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Dice il saggio ...
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  • Monnezza a Napoli, la parola ai ragazzi

    Monnezza a Napoli, la parola ai ragazzi

    Un cortometraggio realizzato dagli studenti di Napoli insieme agli Alcuni di Treviso

    Ciak si gira! Dall’8 al 10 aprile la scuola media “G. A. Rocco” di Afragola (Na) diventa il set televisivo del secondo film di “Ciak Junior”. Gli studenti della III A sono gli autori e i protagonisti del corto “La monnezza nel Dna dei napoletani”, che affronta in modo straordinario e struggente il problema rifiuti nella regione Campana.

    Insieme ai ragazzi di Afragola ci saranno gli ideatori del progetto, Francesco Manfio e Sergio Manfio (che firma anche la regia del cortometraggio) e la troupe di Ciak Junior. A documentare il loro lavoro ci sarà anche una seconda troupe di Canale 5 che realizzerà le interviste ai giovani protagonisti, filmerà il making of del film e confezionerà il programma che conterrà il cortometraggio dei ragazzi.

    Eccolo.

    “LA MONNEZZA NEL DNA DEI NAPOLETANI”: lo sguardo crudo e disincantato di un gruppo di tredicenni sullo scottante problema delle immondizie nella regione Campania

    Gli studenti autori del soggetto mettono sotto la lente di ingrandimento il problema delle immondizie, attualissimo, da anni piaga della regione. I ragazzi raccontano la storia di un loro coetaneo che sogna di diventare medico ma non potrà coronare il suo sogno perché la diossina, sprigionata dalle immondizie, è entrata nel suo Dna e lo farà morire.

    LA TRAMA: Un ragazzo diligente e brillante che da grande vuole fare il medico. Potremmo pensare a una vita come tutte le altre, peccato che tutto cambi se il ragazzo in questione vive in una città come Napoli. Cresciuto in una famiglia abituata ad “arrangiarsi” – il padre infatti raccoglie cartone e ferro tra i rifiuti – Gennarino, il protagonista della storia, è comunque felice della sua vita. Peccato però che se la monnezza è nel tuo Dna tu non abbia scampo… Un dolore lancinante alla testa e, all’ospedale, la diagnosi che la diossina ha provocato in lui un male incurabile. Una storia attualissima, raccontata con dei flash-back dal migliore amico di Gennarino che, ormai adulto (e medico), ripercorre la vita del suo compagno di giochi. Dal quel lontano 2008 tutto è molto cambiato, anche a Napoli, soprattutto grazie alla testimonianza di vita di questo giovane che non ha mai potuto realizzare il suo sogno...

    Il Prof. Gennaro Ciampa fa da portavoce ai suoi ragazzi e spiega lo spirito che ha animato il loro lavoro. Che noi volessimo parlare dell’annoso problema dei rifiuti in Campania, ha fatto storcere il naso a non poche persone. Più che i rifiuti, abbiamo scelto di denunciare i risvolti che questi provocano sulla salute delle persone. Far morire poi, alla fine della storia, il protagonista, è una scelta fatta proprio per non nascondere la realtà dei fatti; nelle nostre zone si muore di cancro a qualsiasi età e in una percentuale maggiore che in qualsiasi parte d’Italia. È proprio la consapevolezza di questa realtà che ci ha spinti a parlare della sofferenza nostra e del nostro territorio. Avremmo potuto salvare il protagonista, ma non ci sembrava realistico, perché per una persona che si salva altre cinque ne muoiono...

    (10/04/2008 Tg0-positivo)