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  • Consulta delle Famiglie, un'esperienza apripista

    Consulta delle Famiglie, un'esperienza apripista

    L'iniziativa è nata nel Comune di Ponzano Veneto (Tv)

    Il bene della famiglia prepara il bene della comunità e intesse la società futura. Un mandato impegnativo ma di grande importanza quello che, sabato 16 febbraio, ha ricevuto la Consulta delle Famiglie del Comune di Ponzano Veneto, mettendosi a confronto con le istituzioni del territorio e le famiglie stesse. Nel corso di una tavola rotonda, moderata dal nostro direttore Paola Fantin, i gruppi familiari del territorio – in particolare i Gruppi Focus - hanno potuto ascoltare e poi consultare alcuni rappresentanti delle maggiori istituzioni regionali. All’incontro, oltre al sindaco di Ponzano Veneto Claudio Niero, all’assessore alle Politiche Familiari – anima del progetto – Roberto Pilla, erano infatti presenti il dirigente del settore Piani e Programmi per la Famiglia della Regione Veneto Francesco Gallo, il funzionario del Settore Servizi alla Famiglia della Provincia di Treviso Antonella Masullo e il funzionario del Settore Attività Area Famiglia Ulss 9 Michela Molin.

    La Consulta delle Famiglie del Comune di Ponzano Veneto è la prima della nostra diocesi – realtà similari si trovano poi in Sinistra Piave, a San Fior oppure a Verona – a costituire un vero e proprio organo istituzionale, deliberato unanimemente dal Consiglio Comunale, il 14 novembre scorso. Ma come ogni realtà apripista dovrà calpestare terreni mai percorsi prima e dunque avere tutti gli strumenti di lavoro e trovare interlocutori certi.

    Una Consulta di nome e di fatto

    La Consulta ha un ruolo importante, di attore sociale che non ‘riceve’ soltanto ma che agisce. “Non si tratta di un organo istituzionale – ha spiegato il dottor Francesco Gallo, mettendone in evidenza i punti di forza e i punti di debolezza – in mano all’amministrazione comunale, che se ne serve solo quelle volte in cui l’ente teme di fare delle gaffes. Deve essere consultata costantemente. Ma la Consulta deve anche essere un canale ‘esperto’. Non possiamo trincerarci dietro l’idea che ‘siamo famiglie, dunque capiamo tutto’. Se si parla di Piano Regolatore, la Consulta deve avere le spalle per supportare questo ruolo. Deve inoltre portare le istanze delle famiglie del territorio, non quelle delle famiglie singole. La Consulta, inoltre, non può fermarsi alle delibere fatte da un Comune ma deve essere propositiva e fautrice di reti che si muovono nel territorio. Magari ci sono altre famiglie che si ritrovano nella comunità, per esempio in parrocchia, ma non vengono rappresentate. La Consulta deve cercarle e coinvolgerle, perché essa può smuovere davvero un processo inimmaginabile, grazie a persone trainanti. Cominciando dalle giovani coppie che, prima di aver figli, vivono isolate dal resto della comunità”. La Regione Veneto è orientata verso servizi integrativi alla famiglia, rivolti agli asili nidi, alle scuole materne e anche alla creazione di piccoli nido (al massimo di sei bimbi) dove la mamma mette a disposizione la propria casa. E ancora: l’Ente ha deciso di premiare soggetti pubblici e privati che mettono in moto progetti per sostenere la famiglia con il “Marchio famiglia” e ha deciso di richiedere ai Comuni di ritoccare le tariffe per le famiglie numerose. In tal senso “la Consulta potrebbe aiutarci a vedere tute queste possibilità”.

    Una Consulta tra reti e relazioni

    Mettersi in rete e coordinarsi anche con le realtà sovracomunali è un altro passo fondamentale per la vita della Consulta. Ed è quanto auspicato anche dalla dottoressa Antonella Masullo, voce della Provincia: “La Provincia vuole arrivare a un patto tra le famiglie, sviluppando una serie di azioni nel territorio. Si tratta di un progetto triennale partito l’anno scorso con una Festa provinciale della Famiglia, con laboratori manuali e con giornate informative e formative. Nel corso di questo progetto, verrà realizzata una mappatura di quanto viene oggi fatto per le famiglie, alla quale seguirà una banca dati per fare interventi mirati. Tra i progetti, un corso di formazione per babysitter ‘speciali’, che si occuperanno di diversabili sensoriali, affetti da cecità e sordità”. La Provincia ha, inoltre, invitato la Consulta delle Famiglie a proporre un proprio rappresentante all’interno della Consulta provinciale per il Volontariato.

    Un’inversione di rotta: famiglie, attori protagonisti

    Cambiare mentalità, per divenire attori protagonisti, che propongono e agiscono direttamente. Un auspicio giunto dall’Ulss 9, rappresentata dalla dottoressa Michela Molin che ha sottolineato, a sua volta, la necessità di far rete per rendere ancor più efficaci i servizi offerti dall’Azienda Sanitaria: “Come Ulss 9, stiamo lavorando su alcuni obiettivi metteranno ancor più in rete le famiglie, i servizi, le associazioni e il mondo del lavoro. Azioni importanti che riguardano la costituzione di un centro raccolta informativo e documentaristico, l’attivazione di un tavolo territoriale e di uno sportello info. Le famiglie sentono davvero il bisogno di mettersi in rete, come vediamo per esempio dalle iscrizioni che riceviamo per la news letter nel sito www.ulss.tv.it . E’ importante però che le famiglie cambino mentalità e cerchino nuove forze, avvicinandole nei momenti di maggior contatto”.

    I Gruppi Focus del Comune di Ponzano Veneto

    La Consulta di Ponzano Veneto parte da basi solide, costruite dai Gruppi Focus di Ponzano Veneto che in questi mesi hanno lavorato sodo, dando il via a numerosi progetti. Come hanno raccontato Cristina ed Enrico, hanno operato in particolare sul fronte delle politiche familiari, dell’ambiente e delle piste ciclabili; hanno avviato un’attività insieme al Consorzio Priula sulla raccolta differenziata e distribuito pannolini lavabili. Hanno inoltre realizzato un sito ( www.focusponzano.org ) nel quale è resa pubblica la loro attività e che per la prima volta nel Comune raccoglie tutte le associazioni. Inoltre, ogni settimana viene inviata una news letter che informa gli iscritti sulle novità del Comune, sugli appuntamenti, sui progetti realizzati e in fase di realizzazione (per adesioni informa.focus@gmail.com). “La Consulta è una realtà molto importante di cui i tecnici e i politici devono tener conto – ha spiegato Enrico – La Regione per esempio potrebbe darci il Marchio Famiglia, la Provincia considerare che in questo territorio esiste una Consulta con la quale dialogare e confrontarsi, l’Ulss invece potrebbe passare attraverso di noi nel fare le loro proposte in sede di Tavolo della Famiglia. Ricordiamo però a tutti che siamo dei volontari, che mettono gratuitamente il proprio tempo ed è giusto che chi di dovere ci aiuti nel nostro lavoro”.

    (21/02/2008 Tg0-positivo)