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    Aiutarli a volare

    Un imprenditore trevigiano fonda la Children future project onlus a favore dei bimbi ucraini

    Quando vedi la realtà, non puoi più fingere di non conoscerla e vivi per comunicarla agli altri, con i mezzi che possiedi, qualsiasi siano le conseguenze. Un potente messaggio che oltre due millenni fa il filosofo greco Platone condensò nel mito della caverna, uno dei più bei racconti mai concepiti da mente umana e oggi più che mai attuale. Andrea Bianco, proprietario dell’omonima concessionaria trevigiana, ne ha fatto il filo conduttore della sua vita, fondando insieme ad altri tre amici l’associazione “Children future project onlus” che si impegna in progetti umanitari in Ucraina. Sei anni fa, un viaggio in quella terra dell’Est per realizzare il sogno dei Bianco di diventare genitori ha aperto la via a un progetto di più largo respiro che oggi aiuta numerosi ragazzi ucraini, altrimenti abbandonati a se stessi. “In Ucraina ci sono circa 123 mila ragazzi in 500 orfanotrofi – ci ha raccontato Andrea Bianco, con una passione che lo contraddistingue sia nel lavoro che nella vita -, mentre nel mondo se ne calcolano 125 milioni. Sono andato in Ucraina per coronare il sogno mio e di mia moglie di diventare genitori di una splendida bimba, ma poi vi sono ritornato altre 15 volte. Non puoi fingere che le cose rimangano le stesse, quando vedi gli occhi di un bimbo fissare la sua mamma che si allontana di spalle, dopo averlo lasciato in un istituto perché non può più tenerlo con sé. Desideri far qualcosa di più ed è quello che è successo”.

    L’associazione “Children future project onlus” aiuta dunque i bambini e i ragazzi degli orfanotrofi ucraini, da una parte sostenendo gli orfani con programmi individuali di recupero sanitario, perché laggiù si muore ancora di tubercolosi, poi finanziando l’istruzione e aiutando le tante ragazze madri in difficoltà; dall’altra intervenendo nelle strutture degli orfanotrofi, attraverso ristrutturazioni che migliorino le condizioni igienico-sanitarie e creino spazi di accoglienza dignitosa per questi piccoli. “Bisogna cercare di capire la cultura e la storia di questo Paese dove la famiglia si sta disintegrando e il tasso di alcolismo è una delle piaghe più feroci – ha aggiunto Bianco – Con la sussistenza non si va da nessuna parte, questo è poco ma sicuro. E’ necessario invece puntare su progetti che ne migliorino le condizioni e li aiutino efficacemente”.

    In poco tempo, Andrea Bianco ha così creato una vera a propria rete di amici, clienti, fornitori, persone sensibili che danno il proprio tempo e contributo: “Grazie al mio lavoro, posso raggiungere un vasto bacino di utenza e molti condividono questo mio percorso. Quando le persone entrano in officina, vengono subito informate dei progetti dell’associazione. Se il cliente ci lascia in preventivo due euro, noi ne mettiamo quattro. In questo modo da febbraio a oggi abbiamo raccolto 17 mila euro, per un totale complessivo di 60 mila euro in tutto l’anno, da destinare ai bimbi ucraini, nella massima trasparenza che viene comunicata ai 40 soci e a chi ci segue attraverso un bilancio redatto ogni 6 mesi”.

    Grazie all’aiuto di “Children future project onlus” e al supporto del volontario Bodgan Bashotovy, il Centro Kiev per il Futuro è diventato in poco tempo un punto di riferimento per i ragazzi in difficoltà: in Ucraina, infatti, quando gli orfani raggiungono i 16 anni vengono indotti ad abbandonare gli istituti perché ‘troppo grandi’ per essere aiutati dallo Stato. “In questo momento ne stiamo aiutando una quindicina – conclude Bianco – e stiamo anche realizzando due laboratori da 100 metri quadrati per fare corsi di cucito e insegnare a metter la suola alle scarpe. In questo modo intendiamo renderli autosufficienti e autonomi con programmi personalizzati. La vita mi ha dato molto e il minimo che posso fare oggi è aiutare anche gli altri a essere felici”.

    Per info sulle attività dell’associazione www.cfponlus.org oppure 340 3966592.

    (17/01/2008 Tg0-positivo)