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  • Sulle ali della cicogna bianca

    Sulle ali della cicogna bianca

    Un progetto per riportare nel Parco del Sile uno degli animali più amati dalle popolazioni

    di Paola Fantin

    Da tempo non esiste più una popolazione di Cicogne bianche che risieda permanentemente in Veneto, per l’eccezione fatta di alcune coppie libere e in voliera presso il Centro Lipu di S. Elena di Silea e qualche caso segnalato tra Padova e Vicenza. La Cicogna, fino agli inizi del secolo scorso, era presente in tutta l'Europa centrale, ma da allora è praticamente scomparsa in Svezia Olanda, Svizzera, Belgio e diminuita numericamente non solo in Germania, Francia e Danimarca dove la caccia è intensa, ma anche nei territori di svernamento in Africa occidentale dove, oltre a cadere in gran numero vittime delle popolazioni locali, non trova più i grandi sciami di Locuste vaganti nelle steppe e nelle savane, trasformate in coltivazioni e trattate con veleni.

    Il Progetto Cicogna, presentato venerdì scorso presso Fondazione Cassamarca a Treviso – e promosso dalla stessa Fondazione, dall’Ente Parco Sile, dalla Provincia di Treviso, dall’Oasi Cervara e dai comuni limitrofi – mira dunque a ripristinare la presenza della Cicogna nelle nostre zone, realizzando un centro per l’allevamento e la liberazione di Cicogne bianche all’interno dell’Oasi di Cervara che inviti alla sosta nelle campagne dell’alto Sile le Cicogne selvatiche che sorvolano la provincia di Treviso.

    “La Cicogna è un uccello molto socievole – ha spiegato il professore Fabio Perco – e molto spesso costruisce il nido presso i centri abitati dove si è guadagnata nel tempo i favori degli abitanti nell'Europa continentale, dove la sua presenza è considerata di buon auspicio, tanto che la scelta di un edificio come sede per il nido viene agevolata dalle popolazioni locali. La Cicogna frequenta solitamente le aree pianeggianti come terreni prativi, le paludi e le zone acquitrinose in genere, mentre per l'alimentazione si reca nei campi arati, nelle risaie e lungo le rive di canali, fiumi e laghi. Si nutre unicamente di cibi di origine animale, tra cui anche diverse specie dannose all'agricoltura. “La sua introduzione nel nostro territorio favorirà di certo la biodiversità e la crescita della naturalità nell’Oasi – ha aggiunto il dottor Francesco Mezzavilla - Il progetto mira, infatti, nel giro di 4 - 8 anni, a costituire una popolazione di cicogne di 10-15 coppie residenti stabilmente nelle campagne tra Quinto di Treviso e Morgano contando sull’effetto di invito da parte di queste coppie nei confronti delle cicogne selvatiche. Gli esemplari liberati dal Centro e quelli selvatici si riprodurranno utilizzando apposite piattaforme distribuite nell’Oasi e nelle campagne dove nasceranno giovani cicogne che, in libertà, potranno essere libere di migrare e tornare in seguito alla zona di nascita, contribuendo così alla stabilizzazione della presenza della specie nella nostra regione”.

    (17/12/2007 Tg0-positivo)