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Macrolibrarsi.it presenta Il Libro perduto di Enki di Zecharia Sitchin width=

Dice il saggio ...
Quando la collera gonfia il tuo cuore, tieni a freno la lingua che abbaia parole vane (Saffo (Frammento))

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  • Il mio orto biologico Autore: Accorsi-Beldi

  • Il potere delle parole e delle immagini

    Il potere delle parole e delle immagini

    E’ stato denominato “effetto Northridge”, dal forte terremoto che colpì l’area intorno a Los Angeles una mattina del gennaio 1994.

    Cosa accadde quel giorno? I medici dovettero fronteggiare una seconda ondata di morti (da una media giornaliera di 15,5 a ben 51 il giorno del sisma) dovuti ad attacchi cardiaci che colpivano persone rimaste incolumi durante il terremoto. Perché erano morti? Per usare il tono sobrio del New England Journal of Medicine “negli individui predisposti, lo stress emotivo può precipitare un evento cardiaco”. Per dirla più semplicemente, quanti persero la vita erano spaventati a morte. Episodi come questo hanno contribuito a dar vita alle nuove ricerche di quella che potremmo definire la psico-cardiologia, la scienza che studia le connessioni profonde tra le emozioni e il sistema cardiovascolare. E non sono soltanto gli shock improvvisi come i terremoti a uccidere: alcuni stati emotivi cronici, come lo stress, l’ansia, l’aggressività e la depressione fanno molte più vittime di quanto crediamo.

    Se da una parte simili stati d’animo a lungo andare fanno ammalare il corpo, dall’altra è provato che fa molto bene essere ottimisti e ridere. Il dottor Michael Miller della facoltà di medicina del Maryland ha osservato che la visione di un film divertente per 15 minuti rilassa le arterie periferiche e aumenta il flusso sanguigno per oltre 45 minuti, un effetto comparabile a quello di un esercizio aerobico. Il dottor Miller pertanto, insieme a uno stile di vita salubre, oggi prescrive anche 15 minuti di risate di cuore al giorno, non essendosi ancora studiati gli effetti dei sorrisi, delle risatine e della ridarella.

    Sulla base di queste considerazioni, allora, le parole e le immagini che entrano nelle nostre case attraverso i mass media lasciano il segno. “E’ la gente a chiedere tutto questo, noi non facciamo altro che dar loro quello che vogliono”. E’ la frase più ricorrente tra i colleghi giornalisti quando si discute dei contenuti delle notizie che vengono inserite tutti i giorni in televisione e nei giornali.

    Eppure ricordo bene che quando lavoravo in un quotidiano delle migliaia di notizie che giungevano attraverso le agenzie di informazione mediamente solo il 10% erano così terribili. Perché mai finiscono proprio queste allora col darci il buon giorno, occupando le prime pagine dei giornali e parte del telegiornale se sono solo una minima percentuale? L’altro 90% perché viene relegato sempre nelle ultime pagine o addirittura ignorato?

    “Perché fanno notizia” risponderebbero sempre quegli stessi colleghi giornalisti “e perché la gente lo vuole”, insisterebbero ancora.

    Ne siamo sicuri? E’ davvero quello che vuole la gente o la gente comincia a volere quello che trova? L’impressione invece è che la gente si comporti come al supermercato: compra quello che trova sulle mensole e che viene deciso dal proprietario o dal mercato. Il Pianeta è così grande! Se non facciamo qualcosa noi con la nostra stupidità e la nostra avidità, ci pensano Madre Natura e le fatalità in generale. Ma continuando a vedere sempre in prima pagina e tra le notizie importanti calamità, tragedie, violenze spesso dipinte con toni apocalittici e coloriti proprio per ‘impressionare’ di più e dunque far crescere l’audicence, la gente finirà col pensare che il mondo sia tutto questo.

    Perché l’uomo apprende per imitazione e impara dai maestri che incontra lungo la sua vita. I maestri odierni che entrano in tutte le case a tutte le ore sono proprio i mass media.

    Concludo con un episodio di cronaca riportato dai giornali di tutto il mondo il 12 novembre scorso:

    “Si era travestito da "Uomo Ragno" per gioco, ma ha finito per diventare davvero un supereroe: un bambino brasiliano di 5 anni ha infatti salvato da un incendio una bimba di 10 mesi. Il piccolo ha sentito la vicina chiedere aiuto per le fiamme divampate nell'appartamento e, senza pensarci due volte, si è buttato tra le fiamme e ha portato in salvo la piccola. Paura?

    "No, mi sentivo l'Uomo Ragno", ha detto il bimbo alla polizia dopo il salvataggio. A riportare la storia è il quotidiano brasiliano "Folha de Sao Paulo”. L'incendio, pare causato da un corto circuito, ha distrutto l'80% della casa di legno.

    Un modello positivo può farci compiere miracoli ma un pessimo maestro, per la stessa ragione, può allora indurre alle cose più terribili.

    Paola Fantin

    (06/08/2008 Tg0-positivo)