne preoccupiamo. Cosa potrebbe succederci mai? A noi? Siamo al sicuro o no? Le disgrazie succedono altrove, non dove domina la tecnica, la modernità, l'evoluzione e la ricchezza. Padre Alex Zanotelli da anni cerca di dirci che è ora di scendere dal nostro Titanic per guardarci intorno, vivere e prendere in mano le nostre vite. Perché tutti possano salvarsi prima che sia troppo tardi... Come ha ribadito anche al convegno tenutosi a Udine nel settembre del 2000 di cui riportiamo alcune dichiarazioni, così come le abbiamo colte. Ognuno di noi ne tragga le conclusioni più utili alla sua vita...

     

    Prigionieri di sistemi e ideologie

    "Siamo tutti prigionieri di sistemi e ideologie. Non ci salveranno Bibbia o Vangelo. Bisogna ritornare a far memoria della nostra tradizione ebraico-cristiana così com'era all'origine. Perché Dio ha un sogno: sogna un'economia di uguaglianza per la maggior parte delle persone. Con una politica di giustizia dove l'apparato amministrativo aiuta la gente e interviene sulle società, perché non è la società a rovinare l'uomo ma l'uomo a rovinare la società. E con l'esperienza religiosa che riporta al Dio dei poveri, dei fuggiaschi, degli oppressi. Così come accadde al popolo degli Ebrei quando fuggirono dalla terra d'Egitto.

    Gli imperi faraonici si sono sempre opposti al sogno di Dio per tutelare il proprio: pochi con tutto, contro i molti morti di fame. Oggi c'è un impero faraonico: secondo le ultime stime fornite da Susan George, a controllare il mondo è solo il 10 per cento dei suoi abitanti. Per questo impero il fine è solo il profitto.

    Avete tutti bisogno di una religione, non dite che non l'avete: ognuno di noi ha una religione, quando crede in un ideale e cerca una sua spiegazione. Fatelo. Oggi insomma non è l'ateismo il vero problema ma l'idolatria: le nostre Chiese sono per lo più idolatriche perché hanno fatto propri i valori dell'Impero come il profitto. Invece bisogna fare memoria del sogno di Dio che cozza contro una realtà imperiale. Quello che è successo in 500 anni di colonialismi e sfruttamenti nel Nuovo Mondo è quasi nulla rispetto all'oggi e al domani. Come cristiani ci siamo prestati alle cose più orrende e continuiamo a negarlo. Non so neppure se il Papa abbia mai chiesto scusa per il ruolo che giocò la Chiesa durante le dominazioni coloniali. E ora, cosa faremo oggi?

    La vita nel Sud del mondo

    Da anni vivo nelle baraccopoli e lì la gente soffre, soffre molto. Lo scopo non è quello di far nascere sensi di colpa in voi ma di farvi capire. A Nairobi ci sono 4 milioni di persone. Oltre 2 milioni sono costretti a vivere nell'1.5 per cento della terra di Nairobi. Le bestie feroci, preparate per gli occhi dei turisti, sono di certo trattate meglio: è una vera sardinizzazione. Ma se si concentrano troppe persone in poco spazio, nascono tragedie. A Nairobi il 50 per cento degli abitanti delle baraccopoli è malato di Aids. Muoiono 500 persone al giorno per Aids. Ma non è finita qui: quell'1.5 per cento del territorio è del Governo che per favorire manovre di corruzione e clientelismi ne fa quello che vuole. Sbatte fuori cittadini che vivono in condizioni disumane (ma pagano l'affitto) e distrugge tutto quello che si erano costruiti con sacrifici.

    Li chiamano 'poveri'... Ma io vi dico che non sono 'poveri' ma 'impoveriti', impoveriti dal nostro sistema. La banca mondiale ha fatto un paragone: l'economia oggi è simile a un calice di champagne dove la coppa (2/3 del peso del bicchiere) è composta dal 20 per cento degli abitanti sulla Terra e il resto si ripartisce lungo lo stelo e la base. Ma come potrà una base così piccola sostenere una coppa così piena e grande?

    'Esuberi' umani

    Voi mi direte: ma noi li aiutiamo. Parole. Dal 1995 al 2000 i Paesi impoveriti hanno dato 50 bilioni di dollari di interessi sul debito mondiale ai Paesi ricchi. E' ora che la finiamo di pensare che li stiamo aiutando: per ogni dollaro investito al Sud ne riceviamo almeno 13. Gli impoveriti insomma ingrassano i ricchi. Piangiamo l'Olocausto degli Ebrei ed è giusto: ma chi piange per i 50 milioni di persone che muoiono di fame ogni anno? L'economia sta uccidendo in modo spaventoso. Ma non solo: c'è chi (come per esempio la Banca Mondiale) si chiede se 2 miliardi di persone hanno diritto di esistere. E conclude affermando che non servono. Come non servono?

    Tutto si sta basando sull'Impero del Denaro, sulla speculazione finanziaria. L'economia attuale dice: avete 4 pezzi di cui disporre. In realtà ne avete solo 1, gli altri tre sono pura speculazione. Fatta sulla pelle degli impoveriti. Eppure nessuno lo dice, nessuno ci pensa. Viviamo così, come dovesse essere ogni giorno sempre così. Ma non potrà durare a lungo... Io credo che ci stiamo preparando a qualcosa di veramente brutto, come accadde nel 1929. Ma questa volta il crollo potrebbe avvenire proprio in casa nostra. E porterà morte.

    Il sogno di un mondo senza armi

    Un mondo senza armi.... Come potrà essere possibile se continueremo a vivere in questo sistema? Se non fossimo armati fino ai denti, non controlleremmo questro Impero. Potremmo trasformare questo mondo in un Eden. Invece opprimiamo in tutti i modi: abbiamo bisogno delle armi, ecco questa è la verità. E non ce ne separeremo. Vi dicono che servono a difendere i vostri confini. Non è vero: servono a difendervi dai poveri, è il 20 per cento che si vuol difendere dall'80 per cento oppresso. Senza le armi i ricchi di Nairobi non avrebbero scampo. E abbiamo il coraggio di spendere 80 bilioni di dollari all'anno? La Nato ci ha detto che ci stiamo preparando alle guerre 'stellari': e nessuno fiata? Ma cosa ci sta a fare la Nato? Siamo stati usati per fare una guerra imperialistica americana contro il Kosovo. Loro non si sono sporcati le mani, l'hanno fatta fare a noi. E nessuno ha protestato? Perché non parlate? Ecco la mia rabbia: io vi porgo il grido dei miei poveri.

    Il dramma ecologico del mondo

    In questi ultimi 50 anni abbiamo consumato più energia che in milioni di anni. Con gravi ripercussioni sull'ecosistema mondiale. Il dramma ecologico che ci sta attendendo è la conseguenza di un sistema di guerra che crea fame e rovina. In Congo la guerra è voluta dai potentati: mentre la gente si ammazza, loro si portano via i diamanti e il cobalto che appartengono ai cittadini di quel Paese. E nessuno fiata. La morte è ovunque e sarà anche la morte ecologica. I movimenti di resistenza in giro per il mondo sono una speranza. Ma anche voi.

    Noi

    Chi lo ha detto che noi non possiamo fare nulla? Non è vero. Ognuno di noi è un'autentica bomba atomica per il bene o per il male. Queste società sono così perché noi le vogliamo così. E' dunque importante 'vedere' e aiutarci a vicenda per capire e poi per 'agire'. L'uomo non vuole autodistruggersi, ne sono convinto. Prima o poi succederà qualcosa. Anche se non volessimo cambiare, quando ci accorgeremo che non c'è altra strada ci daremo per forza da fare. Perché siamo su una rotta di morte. E l'uomo vuole vivere... Oggi, l'economia ci prospetta possibilità enormi ma la torta non può essere estesa più di così. Dobbiamo invece imparare a dividerla più equamente. L'economia non crescerà ulteriormente, i politici oggi ci raccontano solo balle. Se l'80 per cento vivesse come noi, chi vivrebbe più? Se i cinesi guidassero tutti la Fiat chi respirerebbe?

    Vi supplico di credere invece che abbiamo enormi possibilità di cambiare questo sistema economico...

    Il consumo critico

    Ci sono dei mezzi per costruirci un sistema più equo. Come?

    Con il consumo critico, innanzitutto. I politici sono semplici burattinai che a turno vi fanno ingerire le pillole dei potentati economici. Quando comperate qualcosa, voi date il voto al sistema. E' uno strumento molto potente con il quale mettere in ginocchio le multinazionali. Ricordate il boicottaggio alla Del Monte di qualche tempo fa? Grazie all'azione dei consumatori critici, la grossa multinazionale ha perso il 40 per cento delle vendite sul mercato italiano. Ed è scesa subito a trattative per migliorare le condizioni dei suoi lavoratori e dei suoi stabilimenti. Lo vedete quant'è forte il vostro potere?

    Una vita più moderata e sobria

    Bisogna ridimensionare lo stile di vita. Stiamo spandendo e spendendo al di là delle nostre possibilità, mettendo così in grave crisi il sistema. Gli impoveriti hanno diritto a cibo e a una stanza decente per vivere. Sono diritti che bisogna garantire a tutti. Ve ne rendete conto, vero?

    Una nuova politica

    Dobbiamo re-inventare la politica. Bisogna avere il coraggio di tradurla concretamente. Bisogna re-inventare lo Stato, perché non ci pioverà dall'alto un Messia per aiutarci. Dobbiamo aiutarci noi. I prossimi 30 anni saranno molto cruciali: cosa fanno oggi i politici per prevenirne i mali? Nulla. Si parlano addosso. E per dirsi cosa? Niente che potrà esserci utile in futuro... Tocca a voi dunque far domande, pretendere risultati, non spetta a uno che vive in un'altra parte del mondo, a Nairobi, in Africa. Vi prego, datemi una mano, da solo non ce la posso fare.

    Il problema Chiesa

    Guardiamo ora al problema religioso e al problema di Dio della nostra società.

    Guardo alle Chiese di oggi e vi confesso che non posso fare a meno di essere brutale: le Chiese europee come quelle americane sono parte del sistema. Non rappresentano più un Dio che è dalla parte degli oppressi. La Chiesa oggi ha potere economico, invece dovrebbe ritornare al 'vangelo'. Leggiamo il Vangelo come non avessimo soldi e usiamo i soldi come non avessimo Vangelo. Ecco quello che succede oggi nelle nostre Chiese. Io ne voglio una che sia coerente: la nostra Chiesa per esempio ha mai detto qualcosa contro la pratica dell'Enalotto?

    Per far qualcosa insomma dovete riscoprire che Dio non è il Dio di questo sistema. E ritornare vera Chiesa. Come Chiese avete una valenza rivoluzionaria incredibile.

    Il problema Dio

    Come parlare di Dio davanti a un simile tradimento? Ma chi è Dio e com'è concepibile che rimanga quasi distaccato da quanto sta avvenendo? Ci sto riflettendo da due anni oramai e sento che forse l'unico modo di pensare a Dio è come a... una donna. Una donna che può dare alla luce un figlio, una donna che gli sarà vicina se morirà prima di lei (e io a Nairobi lo vedo spesso), una donna che lo terrà tra le sue braccia e lo cullerà... Questo Papi-Mama ha il cuore di una mamma. Ma oggi è impotente, è malato. Potrà guarire solo quando guariremo noi. Solo noi oggi possiamo far qualcosa. Dio non può più. E ognuno di noi è importante perché vinca la vita..."

     

    Chi è padre Alex Zanotelli:

    http://www.comune.po.it/associa/colibri/htm/zanot.htm

    (17/09/2000 Tg0-positivo)