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    I viaggi di Tg0-Positivo: i mulini della Marca

    Ecco alcuni itinerari per una domenica all'aria aperta

    Tra Quinto di Treviso, Canizzano e Treviso si snoda uno dei percorsi più belli e incontaminati del Parco Naturale Regionale del fiume Sile, navigabile solo con barche a remi e caratterizzato dalla presenza di antichi mulini. Attraverso l’energia del fiume, sfruttata dalla ‘rosta molitoria’ - ovvero dal punto del salto d’acqua dove venivano realizzati i mulini per catturare la massima quantità di energia dal dislivello fluviale -, le granaglie venivano macinate e poi trasportate nelle terre circostanti. Un percorso di così gran pregio naturale e turistico che il Parco del Sile ha deciso di rendere accessibile alla cittadinanza, scoprendo per altro anche un ‘fontanasso’ di cui pochi conoscevano l’esistenza e che rende ancor più preziosa l’area.

    E’ stato infatti inaugurato sabato 5 aprile, a S. Angelo, proprio davanti alla Chiesa parrocchiale che si specchia nel fiume Sile, il "Cammino fra terre e acque per S. Angelo sul Sile", un tratto di 200 metri di pista ciclopedonale, composto da una passerella e un pontile in legno per l'attracco delle imbarcazioni, con una rampa sempre in legno per il superamento del dislivello altimetrico tra la Chiesa e l'area naturalistica. Il percorso inaugurato è il primo snodo di circa 7 chilometri della "Green way del Sile" che va dai Mulini Granello di Quinto a quelli di Rosta delle Mure a Canizzano per arrivare alla Rosta degli ex mulini di San Martino a Treviso. "Da Rosta a Rosta", infatti, è il titolo dello stesso progetto, realizzato dall’architetto Gennaro Mammoli, che vede nell'Ente Parco Naturale Regionale del fiume Sile e nel Comune di Treviso i suoi promotori attraverso il cofinanziamento dell'Unione Europea mediante il Gruppo di Azione Locale "Venezia Orientale" di Portogruaro.

    "La nuova filosofia del Parco è ben visibile nel progetto che inauguriamo oggi a Sant'Angelo", ha affermato il Presidente del Parco del Sile, Alberto Megaton, affiancato da Erich Zanatta, vicepresidente e regista dell’iniziativa, durante l’inaugurazione di sabato che ha richiamato duecento trevigiani a percorrere per la prima volta il nuovo sentiero: "Oggi abbiamo portato alla luce anche il neo riscoperto "Fontanasso di S. Angelo", un fontanile da dove sgorga l'acqua sorgiva del Sile. L'intervento ha di fatto allargato il sagrato della Chiesa con una ricomposizione ambientale davvero straordinaria” ha aggiunto Zanatta, mentre la Provincia di Treviso ha promesso un nuovo intervento nel territorio del Parco: "Viste le capacità del Parco Sile di riqualificare degli angoli suggestivi del suo territorio - ha sentenziato Ubaldo Fanton, assessore provinciale all'ambiente - nel bilancio 2009 stanzieremo un contributo per finanziare un nuovo progetto simile a quello di S. Angelo".

    Il progetto “da Rosta a Rosta” sarà attuato per fasi successive, attraverso la realizzazione di una serie di “Cammini” tra loro collegati, che permetteranno di conoscere le speciali testimonianze – mulini, roste, chiese, frammenti di natura, acque, capitelli - che la civiltà fluviale del Sile ci ha consegnato dal passato. Il progetto realizzerà, in primis, una ‘saldatura’ tra la rete di percorsi esistenti e/o in fase di completamento a est di Treviso (macrostralcio ‘Alzaie’ da Treviso a Casier e da Quarto d’Altino a Portegrandi) e la rete a ovest (macrostralcio ex ferrovia “Treviso-Ostiglia”, macrostralcio “Via dei Mulini” e percorsi nell’area risorgive).

    Dalla pianura alle montagne...

    Merita senz'altro una visita anche il centro di Cison di Valmarino, uno dei più bei borghi di Italia, indissolubilmente legato per secoli ai conti Brandolini, investiti per meriti militari dalla Repubblica di Venezia di questo feudo fin dal 1436. Tra le case di Cison scorre il Rujo che con le sue acque torrentizie e la forza idraulica che conducono con sé da secoli è utilizzato dagli artigiani del luogo.

    Tra il 1660 e il 1680 il conte Guifo VII, conte-imprenditore, investirà centinaia di ducati per riammodernare i mulini, i folloni da lana, i magli, le segherie e le concerie. Proprio a fine '600 verrà dunque costruito un nuovo maglio battiferro che opererà per oltre due secoli e sul finire dell'800 quando alla ruota si sostiuiranno le turbine il conte Annibale si farà attivo promotore per dare il via a una Latteria sociale e a una Filanda.

    Oggi, di tutto questo, rimane la memoria delle rovine delle dodici ruote che giravano nel breve tratto di un chilometro e mezzo e che fanno di questa zona una delle più importanti della Provincia per archeologia industriale.

    Chi arriva per la prima volta nella Marca Trevigiana troverà di grande interesse molti centri storici del Trevigiano: Asolo, Castelfranco, Oderzo, la stessa Treviso (una piccola Venezia fiorita e ricca d'acque), Refrontolo, Follina e di certo Cison di Valmarino, famoso per il castello Brandolini di recente ristrutturato e che campeggia, bello e solitario su di una grande rupe, da cui purtroppo non si gode gran vista, essendo la vallata ormai empita di capannoni e aree industriali. Ma sempre ai piedi della rupe, si trova anche Cison di Valmarino, un borgo meraviglioso che è possibile gustare appieno durante la Mostra dell'Artigianato che si tiene ad agosto. Si passeggia in tutta tranquillità lungo le viuzze antiche, discendendo anche lungo il letto del torrente, per lo più in secca e visitando gli edifici storici più belli. Lungo il cammino a un certo punto, sempre seguendo il torrente in direzione 'a monte' si arriva a un ponticello. Lo si attraversa e al bivio si prende la strada di destra. Da quel momento in poi inizia l'itineraio dei Mulini che poi condurrà tra i boschi e sentieri panoramici, sino al Bosco delle Penne Mozze, caro agli Alpini di tutta Italia.

    La Via dei Mulini ha assunto una dignità propria garzie all'associazione omonima, nata nel 1998, allo scopo di rivalutare il sentiero degli antichi opifici. Nel 2000 viene completato il secondo stralcio dei lavori cofinanziati dalla Cee lungo la Rujea fino alla latteria, mentre l'associazione prolungherà a proprie spese la Via dei Mulini, a partire dai mulini di Cencio Ciae fino al lavatoio di S. Silvestro.

    Un percorso che anche Fondazione Benetton di Treviso ha inserito tra i Luoghi di Valore segnalati dalla cittadinanza e ha auspicato il suo totale recupero, promuovendone la conoscenza e la valorizzazione.

    (09/04/2008 Tg0-positivo)