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  • Le sfide del volontariato

    Le sfide del volontariato

    Un importante convegno in Veneto

    Il fenomeno sociale del volontariato è complesso e in continua evoluzione, con alle spalle una storia antica e un futuro ricco di sfide. Proprio per questo il Coordinamento delle Associazioni di volontariato della Provincia di Treviso ha deciso di offrire un percorso formativo a quanti fanno parte di questa realtà, allo scopo di dar vita a una visione condivisa che evolva da considerazioni locali a considerazioni “provinciali” e “regionali”, sviluppando il senso “politico” ed “operativo” dei Comitati di Gestione (Co.Ge.), dei Coordinamenti e dei Centri di Servizio del Volontariato (Csv).

    Le sfide del volontariato

    Se n’è parlato il 13 marzo scorso alla Chiesa di Santa Croce a Treviso alla presenza di un folto pubblico e di relatori illustri. Dopo i saluti di apertura della presidente del Centro Servizio Volontariato della Provincia di Verona, Elisabetta Bonagiunti, è toccato a monsignor Giovanni Nervo entrare nel vivo della giornata descrivendo il momento storico in cui è nata la legge 266 dell’11 agosto 1991 detta anche “Legge quadro del volontariato” che regola finalmente i rapporti del volontariato associato con le istituzioni pubbliche e da slancio e valore a questo fenomeno.

    Ma cos’è davvero il volontariato? “Pensiamo sempre che volontariato – ha spiegato Nervo – significhi solo assistenza, sanità, educazione, ma vi sono altri tipi di volontariato, come la protezione civile, la tutela dell’ambiente, la tutela dei beni culturali e il volontariato internazionale. Bisogna tenerne conto, di fronte alle sfide che ci offre il futuro”. Nervo poi ha posto subito una domanda di estrema importanza: “Ha futuro questo volontariato? Un detto antico afferma che ‘quello che si riceve, lo si riceve nella modalità di chi lo riceve’ e S. Agostino diceva sapientemente che nelle cose certe bisogna essere uniti, nelle cose discutibili essere liberi, in tutte le altre esercitare la carità. Una cosa è certa: il volontariato oggi deve porsi quattro obiettivi fondamentali per avere un ruolo significativo”.

    Gratuità come valore

    “Chi nella vita fa del profitto un idolo – ha detto mons. Nervo – non può capire cosa significhi tutto questo, ma è importante che i giovani lavorino per il prossimo e per una maggiore giustizia sociale”.

    Al centro la persona

    “Non si tratta di curare solo le ferite delle ingiustizie – ha tenuto a precisare meglio mons. Nervo – ma tutelare i diritti dei più deboli. Perché allora non coltivare a questo scopo anche un volontariato professionalmente preparato? Perché un medico, un avvocato, un insegnante non possono ritagliare dal proprio guadagno del tempo da dedicare? E’ chiedere troppo?” Il rischio che corre altrimenti il volontariato è quello di fare da ammortizzatore sociale a costo zero in una società con disuguaglianza sociale. “Se il volontariato ci sta – spiega Nervo – è già morto”.

    Impegno politico per salvaguardare la democrazia del Paese

    Dalla Casta di Stella e Rizzo alle denunce di Beppe Grillo, alle discussioni nei mass media: il Paese sta senza dubbio attraversando un periodo difficile: “Si dice che questa situazione può metter in pericolo la democrazia – commenta mons. Nervo – Un certo numero di uomini politici ha abusato del potere ricevuto dal popolo per fare i propri interessi e la legge elettorale così come è strutturata non facilita le cose, bisogna cambiarla, ma non possiamo generalizzare. Il volontariato può dare un contributo? In Italia ci sono milioni di volontari. Se tutti portassero nel normale lavoro pagato i valori del servizio, le istituzioni potrebbero essere risanate dal di dentro. E’ questa oggi la maggior sfida, non quella di sostituirsi allo Stato o di mantenerne le inefficienze”.

    Protagonista in una società multietnica e multiculturale

    Si calcola che nel 2020 il 50% dei bimbi iscritti alle scuole primarie sarà figlio si immigrati. Ci stiamo avviando verso una società multietnica, multiculturale e multireligiosa, che ci piaccia o no: “Siamo all’inizio di una trasmigrazione di popoli – sottolinea mons. Nervo – e nessuna legge o nessun esercito potrà fermarli. Se superiamo il complesso del ‘ricco’, cioè del ‘noi possiamo dare’, scopriremo che essi hanno molto da darci, solo che non sappiamo nulla di loro per stabilire rapporti alla pari. Sarà difficile per gli adulti, troppo pregiudizio, orgoglio e paura, ma non per i giovani. In tal senso, i centri di servizio del volontariato hanno un grande ruolo se punteranno alla formazione professionale e valoriale.”

    La situazione in Veneto

    Il volontariato è dunque una risorsa preziosa per le comunità, come riconoscono gli stessi politici e amministratori pubblici. Già intorno al 1972-1973 il Veneto costituiva una regione modello che faceva del volontariato uno dei maggiori intercettatori dei bisogni. Poi la legge 266/1991 ha istituito i Csv e i Co.Ge. “Il ruolo del Co.ge – spiega Silvano Spiller, presidente del Co.Ge regionale – è quello di fare da controllo e da pungolo alle istituzioni bancarie e di sensibilizzare le altre associazioni sulla realtà del volontariato”. In Italia ci sono oggi 77 Csv e 8.600 associazioni di volontariato, ma il Veneto rimane comunque una realtà del tutto unica: “Nel 1998 – ha spiegato Ennio Colferai, portavoce per i Csv regionali – i sette Csv provinciali hanno ‘fondato’ un ‘collegamento’ per incontri saltuari tra loro. Non c’era una legge a dirlo, ma loro ne sentivano il bisogno e in questo modo la realtà provinciale si è consolidata”.

    Il volontariato ha assunto in questo modo un ruolo sempre più vitale nella comunità: “La Carta dei Valori è una tappa di estrema importanza – ha spiegato Gianni Busnello, presidente della Conferenza regionale del Volontariato – e ci ha dato un ruolo col quale abbiamo potuto sedere al tavolo di programmazione regionale dei piani di zona, uniti da proposte comuni. Intendiamo infatti verificare la qualità dei servizi erogati, perché i comuni sempre più si affidano a terzi, con offerte fatte al ribasso e spesso di bassa qualità”.

    (09/04/2008 Tg0-positivo)