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Macrolibrarsi.it presenta il cofanetto: Geni fuori Controllo - Mt0

Dice il saggio ...
Sperate per il meglio, aspettatevi il peggio. La vita è teatro, ma non sono ammesse le prove (M.Brooks)

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  • Giù le mani dall'acqua. Autore: Alex Zanotelli

  • La Chiesa di Santa Margherita

    La Chiesa di Santa Margherita

    Storia di un monumento dimenticato

    Fino a oggi, nessun ricercatore aveva mai messo in relazione le tre chiese principali di Treviso: S. Nicolò, S. Francesco e S. Margherita. A farlo, ci ha pensato la studiosa trevigiana Chiara Voltarel che, alla luce delle sue ricerche iniziate con la tesi di laurea, ha scoperto - e quindi proposto all’attenzione di tutto il mondo accademico nel suo libro "La Chiesa di Santa Margherita. Storia di un monumento dimenticato" – come, all’interno delle mura, le chiese dei principali ordini mendicanti (Domenicani, Francescani ed Eremitani) fossero accomunate nello stile, nell’architettura e nelle dimensioni.

    Partendo dal documento più importante in suo possesso – il decreto comunale del 1282 dove si disponeva la costruzione della chiesa specificando che il modello doveva essere, “ad modum et formam”, la chiesa di S. Nicolò e informando delle relative misure - la studiosa trevigiana ha aggiunto così un nuovo fondamentale tassello per ricostruire la vita di una Treviso medievale, in pieno fervore spirituale, sociale ed edilizio. Scrive la Voltarel: “Inaspettate e affascinanti si sono rilevate alcune riflessioni: partendo dal documento più importante in mio possesso, ho potuto approfondire numerosi aspetti, non solo sul monumento specifico. La rielaborazione dei dati mi permette di sostenere che le tre chiese mendicanti in città, oltre a essere costruite utilizzando lo stesso piede agrimensore, avevano le stesse dimensioni e caratteristiche ed esisteva perciò un modello preciso. Nel mio lavoro ho suggerito ipotesi, cercando di giustificarle sulla base di documenti e testimonianze, auspicando che possano richiamare l’attenzione sul monumento e stimolino ulteriori discussioni con eventuali nuove proposte”.

    Il pregevole volume - con prefazione di Andrea De Marchi, docente di Storia dell’arte medievale all’Università degli Studi di Firenze - è stato realizzato grazie al contributo di Fondazione Cassamarca.

    (20/03/2008 Tg0-positivo)