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  • Lava panni che ti passa

    Lava panni che ti passa

    Affidato il servizio lavanderia della Molino Stucky Hilton Venice di Venezia alle detenute della Giudecca

    Pioggia di complimenti per l’iniziativa siglata questa mattina a Venezia presso la sala Casanova del Molino Stucky Hilton Venice, in virtù della quale il servizio di lavanderia per gli ospiti e per il personale dell’Hotel verrà affidato alle detenute della Casa di Reclusione donne della Giudecca.

    L’accordo, che ha visto la firma di Mario Ferraro, General Manager del Molino Stucky Hilton, e di Gianni Trevisan, Presidente della Cooperativa Sociale Onlus Il Cerchio, è avvenuto alla presenza di molte autorità, tra cui il Sindaco della città Massimo Cacciari e il Presidente della Provincia Davide Zoggia, nonché di numerosi giornalisti e rappresentanti del mondo della cultura e della vita pubblica cittadina.

    Ad aprire la conferenza stampa il padrone di casa, Mario Ferraro, che ha sottolineato la coincidenza della firma dell’accordo con una felice ricorrenza: il primo anniversario dall’apertura del Molino Stucky Hilton Venice. “L’impegno dell’azienda in questa direzione – ha dichiarato Ferraro – ribadisce l’importanza che viene attribuita al dialogo con la città. Non solo con enti, istituzioni. Ma anche con altre categorie, incluse quelle più emarginate. A noi preme svolgere un ruolo attivo nella vita della città, sostenendo opere sociali a supporto dei più deboli, tanto che rientra proprio nei valori fondamentali della nostra azienda, che vuole essere simbolo della rinascita della Giudecca e, nello stesso tempo, parte integrante della costruzione della Venezia del futuro”.

    Il General Manager del Molino Stucky Hilton Venice ha poi collocato il progetto nel quadro del panorama Hilton nel mondo. “Questo accordo – ha dichiarato – è in perfetta sintonia con l’impegno sociale che vede il coinvolgimento della Hilton nel mondo con il programma Diversity a supporto delle minoranze, dei disabili, degli anziani e dei più deboli e bisognosi, anche attraverso la sua Fondazione di “casa” Hilton in the Community. Il progetto pilota con le carceri vuole dunque offrire un modello di riferimento per le attività sociali della Hilton nel mondo e contiamo di poter esportare molto presto la nostra esperienza anche in altre città italiane e in altri paesi del mondo”.

    Il Sindaco della città, Massimo Cacciari, ha quindi esordito complimentandosi con il Molino Stucky Hilton Venice per essersi impegnata in questa operazione dalla notevole rilevanza sociale. Il Sindaco ha sottolineato poi l’importanza del progetto in termini di investimento per un imprenditore privato che rischia in prima persona dando fiducia e credendo nella sinergia con altre realtà, anche più deboli. “Non si tratta di speculazioni – ha dichiarato il primo cittadino - Ma di rischiare. E non posso che augurare all’Hilton di vincere questa sfida che apre la scia ad altre aziende che decidessero di investire sull’isola con questo atteggiamento di apertura. In tal senso basti pensare che la struttura alberghiera dà lavoro alla città: migliaia di posti di lavoro”. Il Sindaco ha poi ricordato come il successo dell’operazione sia dovuta anche “all’intelligenza della Direzione del carcere che ha aperto le porte alla società e al mondo del volontariato, dimostrando capacità d’impresa e d’integrazione d’alto profilo.

    Nel corso della conferenza stampa Gianni Trevisan, Presidente della cooperativa “Il Cerchio”, ha ricordato che le attività manuali di pregio caratterizzano il carcere femminile della Giudecca fin dalla sua fondazione, risalente al 1859. Nell’accordo si è pertanto individuato l’ambito ideale per consentire alle detenute del carcere femminile di recuperare interesse per la vita, ottenendo fiducia nelle proprie capacità e gratificazione prestando servizio per una struttura esclusiva, come il Molino Stucky Hilton. Assicurare la massima qualità per un cliente esigente risulta infatti un’importante conquista. Portare a termine al meglio un compito, senza arrendersi né scoraggiarsi, si rivela dunque alquanto educativo e formativo per la persona. A tal fine la Cooperativa ha già investito 300.00 euro per potenziare la lavanderia esistente. E ora altri 100 mila per la costituzione della nuova lavasecco destinata all’attività per l’Hilton al fine di garantire un servizio di alta qualità per le divise del personale e per gli indumenti del cliente. “Si calcola che l’attività – ha precisato Trevisan – genererà circa 120 mila euro in un anno. Complessivamente il fatturato della cooperativa è di 3 milioni di euro, di cui 180 mila di lavanderia, ai quali ora si aggiungeranno i 120 mila grazie all’accordo con Hilton. Per quanto riguarda il personale coinvolto, merita ricordare che normalmente lavorano alla lavanderia undici detenute, più due persone esterne, alle quali d’ora in poi verranno affiancate altre quattro detenute e due esterne necessarie per garantire gli alti standard di qualità Hilton”. Pertanto il reparto lavanderia vedrà impegnate complessivamente 15 detenute e 4 esterne.

    Interessante l’intervento della Direttrice del carcere, dr.ssa Gabriella Straffi, sul ruolo del carcere come occasione di riscatto sociale. “Molte persone dopo l’esperienza di detenzione – ha spiegato la Direttrice – riescono a inserirsi in un contesto sociale e lavorativo. La pausa carcere può costituire in effetti una pausa di riflessione determinante un miglioramento della persona se la casa di reclusione fa la sua parte. Molte detenute sperimentano per la prima volta in carcere – continua Straffi – lo “star bene nel lavorare” e cita 3 esempi concreti – tra i molti – di detenute recuperate. L’impegno assunto con Molino Stucky Hilton dà a noi un grande prestigio e costituisce di fatto un’eccellente opportunità formativa per le nostre ospiti”.

    Voluta fortemente quindi da tutti gli organi coinvolti, l’iniziativa è dunque pronta per divenire operativa. E come si sono augurati tutti, incluso il Presidente della Provincia Davide Zoggia, non resta che attendere che altre aziende, magari importanti come Hilton, investano in progetti come questo al fine di sostenere la città e, attraverso l’impegno di realtà quali la cooperativa Il Cerchio, vadano ad integrare, se non sostituire, l’attività degli Enti Locali.

    Ufficio Stampa

    CLAP Communication

    Albina Podda albina@clapcommunication.it

    (05/06/2008 Tg0-positivo)