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  • OMC: un futuro di controsensi per la carne bovina

    OMC: un futuro di controsensi per la carne bovina

    Mentre i media del mondo intero continuano a scrivere di una crisi alimentare mondiale in progressione, l'OMC imperterrita continua la sua strada di liberalizzazione del commercio mondiale, anche se ciò condurrà alla distruzione di un importante potenziale di produzione nei paesi evoluti. Il progetto di compromesso annunciato venerdì 25 luglio 2008 con trionfalismo dai Sigg. Lamy e Mandelson rischia di costare molto caro agli agricoltori europei ed in particolare agli allevatori. L'offerta fatta dalla Commissione sull'agricoltura riprende in effetti su tutti i punti, le esigenze di massima del testo del negoziatore OMC, C. Falconer.

    Secondo le analisi della Commissione europea, che si possono qualificare solamente ottimistiche, le importazioni di carne bovina passeranno da 500.000 a 1,5 milioni di tonnellate ed il fatturato europeo si abbasserà del 20%. Le nostre analisi sono ancora più preoccupanti: secondo gli irlandesi il livello delle importazioni potrà superare i 2 milioni di tonnellate, di carne bovina in Europa. E spariranno 500.000 posti di lavoro in Unione europea.

    Più grave ancora sarà per i prezzi alla produzione che si stima dovrebbero cadere del 30% secondo la Commissione, con evidenti serie conseguenze sul livello di produzione.

    La Commissione vuole questo abbassamento perché permetterà - dice essa - di aumentare la competitività della produzione europea!"

    In modo più realistico, un tale abbassamento dei prezzi potrà aumentare solamente il declino della produzione di carne bovina in Europa, tenuto conto dell'aumento dei costi di produzione (alimentazione, manodopera ed energia), e delle esigenze crescenti chieste agli allevatori per rispondere alle attese legittime dei cittadini europei. Ci sono dei limiti alle possibilità di grande scarto tra costi di produzione e prezzo di vendita.

    Il risultato sarà una spirale sempre più rapida di diminuzione delle produzioni, maggiori importazioni, pressione sui prezzi, etc. L'esempio del settore ovino non lascia purtroppo nessun dubbio su ciò che succederà all’allevamento bovino. E da dove verrà la carne bovina che consumeranno i cittadini europei? Del Sudamerica, dove è prodotta in precedenza nell'Amazzonia al prezzo di una deforestazione massiccia, trasformata nei laboratori che sfruttano più gli strati sociali più deboli, e trasportata da un emisfero all'altro mentre i nostri politici chiedono a tutti di ridurre i nostri tragitti per salvare il pianeta. Che incoerenza! Gli allevatori europei di carne bovina aspettano oramai solo un sostegno fermo della Presidenza dell'Unione europea.

    Ginevra – 27 luglio 2008

    ****************

    Inviato da:

    Fabiano Barbisan

    Presidente del CONSORZIO L'ITALIA ZOOTECNICA

    Unione Nazionale tra le Organizzazioni Produttori

    ed Associazioni Produttori di Carne Bovina

    Società Cooperativa Agricola a Responsabilità Limitata

    c/o Unicarve

    Via Romea - Agripolis

    35020 LEGNARO (PD)

    Tel 049.8830675 - Fax 040.8839212 - www.italiazootecnica.it - www.unicarve.it

    (04/08/2008 Tg0-positivo)