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Dice il saggio ...
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  • Bioedilizia e fonti rinnovabili a Treviso

    Bioedilizia e fonti rinnovabili a Treviso

    Entro il 2020 la Marca Trevigiana produrrà il 20% della propria energia ricavandola da fonti rinnovabili come l’idroelettrico, il fotovoltaico e la biomasse.

    Entro il 2020 la Marca Trevigiana produrrà il 20% della propria energia ricavandola da fonti rinnovabili come l’idroelettrico, il fotovoltaico e la biomasse.

    E’ quanto si propone il II Protocollo di Intesa firmato qualche giorno fa da Provincia di Treviso, Camera di Commercio, Metadistretto Veneto della Bioedilizia, Unindustria Treviso, Associazione dei Costruttori Edili e Affini, Cna, Confartigianato della Marca Trevigiana e Artigianato Trevigiano – Casartigiani.

    Si tratta della seconda azione di sviluppo, dopo quella del 2007, attuata per uniformare e diffondere una cultura della bioedilizia certificata e qualificata, sia per favorire il risparmio energetico e il rispetto dell’ambiente, ma anche per far fronte alla cosiddetta ‘crisi del mattone’.

    Interventi mirati alle nuove abitazioni e recupero degli edifici esistenti – ricordiamo che nella Marca Trevigiana il settore edile conta ben 13 mila imprese (di cui 11 mila artigiane) e 40 mila addetti, mentre nella bioedilizia annovera 5 mila addetti - potrebbero davvero rilanciare un mercato anche, a Treviso, stagnante e migliorare, nel contempo, la qualità di vita degli abitanti. Ma non solo: “L’intenzione – ha spiegato il presidente della Provincia, Leonardo Muraro – è quella di riuscire a produrre almeno il 20% del fabbisogno energetico trevigiano attraverso le cosiddette fonti alternative: per il 52% con energia idroelettrica ricavata da canali e canalette, dal Brentella, dal Sile, dai Lago Fadalto e Morto, per il 23% dalle biomasse e per il 22% dal Sole. Parallelamente, come Bolzano insegna, rendere gli edifici autosufficienti dal punto di vista energetico, attraverso l’isolamento con cappotto, la geotermia, la luminosità e il calore del sole”. Questi interventi, inoltre, dovrebbero costituire anche il volano per l’edilizia in crisi e rilanciare il mercato in modo nuovo ed ecocompatibile, come si propone l’Organismo costituito dai firmatari allo scopo di sviluppare la bioedilizia e l’urbanistica sostenibile. Per far questo, i firmatari si sono impegnati a dar vita a una Commissione permanente per la formazione e la certificazione del sistema Bioedilizia, con la quale verrà gestito il sistema di valutazione energetico-ambientale degli edifici e che avrà anche il compito di agevolare la realizzazione di questi specifici interventi attraverso la promozione di crediti ad hoc.

    La certificazione si baserà su di una serie di procedure univoche e normalizzate, al termine delle quali verranno rilasciati al proprietario dell’immobile certificato un libretto prestazionale e una ‘targa di qualità ambientale’. Avrà carattere volontario e sarà rilasciata dall’Amministrazione Provinciale, ma avrà il pregio di rendere l’edificio più appetibile sul mercato immobiliare, per le sue caratteristiche basate sul risparmio energetico e sul rispetto dell’ambiente.

    (24/07/2008 Tg0-positivo)