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  • Treviso e la raccolta differenziata: parola alla Provincia

    Treviso e la raccolta differenziata: parola alla Provincia

    Intervento dell'assessore provinciale Ubaldo Fanton inviato dall'Ufficio Stampa

    ******************************

    In qualità di Presidente dell’ATO mi vedo costretto a portare all’attenzione della stampa alcune considerazioni per fare chiarezza

    Ormai non passa giorno che tutti parlino di rifiuti, chi a titolo personale, come sempre si dice in questi casi per giustificarsi, chi, il più delle volte, per protagonismo.

    Quello che certamente manca è una seria analisi dello stato dei fatti ed una conseguente prudenza nello sparare sentenze o soluzioni..

    E’ purtroppo il caso dell’Assessore Michele Chiole che ancora una volta se ne esce con la teorizzazione degli inceneritori in provincia di Treviso.

    Chiole è componente del Comitato Istituzionale d’Ambito (ATO) che sta redigendo il piano d’ambito, ha partecipato a tutte le riunioni tecniche in cui gli argomenti sono stati approfonditamente sviscerati ed in quelle sedi non ha mai espresso critiche palesi alle scelte che si stanno maturando evitando il ricorso ai termovalorizzatori.

    Puntualmente però esce sui giornali con argomentazioni a loro supporto.

    Delle due l’una: o alle riunioni non partecipa con attenzione o vuole a tutti i costi fare il battitore libero.

    Spiace constatare che come tecnico si lasci andare a considerazioni che confondono le idee ai cittadini.

    Necessita pertanto portare un po’ di chiarezza nel merito.

    La Provincia di Treviso con la raccolta differenziata dei rifiuti si contraddistingue da anni come una eccellenza a livello nazionale, con riconoscimenti che ci vengono puntualmente assegnati ogni anno.

    A fronte delle 330.000 tonellate di rifiuto urbano annualmente prodotte, la quantità di rifiuto urbano residuo non utilizzabile è di sole 80.000 tonellate/anno. Una inezia rispetto alle quantità immense di rifiuto urbano indifferenziato prodotto a Napoli e Campania.

    Ebbene queste 80.000 tonellate/anno sono solo rifiuti non riciclabili trasformati attualmente nel cosiddetto CDR che non trova collocazione sul mercato locale, semplicemente perché l’attuale modo di lavorazione nell’impianto di Lovadina non soddisfa le esigenze del mercato.

    I potenziali utilizzatori attualmente non lo impiegano, così come viene prodotto, ma si sono espressi comunque favorevolmente all’utilizzo qualora ci fosse una qualità migliore.

    Restiamo del tutto sorpresi dalle affermazioni di Chiole nell’individuare la Germania come destinataria dei nostri rifiuti urbani.

    Nella mia relazione all’Assemblea dell’ATO del luglio 2007 indicavo i luoghi di destinazione del CDR o degli scarti, che mai hanno varcato i confini nazionali.

    Stupisce ancor più l’affermazione priva di qualsiasi fondamento di migrazione dei rifiuti che crea discredito nei confronti del grande sforzo che la Provincia di Traviso e tutti gli Amministratori Comunali stanno facendo per ottimizzare la gestione del rifiuto urbano.

    Due sono gli obiettivi che già si stanno percorrendo.

    Differenziare ancora di più per creare meno rifiuti e produrre alla fine della filiera di lavorazione di rifiuti un CDR ottimale per l’utilizzo in impianti già esistenti in co-combustione.

    Questi sono esattamente i temi principali che il piano d’ambito sta sviluppando ed alle cui riunioni l’Assessore Chiole ha sempre partecipato.

    Un altro degli obiettivi del piano d’ambito è arrivare ad una raccolta differenziata pari al 70%, facilmente raggiungibile se il comune di Treviso desse seguito alla indicazione, già peraltro espressa dall’ATO, di cambiare il sistema di raccolta, abbandonando i cassonetti stradali che costituiscono collettori di rifiuti da parte anche dei cittadini di altri Comuni della periferia.

    Ciò aumenta i quantitativi di rifiuti urbani prodotti e i costi del trattamento.

    Volendo a tutti i costi seguire il ragionamento di Chiole, il quantitativo di rifiuti da trattare sarebbe di poco meno di 300t/g, quantità assolutamente ridicola per una “macchina” di tale tipo quando la maggior parte degli impianti di incenerimento (vedi impianto di Brescia) sono alimentati con quantitativi di 2.400/t giorno, otto volte superiori!

    La domanda a questo punto è evidente: visto che la Provincia di Treviso è la migliore in Italia in termini di raccolta differenziata di rifiuti urbani, deve proprio accollarsi come premio un inceneritore per rifiuti da 700.000/ tonellate anno come Brescia, con l’alibi di produrre energia e calore a tutti i costi?

    Non è forse meglio continuare sulla strada di produrre meno rifiuti, ottimizzare le modalità di raccolta, utilizzando al meglio gli impianti esistenti?

    Mi sorprende quindi leggere con disarmante frequenza gli articoli in cui l’Assessore . Chiole sostiene a tutti i costi la necessità degli inceneritori perché qui si sta parlando esclusivamente di rifiuti urbani.

    I rifiuti speciali, e non bisogna fare confusione, sono tutt’altra materia e hanno tutt’altra competenza e non sono l’argomento di questi giorni né sulla stampa locale né su quella nazionale.

    Nel campo dei rifiuti speciali (industriali) la competenza è esclusiva della Regione ma i ragionamenti fatti sulla raccolta differenziata e sulla ottimizzazione dei rifiuti valgono parimenti.

    Lascio a Chiole, la proposta di collocare un inceneritore in Comune di Treviso, con l’invito di lasciar perdere il suggerimento di affibiare l’inceneritore a tutti gli altri Comuni della provincia.

    In ogni caso le decisioni finali spettano all’Assemblea generale dell’ATO che sull’argomento sarà chiamata ad esprimersi a breve con l’illustrazione del Piano d’Ambito.

    11/01/2008

    Il Presidente dell’ATO

    Dott. Ing. Ubaldo Fanon

    (17/01/2008 Tg0-positivo)