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Dice il saggio ...
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  • Chi finanzia il nucleare sovietico di 40 anni fa?

    Chi finanzia il nucleare sovietico di 40 anni fa?

    Banca Intesa San Paolo nel mirino di Greenpeace

    Roma, 11 marzo 2007 – Gli attivisti di Greenpeace sono presenti oggi presso le agenzie di Banca Intesa Sanpaolo in tutta Italia, per denunciare la decisione del Gruppo di finanziare il completamento di due reattori nucleari sovietici anni ’70 a Mochovce (Slovacchia), un progetto che vede il coinvolgimento di Enel. La Banca ha già concesso una linea di credito di circa 100 milioni di euro, senza aver ricevuto alcuna garanzia sulla sicurezza dei reattori.

    Gli attivisti in 21 città, tra cui Milano, Torino, Genova, Roma, Napoli e Palermo stanno consegnando volantini che informano i clienti di Intesa Sanpaolo sui gravi rischi connessi al completamento dei reattori di Mochovce, a circa 550 Km da Venezia. “Si tratta di un progetto estremamente pericoloso” spiega Francesco Tedesco, responsabile Campagna Energia e Clima di Greenpeace. “La tecnologia è assolutamente antiquata: reattori sovietici di 40 anni fa senza un guscio di contenimento che possa proteggerli da eventi esterni come la caduta di un aereo o un attentato terroristico”.

    Mentre oggi i reattori di terza generazione vengono costruiti con un doppio guscio di contenimento, Enel dichiara che non intende realizzare alcuna protezione, definendo la caduta di un aereo un evento improbabile. Il progetto verrà avviato in totale mancanza di partecipazione pubblica, in quanto l’attuale Governo non intende effettuare alcuna procedura di Valutazione di Impatto Ambientale, negando ai cittadini la possibilità di influenzare il processo decisionale. Ciò rappresenta una chiara violazione della normativa europea, per questo motivo Greenpeace ha già provveduto a citare in giudizio il Governo Slovacco.

    “Anche l’economicità del progetto è fortemente discutibile: 1.9 miliardi di euro per 880 MW, pari a cinque volte il costo di una centrale a gas della stessa potenza” aggiunge Giuseppe Onufrio, Direttore delle Campagne di Greenpeace. “Comprare una Duna al prezzo di una Ferrari significa buttare i soldi dalla finestra e mettere a rischio la vita dei passeggeri. Attualmente Enel investe nel nucleare tre volte tanto che nelle rinnovabili”.

    “Greenpeace crede che Intesa Sanpaolo possa fare lo stesso passo di ING Group, che ha già deciso di ritirarsi dal finanziamento di Mochovce” sostiene Giuseppe Onufrio. “Già nel 2006, in seguito alle pressioni di Greenpeace, Unicredit Group e Deutsche Bank si erano ritirate dal finanziamento di una centrale nucleare di tipo sovietico in Bulgaria.

    “Banca Intesa Sanpaolo si presenta, almeno a livello pubblicitario, come un soggetto responsabile che ha a cuore l’ambiente. Tuttavia, aver concesso il credito senza aver ottenuto chiare garanzie sul livello di sicurezza di Mochovce in mancanza di una procedura di Valutazione d’Impatto Ambientale, rappresenta una grave atto di irresponsabilità nei confronti dei cittadini europei” conclude Tedesco.

    Per informazioni:

    Ufficio stampa Greenpeace, 06 68136061

    (10/04/2008 Tg0-positivo)