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Macrolibrarsi.it presenta il LIBRO: Il Codice del Denaro di Raimon Samso

Dice il saggio ...
Rimanete soli e semplici, cercate di non crearvi dei limiti, cercate di non creare delle barriere alla vostra comprensione, cercate appunto di essere liberi, comprensivi, duttili, aperti a tutti. Abbiate tanta comprensione e tanto amore da comprendere tutte le creature (Cerchio '77)

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  • I viaggi di Tg0-Positivo: sulle tracce dei Catari e della M

    I viaggi di Tg0-Positivo: sulle tracce dei Catari e della Maddalena

    Itinerario tra Provenza, Linguadoca e Paesi Baschi

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    1° giorno

    Partiamo dall’Italia, pensando di dirigerci verso la COSTA AZZURRA e magari visitare S. Tropez. In realtà, la confusione viaria e il tempo un po’ inclemente ci fanno sostare, giusto quel che basta per mangiar qualcosa di veloce e tirar fuori dall’armadio un francese un po’ impolverato ma che sarà la nostra unica risorsa, giacché non tutti i Francesi amano e conoscono l’inglese.

    Così decidiamo di dirigerci nell’entroterra, nella zona delle cosiddette Corniche Sublimi a GORGES DU VERDON. Queste gole costituiscono una delle aree più selvagge e incontaminate d’Europa. Sono 21 km di canyon da percorrere a piedi lungo il fiume accompagnati da una guida attraverso i tunnel scavati dall’Eletricité de France, per vertiginose scale metalliche, o in auto con viste sulle incredibili voragini, o meglio ancora in canoa, per apprezzare una meraviglia che è seconda al mondo solo ai canyon americani.

    Nel corso di questo itinerario ci fermiamo spesso ad ammirare gli splendidi scorci e non ci perdiamo neppure MOUSTIERS S. MARIE, un luogo dall’incredibile fascino, un gioiellino arroccato sulle pendici del canyon, dove una misteriosa stella sospesa nel vuoto ci lascia a lungo col naso all’insù.

    Dopo aver percorso questo suggestivo itinerario, decidiamo di fermarci a DRAGUIGNON per passare la notte, ma non senza prima aver visitato la Pierre de la Fée (un suggestivo Menhir) e il grande albero cresciuto lì accanto, lasciati dai culti antichi precristiani.

    Pernotteremo all’Auberge “Le Rocher”, ad AUPS DE VILLECROZE. Il tempo, incerto per tutto il giorno, si è tramutato in pioggia battente, ma l’ottimo servizio dell’albergo – che dispone di un ottimo ristorante e di ottime camere con vista sui monti e abbondante colazione – ci rende comunque confortevole il nostro primo giorno nella grande Francia.

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    2° giorno

    Al mattino, prima di lasciare quella zona, decidiamo di visitare la cascata lì vicino che rappresenta davvero uno spettacolo da non perdere, perché si trova in mezzo a boschi dalle atmosfere magiche e appare all’improvviso nel suo fragore che fa ribollire le placide acque del laghetto in cui si getta. Ci aggiriamo nei paesi vicini, a BARJOLS, ancora una volta per cercare uno strano platano a forma di fungo, per aggiungerlo alla lista degli alberi antichi e originali che cerchiamo, ovunque, nel corso dei nostri viaggi.

    Ed ecco entrare finalmente nel vivo di questo itinerario non solo bucolico, ma anche storico e misterico. Arriviamo, infatti, a S. MAXIMIN dove si trova la chiesa con i resti della Maddalena che, cacciata da Gerusalemme, si dice sia approdata a S. Marie de la Mer, in Camargue, insieme al fratello Lazzaro e la sorella Marta e i loro compagni. In seguito si sarebbe dedicata a una missione di evangelizzazione in Provenza. Poi, avrebbe trascorso gli ultimi anni alla grotta di SAINT BAUME e, al termine della sua vita, condotta dagli angeli alla sua nuova esistenza.

    Si dice anche che sia morta tra le braccia di San Massimino, vescovo di Aix, nella città che prese il suo nome. La salita alla Grotta è facilmente percorribile, anche se la pioggia continua ad accompagnarci ed è molto suggestiva. Si tratta proprio di una grotta, grande, umida e in alcuni punti avvolta nelle tenebre. Quando scendiamo, andiamo subito alla ricerca dell’antica quercia che si trova alle pendici del monte. Il placido vegliardo ci avvolge con i suoi rami e i suoi lunghi anni, mentre alle sue spalle si staglia, misteriosa, la grotta della Maddalena.

    Su di lei e sulla sua vita si sono sviluppate numerose teorie, rese ancor più suggestive dalla presenza del suo culto in Europa, in primis in Provenza ma anche in Italia. Per saperne di più abbiamo consultato le ricerche di Mac, un Autore che in questi ultimi anni ha proposto studi suggestivi e dirompenti sulla Storia del Cristianesimo (per Maddalena in particolare si veda www.deiricchi.it/index.php?ar=5 ), chiarendo quei numerosi lati oscuri sui quali per secoli si sono arrovellati studiosi di tutti i tempi e costituendo un prezioso contributo per far avanzare la critica testuale.

    Per saperne di più sulla presenza del culto della Maddalena in Italia, abbiamo invece consultato il sito www.santamariamaddalena.net/lamaddalena/cultoalamaddalena.html, il più completo in tal senso.

    Il nostro viaggio ora continua per ORANGE, dove trascorreremo la notte. Prima di recarci all’Hotel Ibis cittadino, visitiamo l’antico arco romano e il teatro, uno dei meglio conservati al mondo.

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    3° giorno

    Proseguiamo nel nostro viaggio, raggiungendo S. GUILHEM LE DESERT, uno splendido paesino che si inerpica lungo le rocce sulle quali si affaccia l’incredibile Cirque de l'Infernet con rocce coloratissime. La sua denominazione evoca innanzitutto il personaggio che ha dato nome al monastero di Gellone e al paese sorto nei suoi pressi. Egli era nipote di Carlo Martello, uno dei prodi di Carlo Magno.

    Lottò contro i saraceni e divenne in seguito l’eroe di un intero ciclo di “Chansons de Geste”, che lo rese celebre col nome di Guglielmo d’Orange. Il paese si percorre da nord a sud e da est a ovest, arrivando nella piazza centrale, resa ancor più stupefacente da un platano vecchissimo, detto “Il Re Platano”, forse di mezzo millennio. All’ora di pranzo, ci dirigiamo alle grotte de CLAMOUSE che ci portano nelle viscere della terra provenzale per ammirarne, con giochi di colori e musica, i fenomeni carsici più originali.

    Ci si inoltra per circa un km, scoprendo prima il fiume sotterraneo prosciugato con rocce scolpite dall’acqua; poi una successone di ampie sale; infine le magnifiche gallerie con concrezioni

    Nel tragitto di questa giornata, abbiamo inserito anche il ponte du MILLAU, perché i nostri viaggi studio non cercano solo storia, cultura, mistero e natura, ma anche architettura, ingegneria, antica e recente. Il Ponte di Millau è il più alto ponte veicolare al mondo ed è davvero uno spettacolo, sia percorrendolo che ammirandolo in un’apposita piazzola costruita dappresso. E’ un viadotto costruito con la tecnica del ponte strillato che attraversa la Valle del Tarn, vicino appunto a Millau, nel dipartimento dell’Aveyron. Progettato dall’ingegnere dei ponti, francese, Michel Virlogeux, in collaborazione con l’architetto inglese Norman Foster, ha la sommità di un pilastro fino a 341 metri. Leggermente più alto della Tour Eiffel e solo 40 metri più basso dell’Empire State Building, è aperto al traffico da fine 2004.

    Una giornata dunque intensa che ci regala molte emozioni e che concluderemo nella città di ALBI, in un comodo – seppur costoso - “Sarl Hotel d’Orleans”. In questo periodo, la sera, la città è solitamente deserta e non è facile trovare luoghi dove cenare. Farà al caso nostro Le Couvert des Halles in Rue Enmile Grand (tel. 05 63 54 19 52)

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    4° giorno

    La città di ALBI, il mattino seguente, appare in tutta la sua imponente mole. Ogni muro, ogni via racconta la sua tragica storia. La stessa cattedrale è un’enorme struttura costruita come un’imprendibile fortezza, senza finestre, senza luce, a terribile monito per le popolazioni future. Proprio ad Albi infatti si sviluppò uno dei più celebri movimenti ereticali, gli Albigesi che furono letteralmente massacrati dalle gerarchie della Chiesa cattolica, obbedienti a Innocenzo III. La città è attraversata da un lungo fiume ed è unita ai quartieri più periferici da alcuni storici ponti, imponenti e suggestivi. Ad Albi è possibile visitare anche il Museo dell’artista albigese Henri de Toulouse-Lautrec ma uno sciopero degli uffici pubblici francesi che protestano contro la privatizzazione ce lo impedirà.

    Purtroppo non possiamo indugiare, ad attenderci adesso è la bellissima città di ROCAMADOUR. Rocamadour è un comune francese di un migliaio di abitanti, situato nel dipartimento del Lot nella regione del Midi-Pirenei. Il villaggio è molto suggestivo: è costituito da due file di antiche case ai piedi del roccione lungo l'unica via che ha quattro porte fortificate. Un ascensore e una scalinata di 216 gradini, saliti dai pellegrini in ginocchio, portano a un pianoro dove sorge la città religiosa. Suggestivo il castello del XIV secolo che domina il paese e dalle mura offre una bellissima vista sulla lunga gola dell'Alzou.

    Si raggiunge a piedi dal paese percorrendo un sentiero con la "via Crucis". Un trenino riporta poi al parcheggio delle automobili, alle pendici del borgo. Proseguiamo nel nostro viaggio che questa volta toccherà la bella SARLAT, cittadina medievale sviluppatasi intorno a una grande abbazia benedettina di origine carolingia e che conserva molto del suo originario fascino.

    Pernottiamo non troppo lontano, a PROISSANS, nella graziosissima “L’Arche” di Jeannette et Marcel Deleplace, una bella coppia francese, molto unita, colta e amabile che ci accoglie come figli propri. “L’Arche” si trova a 5 km da Sarlat (indicazioni lungo la via principale), immersa nel verde e nella tranquillità del Perigord Noir. L’edificio, raccomandato dalla guida Routard, è un’antica casa perigordina del XVIII secolo, ben conservata e curata dagli attuali proprietari ( www.chambre-gite-sarlat.com e per info arche.sarlat@free.fr ). Ed è davvero l’ideale per chi voglia fermarsi e godersi la zona per alcuni giorni

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    5° giorno

    Il mattino dopo, ad accoglierci è una ricca colazione che ci servirà ad affrontare le prossime tappe. Decidiamo di rimanere un altro po’ nel Perigord Noir, visitando prima le chateau de BEYNAC, a circa 10 km da Sarlat, medievale e ritenuto uno dei più bei villaggi di Francia.

    Poi ci dirigiamo alla maison forte de REIGNAC, l’unico castello ‘falesio’ francese, totalmente intatto. E’ una casa letteralmente costruita sotto e dentro le rocce che rivelano, in questo modo, anche l’antica storia umana della zona, risalente ad almeno 20 mila anni prima. All’interno di questo luogo, si trovano degli oggetti autentici che risalgono all’epoca preistorica e ivi rinvenuti.

    Il Perigord Noir è ricco di attrazioni e di luoghi storici e misteriosi, ma non possiamo trattenerci oltre. La preistoria ci ha incuriosito e ora è tempo di avviarci alla famosa LASCAUX e alle sue Grotte. In realtà non è più possibile ormai da molto tempo visitare le grotte originarie, per evitare che si deteriorino nel tempo, col continuo passaggio delle persone. A 200 metri, però, sono state ricostruite fedelmente e con rigore scientifico le Grotte Lascaux II, dove le copie delle pitture rupestri risalenti a 17 mila anni fa sono pressoché identiche e consentono di assaporare al meglio una delle più belle opere d’arte mai prodotte dall’Uomo. Mentre la pioggia comincia a cadere fitta, concludiamo il nostro viaggio prima a PERIGEUX, capitale del Perigord e poi nella bella ST. EMILION, dove pernotteremo.

    S. Emilion, a 35 km a nord est di Bordeaux, si erige fieramente sulla collinetta a nord della vallata della Dordogna ed è costruita a forma di anfiteatro, estendendosi su 27 km quadrati. Il fascino della cittadina deriva anche dalla sua tradizione trogloditica, con una chiesa monolitica unica al mondo, delle catacombe e un eremo, su oltre 70 ettari di gallerie sotterranee scavate in rocce calcaree che sembrano avere un proprio spirito.

    Il suo nome deriva dal monaco bretone di Vannes, Emilion che, pur vittima di numerose ingiustizie, conservò sempre la sua grande bontà. Trascorreremo la notte nella Gites de France di Marie-France Favard, au Chateau Meylet “la Gomerie” (tel. 05 57 24 68 85), poco lontano dalla città, in un luogo tranquillo immerso nel verde, mentre ceneremo al Restaurant Pizzeria de la Tour du Roy, in una suggestiva sala scavata nella roccia (tel. 05 57 24 68 91), poco lontano dalla chiesa.

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    6° giorno

    Ci stiamo ormai avvicinando all’Oceano Atlantico e la prossima tappa ci condurrà a BORDEAUX, bella città di origine romana, capitale amministrativa dell’Aquitania.

    Indugiamo tra il Grand Theatre, la Chiesa di Notre-Dame e la basilica di S. Michele, continuando a cercare le tracce della Maddalena. Ogni opera iconografica e ogni nome hanno adesso un valore diverso che ci permette di guardare con occhi nuovi quello che ci circonda. La città, molto a misura d’uomo, rappresenta un crocevia percorso quotidianamente da studenti universitari e da cittadini di ogni razza e nazionalità.

    Dopo pranzo, ci dirigiamo verso la suggestiva duna di PILAT, che si affaccia sull'oceano Atlantico, poco sotto il Bacino di Arcachon e dichiarata patrimonio nazionale dal 1978. Lunga 3 km, larga 500 metri e alta fino a 104 metri, è composta da grani di sabbia di quarzo bianchi-rosa chiaro. Dalla base della duna parte una scalinata molto ripida per poter salire in cima.

    Vento e pioggia l’hanno formata progressivamente, a partire dalla metà dell’800, come si è desunto dallo studio di alcune resine di pini riemersi dalla sabbia, ma la duna continua a essere in movimento. Dopo esserci goduti la vista sull’Oceano Atlantico, rotta verso la Spagna.

    Alla sera arriveremo infatti a BILBAO, nel cuore dei Paesi Baschi, dove alloggeremo per comodità all’Ibis Hotel cittadino, in pieno centro storico (tel. +34 944 43 39 37). A Bilbao ci tratteremo un paio di giorni, per riposarci del lungo viaggio ricco di tappe e per gustarci appieno la cultura basca.

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    7° giorno

    Al mattino, ci rechiamo subito al famoso Museo dell'Arte Contemporanea Guggenheim che, fortuna per noi, è aperto: domenica 18 maggio, un giorno per altro molto speciale per noi, è infatti la Giornata Nazionale dei Musei e tutto è aperto e gratuito.

    Ammettiamo pure che non siamo particolarmente appassionati dell’Arte Moderna, per cui la visita è rapida e orientata piuttosto alla struttura singolare del Museo stesso e all’esterno, che è un Museo open air in tutti i sensi, dove spicca il famoso ponte dell’architetto Calatrava.

    Dopo aver passeggiato con calma, prendiamo la funivia e saliamo nella parte alta della città, per poterla mirare meglio. Poi scendiamo a piedi, seguendo le indicazioni di una gentile coppia di mezza età che ci aiuta come fossimo i loro ragazzi. Ci accompagnerà sino al termine della discesa e ci lasceremo con baci e abbracci, che ci fanno capire meglio il calore che è tutto tipico della gente spagnola. A quel punto ci dirigiamo al Museo Basco ( euskal-museoa.org ), dove viene raccolta tutta la storia della popolazione basca che, a lungo, ha cercato la propria indipendenza e che costituisce davvero una cultura a sé stante, con una propria lingua e una propria storia, come i Ladini in Italia.

    C’è tempo solo per un veloce kebab e poi via al Metrò per dirigerci a PORTUGALETE, dove si trova un ponte di scuola Eiffel, costruito nel 1893 e patrimonio Unesco. Esso poggia su quattro torri alte circa 50 metri e unisce due rive distanti 160 metri. Vi si sale con un apposito ascensore e poi si passa alla riva opposta. Per poi ritornare dall’altra parte, basterà prendere una sorta di traghetto che scorre sotto il ponte ( www.puente-colgante.com ). Vale davvero la pena di vedere il più antico ponte al mondo, costruito appositamente per le attraversate da una parte all’altra. Al ritorno, dopo esserci rapidamente rinfrescati al Hotel Ibis, ceneremo in Bilbao centro.

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    8° giorno

    Riprendere in mano l’automobile, dopo aver assaporato la comodità e la bellezza dei mezzi pubblici (e dei mezzi propri, le gambe!), è sempre una specie di trauma. Tutto ha un altro gusto e un altro colore se percorso e vissuto a misura d’uomo. Ma per coprire le distanze che ci mancano, l’auto adesso è proprio essenziale. Lasciamo - seppur a malincuore perché il calore della gente basca e la loro ospitalità ci rimarranno nel cuore – Bilbao e decidiamo di visitare la chiesa di S. Ignazio di LOYOLA, dove facciamo anche colazione. E’ una grande chiesa, che descrive perfettamente chi egli fu: un combattente, che amava le cose belle e grandi. La chiesa di S. Ignazio è una sorta di fortezza dove si fatica, diciamolo pure, a trovare quella spiritualità che le chiese dovrebbero trasmettere. Restiamo invece affascinati dalla bella famigliola di un uccelletto variopinto che ha fatto il proprio nido tra le i mattoni della parete esterna e che restituisce quella vita che il grande monumento soffoca.

    Da lì, ci dirigiamo verso PAMPLONA, la famosa città dei Tori nel regno di Navarro e verso la città fortificata di OLITE, col bel Castello Reale.

    Dopo una breve visita, ci dirigiamo verso i Pirenei, intenzionati a raggiungere RONCISVALLE. La Chanson de Rolande ha reso famoso questo luogo che si trova ancora nella Navarro e che oggi è uno splendido complesso monumentale con soli venti abitanti.

    Anche se non è la prima località spagnola del Cammino di Santiago, Roncisvalle è diventato il punto di partenza di migliaia di pellegrini che noi stessi vediamo salire e scendere, avviandosi verso Santiago de Compostella, a piedi o in bicicletta. Ogni anno passano per di qui oltre 40 mila pellegrini, destinati a crescere nel tempo. Ora è tempo di scendere lungo il passo per rientrare in Francia.

    La nostra prossima meta è LOURDES e alloggeremo alla Maison de l’Ouesse di Anne Vidal-Giraud, comoda, graziosa e accessibile economicamente ( www.chambres64.com.

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    9° giorno

    Il mattino dopo andiamo alla Grotta della Beata Vergine Maria che apparve alla pastorella Bernadette e da allora meta di pellegrinaggi quotidiani. Qui la gente vi si reca per trovar risposta alle proprie domande, per pregare e chiedere miracoli, ma soprattutto per ritrovare sé stessa nel personale raccoglimento. Sebbene si sia trasformata in una cittadina ricca e di commercio, la Grotta di Bernadette conserva ancora l’aura di spiritualità originaria. Qui, chi si pone alla sincera ricerca fermando per un po’ la propria concitata vita, prima o poi troverà una risposta e, al ritorno, farà sì che vi sia sempre tempo per ascoltarsi.

    E’ questo il vero segreto di Lourdes e di tutti i luoghi del mondo in cui è possibile meditare in pace.

    Il viaggio continua, proseguendo verso la costa provenzale.

    La nostra prossima meta sarà RENNES LE CHATEAU, un altro luogo misterioso che potrebbe essere collegato alla presenza della Maddalena in Provenza e al pensiero cataro. Trascorreremo la notte nei pressi, in una camera purtroppo umida e poco accogliente. In compenso, il nostro ospite, il mattino dopo, davanti a una lauta colazione, ci darà un ampio resoconto sui misteri del curato di Rennes Le Chateau.

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    10° giorno

    Il mattino dopo, tappa a RENNES LE CHATEAU dove trascorreremo alcune ore, a esaminare la misteriosa chiesa, il diavolo Asmodeo che regge l’acquasantiera, le carte e la corrispondenza del curato, la Torre di Magdala e infine il meraviglioso panorama che si gode dal cocuzzolo del monte dove nacque questo mistero.

    In realtà, è il primo dei castelli catari che visiteremo e forse proprio per questo così prezioso: il curato di Rennes Le Chateau, divenuto improvvisamente ricco, aveva forse trovato qualche contenuto dirompente per la Chiesa Cattolica, magari nascosto dai cavalieri catari durante la repressione? Oppure un immenso tesoro, sepolto in qualche anfratto? Mistero su mistero...

    Un ottimo modo per iniziare il nostro percorso tra le vestigia dei castelli catari. La parola ‘cataro’ venne utilizzata dalla Chiesa Cattolica, nel XII sec., per indicare i membri di una comunità di ‘apostoli itineranti’ che vennero condannati per la prima volta a Bon in Colonia e in Renania.

    “Las comunidades cataras se infiltraron muy pronto en diversas regiones de Europa occidental (Flandes, Borgona, Campana, Inglaterra) bayo differentes nombres (piphles, negociantes, tejedores, patarinos, bribones, albigenses). Sin embargo, es en el Midi francis actual y en las poblaciones del norte y del centro de Italia donde el catarismo tiene la mejor acogida”.

    In queste regioni, i ‘buoni uomini’ o ‘le buone donne’, ‘buoni cristiani o buone cristiane’, insomma ‘i perfetti’ come essi stessi si facevano chiamare si organizzarono in comunità che seguivano semplicemente il modello della Chiesa primitiva. Essi non erano estranei alla spiritualità cristiana dominante dell’epoca, al contrario, reclamavano come altri movimenti religiosi riformisti un ritorno al modello della chiesa primigenia, secondo i veri ideali del Cristo. Ma la gerarchia della Chiesa Cattolica di allora era attenta a qualsiasi tipo di pensiero non strettamente conforme a quanto da essa in quel tempo promosso. E firmò in quel modo la condanna a morte di tutti i catari, promulgando addirittura una crociata, la Crociata contro gli Albigesi, di cui a Treviso, nella Chiesa di S. Nicolò c’è un dipinto che la descrive in tutta la sua violenza. La religione finì col confondersi con la politica, con famiglie nobili contro famiglie nobili. Di tutto questo, oggi ci rimane memoria nelle rovine dei Castelli catari, arroccati per difesa nei luoghi più impervi, diffusi in un territorio a dir poco lunare ma di estremo fascino.

    Visitiamo allora per primo il castello cataro di Peyrepertuse nelle cui rovine possiamo entrare, salendo fin su nella parte alta. La vista che si gode dall’alto è di estremo fascino e ci permette di scorgere da lontano anche un altro misterioso e inquietante castello: el castillo de Queribus.

    Si tratta di uno dei maggiori castelli di frontiera del Regno di Aragona (1162) e fu l’ultimo rifugio dei ribelli che si opponevano alle imposizioni del Regno di Francia e della Chiesa.

    Ai suoi piedi si trova la cittadina di COUCUGNAN, nella cui chiesa si conserva una misteriosa ‘Vergine incinta’, del XVI secolo e che offre alla vista dei visitatori uno splendido mulino ricostruito.

    Il viaggio attraverso questa regione è di estremo fascino ed è un vero incontro ravvicinato con la flora e la fauna locali. Poco lontano raggiungiamo l’abbazia de Lagrasse che possiamo visitare in lungo e in largo ed è di grande suggestione, come il paesino in cui si trova.

    Ormai il tempo stringe - abbiamo addirittura trovato lungo il nostro itinerario stop per il Giro ciclicistico femminile che come in Italia anche in Francia gode di grande credito - e dobbiamo rientrare per cercare un luogo dove trascorrere le prossime due notti. Troveremo aiuto a SALSES LE CHATEAU, presso gli uffici comunali, dove una gentile dipendente ci darà le indicazioni necessarie per trovare un luogo meraviglioso: Soleil et Vignes, Chambres d’Hotes di Patrick et Anne Colmare in route de Saint Hippolyte (tel. 04 68 38 65 02). Si tratta della casa privata di un medico che ha messo a disposizione alcune stanze per il B&B. Dotata di piscina, si trova immersa nei vigneti, mentre davanti a essa si spalanca la corona delle montagne sulle quali si trovano i castelli catari.

    Nonostante un difficile momento familiare, veniamo accolti con gentilezza e disponibilità da una famiglia davvero unita e squisita. Tempo di rinfrescarci un po’ e poi andiamo a LE BARCARES, sul mare.

    Dopo una breve passeggiata, ci fermiamo al Casablanca (tel. 04 68 86 11 61) per mangiare la paella, imperdibile vista la zona. Trascorreremo una notte molto tranquilla e riposante.

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    11° giorno

    Proseguiamo il nostro itinerario attraverso i castelli catari.

    Ammiriamo el castillo de Aguilar, de Puivert, el castillo de Termes ed el castillo de Arques, insieme al castillo de Puilaurens e a el castillo de Villeoruge-Termenès dove si rifugiò l’ultimo degli ‘uomini buoni’, Guilhem Bélibaste, con il quale venne posto fine alla triste storia delle comunità catare.

    Dopo un lungo girovagare, godendoci storia, cultura, paesaggio, mistero ritorniamo a SAINT HIPPOLYTE.

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    12° giorno

    E’ tempo di dirigerci verso l’Italia, il viaggio studio sta ormai arrivando al termine. Salutiamo i nostri ospiti con una certa emozione perché in questi viaggi talvolta capita anche di incappare in qualche sorpresa sgradevole – che da’ comunque sale a quanto poi si vivrà - ma la maggior parte delle volte si conoscono persone e famiglie ospitali che aprono le porte delle loro case a sconosciuti e li fanno entrare nelle loro vite, per un attimo, per un momento. Facciamo una capatina alla famosa Abbaye de Fontfroide ma la guardiamo solo dall’esterno perché il tempo è tiranno.

    Ci dirigiamo allora verso Narbonne, bella cittadina elegante e colorata, per poi fare rotta su Le Canal du Midi, un’opera affascinante, costruita nel 1681 e per anni l’unico canale che univa l’Oceano Atlantico al Mar Mediterraneo.

    Ancor oggi, è navigabile e rappresenta una grande attrattiva turistica per la popolazione.

    Ci dirigiamo poi verso BEZIERS, una città dalla quale ci attendiamo nuove risposte alle domande con le quali siamo partiti per questo viaggio. Beziers è una grande città, ma conserva ancora quell’atmosfera opprimente tipica dei luoghi nei quali vi sono stati drammi.

    Dal sito dell’Ufficio turistico di Beziers: “La mémoire Biterroise conserve une place particulière à une date: le 22 juillet 1209. Ce jour-là, la Croisade des Albigeois, contre les Cathares, se traduisit par le sac, l’incendie de Béziers et le massacre de sa population en l'église de La Madeleine. On l’a baptisé « Lo gran mazel » (« la grande boucherie »). Béziers abritait des hérétiques dit « cathares », elle était tenue par les Trencavel, vassaux des comtes de Toulouse -excommuniés par le pape en raison de leur trop grande tolérance envers lesdits Cathares-… Alors l’armée du roi de France - avec à sa tête Simon de Montfort côté sabre, et le légat du pape Arnaud Amaury côté goupillon-, se mit en marche contre le Languedoc, région encore indépendante, très riche, et « terre d’élection » des Cathares. « Tuez les tous, Dieu reconnaîtra les Siens » dit Arnaud Amaury au chef de l’armée croisée, qui lui demandait comment différencier les Cathares des « bons » catholiques de Béziers, alors que ses soudards détruisaient déjà la cité. Cette croisade s’acheva après quarante ans de pillages, de bûchers expiatoires”.

    La lasciamo in fretta, quasi avvertendo il peso di quel pezzo di storia che ne ha segnato per sempre il destino. Ci dirigiamo a S. REMY DE PROVENCE, dove è nato ed è sepolto il misterioso autore delle quartine che leggono nel futuro.

    Dormiremo a Domaine du Bois Vert, una chambre d’hotes estremamente elegante e lussuosa che si trova a GRANS, poco lontano (tel. 04 90 55 82 98).

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    13° giorno

    La mattina dopo ci aspetta una ricca colazione servita in una nella sala da colazione, dove troneggia un bel pianoforte. Il viaggio sta terminando e quando riprendiamo la strada lungo la Costa Azzurra il nostro pensiero ritorna ai giorni precedenti.

    Prima di rientrare facciamo una piccola tappa a CREMONA, per vedere il Torrazzo.

    Paola Fantin

    (02/10/2008 Tg0-positivo)